“In questo momento a Bruxelles ci sono numerose policy e regolamentazioni che sono in corso di attuazione o, soprattutto, in corso di revisione. Queste attengono principalmente alle energie rinnovabili e quindi al risparmio di emissioni fossili e alla loro sostituzione con fonti rinnovabili. Allo stesso tempo, ci sono anche policy e regolamentazioni che riguardano il sequestro di carbonio, in particolare il sequestro di carbonio nel suolo o in alcune industrie correlate, come l’acciaio o l’industria”, ha dichiarato a GEA David Chiaramonti, Presidente della Biofuture Platform del Politecnico di Torino, durante Ecomondo
“Il settore del biogas e del biometano può svolgere un ruolo molto importante in primis nella parte agricola – ma non solo – attraverso la valorizzazione di tutti gli stream, sia di carbonio che di nutrienti, che ha modo di convertire in prodotti utili per la società, per l’industria e per l’agricoltura. La filiera del biometano è caratterizzata dal poter disporre di carbonio e nutrienti all’interno del processo: al di là del certamente fondamentale prodotto biometano che esce dal digestore, abbiamo anche un digestato che contiene carbonio e nutrienti. Come è noto, l’area del Mediterraneo si sta desertificando con un tasso di desertificazione del 20% superiore alla media globale; quindi, il mondo del biometano può fornire un contributo fondamentale per riportare sostanza organica e nutrienti nel suolo, fornire energie rinnovabili e valorizzare in modo continuo e costante tutti quegli stream che oggi probabilmente non godono della valorizzazione di cui meriterebbero da un punto di vista strettamente ambientale e di sostenibilità”, ha concluso Chiaramonti.