“In riferimento agli Stati Generali di questa mattina, direi che è stata una giornata molto interessante perché ho trovato che a livello internazionale i temi da noi sviluppati e anche i problemi che abbiamo verificato sul campo sono problemi di tutti. E quali sono? Sono che le innovazioni che stiamo facendo sono tante, sono assolutamente strategiche per il futuro della competitività e della sostenibilità dell’Europa e del resto del pianeta. Il problema è come trasformare le innovazioni in competitività e in reale economia locale. E quindi il tema su cui sta lavorando Novamont è un tema che stiamo sviluppando da molti anni: l’idea dei progetti regionali, dei progetti con le radici nel territorio che mettano insieme le diversità dei territori, di cui l’Europa e l’Italia in particolare sono ricchissime, e le nuove tecnologie andando a risolvere problemi locali. Utilizzando le biomasse, la diversità e la diversa cultura dei territori, si potrebbe permettere di mettere a terra queste tecnologie creando delle opportunità territoriali enormi; quello che servirebbe è uno spazio legislativo in grado di mettere a terra un discorso di tipo sistemico, superando l’attuale logica dei silos. Quindi il tema fondamentale è quello di cambiare rotta e fare in modo che le comunità, le industrie e l’agricoltura siano tutte connesse tra di loro attraverso progetti territoriali che abbiano al centro la salute dei suoli. Questa è la grande sfida: così come nel cluster noi abbiamo lanciato l’idea dei progetti regionali Lighthouse, i progetti Faro, credo che questa sia un’occasione. Come è emerso proprio negli Stati Generali e anche ieri all’incontro a Bruxelles con la presidente von der Leyen e una serie di innovatori e fondatori di imprese, credo ci sia lo spazio per giocare una partita importante sulla circular economy, non nella solita logica di tecnologie separate, ma di tecnologie viste all’interno di un approccio sistemico e quindi attraverso i progetti Lighthouse”, lo ha detto a GEA Catia Bastioli, Amministratore delegato di Novamont, durante Ecomondo.