“La circular economy è una parola bella, molto di moda, però poi per farla veramente diventare circolare e poter applicare i principi serve, in modo particolare in Italia, che il mondo delle imprese, il mondo di chi lavora in questo settore e le istituzioni dialoghino per creare dei decreti attuativi che velocemente permettano di mettere a terra la teoria che si sono immaginati quelli della Commissione Europea”, ha spiegato a GEA Andrea Giustini, presidente e fondatore del Gruppo EcoEridania, durante Ecomondo.
“Il più grande scoglio che noi ogni giorno dobbiamo superare è quello della burocrazia: tempi troppo lunghi. Però siamo nel mondo dell’intelligenza artificiale: i progetti non possono stare 3, 4, 5, 6 anni in un cassetto. Quando hai finito son vecchi, è già arrivata la tecnologia nuova, quindi serve più azione e reazione, i tempi devono veramente dimezzarsi: in 18 mesi bisogna avere la possibilità di mettere a terra i progetti, altrimenti non ce la faremo mai. Quindi questa meravigliosa circular economy non funzionerebbe perché non ci sono gli strumenti applicativi”.