
La fragile pace di Evian tra Donald Trump e Giorgia Meloni crolla e le sponde dell’atlantico tornano ad allontanarsi.
Al G7, racconta il presidente degli Stati Uniti all’Aria che Tira su La7, la premier gli avrebbe “implorato di fare una foto insieme”: “l’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena”, riferisce. Questa volta la presidente del Consiglio non attende e replica a Trump con un video diffuso su Instagram e registrato a Bruxelles, durante i lavori del Consiglio europeo, perché “certe cose meritano una reazione immediata”. Le dichiarazioni del tycoon “sono totalmente inventate”, garantisce Meloni dicendosi “francamente allibita”. Quello che la premier non si spiega è il motivo per cui Trump abbia questo tipo di atteggiamento “con i propri alleati” e non con “i nemici dell’Occidente”, con cui invece “si dimostra molto più accondiscendente”. Poi mette in chiaro: “Una cosa se la deve ricordare, io e l’Italia non imploriamo mai”.
L’impatto che questa nuova frattura avrà nelle relazioni tra Stati Uniti e Italia si capirà nei prossimi giorni. Nelle prime ore dello scontro, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato di aver annullato il suo viaggio a Miami per il business forum Italia-Usa: “Le gravi e offensive parole di Trump offendono tutta l’Italia”, motiva il vicepremier su X. E, alla luce dell’annullamento della visita, la Farnesina comunica in serata la cancellazione dell’intero Forum, spiegando che il ministero degli Esteri aggiornerà le imprese e le associazioni di categoria su “future iniziative di partenariato economico bilaterale con gli Stati Uniti”.
Meloni lascia Bruxelles senza nuove dichiarazioni, ma incassando la solidarietà degli altri leader europei, alcuni dei quali chiedono un selfie con lei, in segno di vicinanza. Il premier spagnolo Pedro Sánchez, le esprime piena solidarietà in pubblico e in privato per un attacco che “non è né politico né personale, non so nemmeno come qualificarlo”, spiega ai cronisti a margine del Consiglio.
In casa, è immediata la solidarietà del mondo della politica e delle istituzioni. A partire dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che le telefona. La prima ministra riceve le chiamate anche dei presidenti di Camera e Senato, Lorenzo Fontana e Ignazio La Russa, che giudica le parole di Trump un “evidente tentativo di vendicarsi della premier italiana per il suo non essersi piegata ai suoi voleri”.
Il governo leva gli scudi per difendere la capa dell’esecutivo. La solidarietà è trasversale da tutti i partiti, ma l’opposizione deplora una subalternità che oggi la prima ministra sconta. Per il Pd si esprimono gli ex ministri Andrea Orlando e Lorenzo Guerini, l’eurodeputata Alessandra Moretti, la senatrice Tatjana Rojc. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte giudica le parole di Trump inaccettabili, ma rileva allo stesso tempo un atteggiamento “sbagliato” della premier: “Ha rincorso Trump e lo ha assecondato in tutto, si è addirittura detta disponibile a indebitare il Paese per acquistare armi americane e gas, gli ha detto che i dazi sono un buon compromesso, lo ha proposto come Nobel per la pace”, ha ricordato. Meloni è stata “subalterna a Trump, facendo perdere la dignità all’Italia”, attacca Angelo Bonelli di Avs. Il presidente Usa è un “mentitore seriale nonché un bullo da operetta”, scrive sui social il leader di Azione, Carlo Calenda. Le frasi di Trump “sono orripilanti, come sempre”, concorda il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che però aggiunge: “Finalmente se ne è accorta anche la presidente Meloni: buongiorno Giorgia, ben svegliata”.