Fantoni (FederlegnoArredo): “Filiera legno-arredo: la minaccia viene da crisi energetica e rincari materie prime”

“L’industria del pannello, e Assopannelli in generale, soffre nel periodo tutte le gravità derivate dalle crisi geopolitiche che fanno schizzare il prezzo sia dell’energia elettrica che del gas. Nella nostra industria energivora questo ha dei risvolti decisamente rilevanti e ci obbliga a perseguire una rincorsa di aumenti sul mercato per trasferire i costi che a nostra volta riceviamo”. Queste le parole di Paolo Fantoni, presidente di FederlegnoArredo e Assopannelli, durante Ecomondo.

“Purtroppo, questo rappresenta una perdita di competitività per l’intera filiera del legno e dell’arredo italiano, ma oltre a essere gas ed energia incidenti da un punto di vista diretto, abbiamo anche l’aggravante che la nostra colla, la chimica all’interno del pannello, è una chimica di derivazione piena del gas, essendo l’urea un condensato del gas che a sua volta carica su sé stesso la triplicazione del costo del gas. La difficoltà per finire è legata poi al fatto che i pannelli hanno un valore unitario relativamente basso, per cui l’incidenza dei costi dei trasporti sia in uscita che in ingresso ottiene dall’aumento del costo del gasolio un aggravio non irrilevante in questo periodo. A livello europeo la nostra industria, in questo momento, guarda con molta attenzione alla rinegoziazione della normativa del CBAM, che già a gennaio 2026 ha sofferto un aumento della tassazione sull’urea per 42 euro a tonnellata, e attendiamo di capire esattamente quello che andrà a intervenire con il primo gennaio 2027. Non è escluso che l’urea, invece di ottenere un’esclusione totale, possa avvantaggiarsi di una cosiddetta clausola 27 che dovrebbe intervenire nel momento in cui il prezzo dell’urea a livello europeo dovesse schizzare a livelli eccessivamente onerosi e pericolosi per la competitività complessiva non solo dell’industria del pannello e del mobile, ma anche dell’agricoltura”.