Gherardi (Confagricoltura): “Economia circolare, biometano come risposta concreta”

“Le nostre aziende faticano a rimanere sul mercato perché l’incidenza del costo energetico è alle stelle. Il biometano può essere una risposta estremamente interessante e coinvolgente, con cui si dà finalmente concretezza a quella che viene definita economia circolare. Con il biometano c’è una vera circolarità: si parte dal recupero dei reflui, in alcuni casi anche da scarti dell’agroalimentare, per poi miscelarli assieme a colture dedicate a questo scopo. Si ottiene così il biometano, dal quale dopo il processo di digestione si realizza il digestato, che dal punto di vista agronomico è il miglior elemento fertilizzante utilizzabile”, lo ha detto a GEA Nicola Gherardi, componente della giunta di Confagricoltura, durante Ecomondo. 

“Tramite il REPowerEU, gli strumenti messi a disposizione dal Pnrr e di recente dal governo, non credo manchino le opportunità. Manca soprattutto una consapevolezza nell’opinione pubblica di ciò che questi investimenti comportano e del fatto che si va verso la transizione ecologica e ambientale. Manca una presa di coscienza da parte dell’opinione pubblica, perché troppo spesso una delle difficoltà nello sviluppare questi progetti è l’insediamento sui territori. Si cita spesso la sindrome Nimby, ma stiamo andando oltre: c’è una negatività a priori, non conoscendo fondamentalmente cosa siano le rinnovabili e quali benefici possano portare al Paese e alle nostre imprese. Quello che stiamo proponendo è un percorso semplificato nell’ambito dell’iter autorizzativo, ma soprattutto un coinvolgimento del territorio circostante in cui avviene l’insediamento. Chi si trova con un impianto di biometano sul proprio territorio affronta un minimo di disagio legato ai trasporti o agli odori. La possibilità di redistribuire sul territorio circostante benefici diretti per i cittadini aiuterebbe ad accompagnare la società civile ad apprezzare questo tipo di investimenti”.