Dalla Valle (Despar Nord): “La sostenibilità non è solo ambiente, ma un approccio ESG a 360 gradi”

“Oggi siamo qui ad Ecomondo per parlare di sostenibilità. Despar Nord si è spesa in termini di sostenibilità da diverso tempo, in diversi ambiti. Per noi la sostenibilità non è soltanto ambiente, ma è proprio un approccio ESG, quindi ambiente, sociale e governance. Posso citare diverse best practice che abbiamo su ciascun ambito: sicuramente sul tema ambientale la certificazione ISO 14001, che abbiamo ottenuto come prima azienda GDO nel 2013. A ciò si affianca adesso un sistema di gestione integrato che affianca aspetti sociali come la ISO 45001 e di recente anche la ISO 39001, anch’essa come prima azienda della GDO in Italia. Sul tema ambiente possiamo parlare anche di energia verde acquistata tramite PPA con Alperia e di combustibili HVO per la flotta logistica di proprietà. Sul tema sociale abbiamo più di 10.000 collaboratori, quindi sicuramente i temi sono importanti. In primis la certificazione sulla parità di genere, secondo la UNI/PdR 125 del 2022 che abbiamo ottenuto alla fine del 2025, e abbiamo rinnovato di recente, ad aprile del 2026, il contratto integrativo aziendale. Abbiamo tutta una serie di convenzioni per il benessere dei nostri collaboratori e tutta una serie di attività che svolgiamo sul territorio per coprire non solo il social interno, ma anche il social esterno. Non da ultimo anche il tema della governance. Da più di 15 anni redigiamo un report integrato secondo i principali standard di rendicontazione di sostenibilità, report che evolverà secondo quanto dettato dalla normativa CSRD grazie al coinvolgimento delle figure interne che abbiamo individuato come prima Sustainability Ambassador e poi Sustainability Practitioner. Questo secondo noi abbraccia un po’ tutto il percorso che un’azienda retail come la nostra può fare all’interno di un percorso di sostenibilità, tenendo conto del contesto esterno e anche delle capacità e delle competenze all’interno dell’azienda”. Così ha dichiarato a GEA Katia Dalla Valle, Responsabile Reporting ESG di Despar Nord, durante Ecomondo.

Custodi (Acea Ambiente): “Costi di gestione vera sfida per cattura e riutilizzo di CO₂”

“Per poter contenere il costo dell’applicazione della normativa ETS, ovvero il pagamento delle quote di emissione della CO₂, il gestore del termovalorizzatore deve cercare di migliorare le prestazioni energetiche dell’impianto affinché per unità di energia prodotta le emissioni di CO₂ siano le più basse possibile e soprattutto cercare sistemi di cattura e riutilizzo della CO₂ o cattura, trasporto e stoccaggio definitivo che abbiano costi sempre più bassi, ovvero inferiori al costo di acquisto delle quote. È una sfida molto grande se si pensa che oggi, in questo momento, il costo di cattura è pressoché doppio rispetto al costo delle quote”. Così ha detto a GEA Giorgio Custodi, Responsabile del Coordinamento Tecnico di Acea Ambiente, durante Ecomondo.

“L’impatto è sui costi di gestione, per quello che ho appena detto; quindi, avremo un incremento notevole dei costi determinato soprattutto dal pagamento delle quote o dall’implementazione di questi sistemi di cattura. Per dare un ordine di grandezza, un termovalorizzatore che tratta 100.000 tonnellate dovrà pagare quote per circa 50.000 tonnellate di CO₂ fossile emessa. All’attuale costo delle quote che è di circa 80 euro, un piccolo termovalorizzatore da 100.000 tonnellate pagherebbe 4 milioni di euro all’anno”.

Corazza (Parlamento europeo): “Transizione green dell’industria: serve un bilancio UE ambizioso”

“Nel dibattito di oggi è molto importante sottolineare che il Green Deal non può assolutamente essere dissociato dalla parola industria, dalla parola innovazione, dalla parola competitività. Noi abbiamo due bussole da seguire per rafforzare l’autonomia strategica europea: sono il rapporto di Enrico Letta sul mercato interno e il rapporto di Mario Draghi. Bisogna che il prossimo bilancio su cui si sta discutendo in questi giorni sia un bilancio ambizioso e aiuti l’industria europea a diventare più green e la sostenga in una transizione energetica che non può non guardare alla nostra sicurezza e alla nostra competitività”. Così ha spiegato a GEA Carlo Corazza, Direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, durante Ecomondo.

Centemero (CIC): “Compost ed economia circolare: storico accordo con MASE e agricoltori”

“L’accordo siglato con il MASE, con le associazioni di categoria degli agricoltori e con Biorepack ha lo scopo principale di diffondere le buone pratiche di utilizzo del compost. È importante partire da chi lo ha firmato: dal Consorzio Italiano Compostatori che l’ha promosso, dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dalle tre principali associazioni di categoria degli agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura e CIA”, ha riferito a GEA Massimo Centemero, Direttore del Consorzio Italiano Compostatori, durante Ecomondo.

“In più si è aggiunto Biorepack, il consorzio dei produttori e trasformatori delle bioplastiche biodegradabili e compostabili, la cui presenza abbiamo fortemente voluto. Per noi è un momento importante perché dopo 34 anni di storia del CIC non era mai stato firmato un accordo del genere. È la prima volta che definiamo un’intesa così rilevante sull’utilizzo del compost, che è il prodotto principale del riciclo dei rifiuti organici che tutti noi cittadini produciamo, in primis l’umido, cioè il rifiuto organico di origine alimentare proveniente dalle nostre abitazioni e destinato agli impianti di digestione anaerobica e compostaggio che producono biometano e compost. Negli anni abbiamo sempre concentrato l’attenzione sulla promozione dell’utilizzo del compost, implementando anche un marchio di certificazione della qualità. Adesso questo accordo ha lo scopo, tramite l’istituzione di un tavolo di lavoro permanente, di arrivare ai territori per spiegare al mondo agricolo, un mondo diversificato con produzioni eccezionali da nord a sud, che cos’è il compost e l’importanza di utilizzare fertilizzanti organici che derivano dal riciclo dei nostri rifiuti”.

Ambrogio (EcoTyre): “Gomma devulcanizzata: si risparmia l’87% di CO₂”

“La novità che presentiamo qui a Ecomondo è che abbiamo trovato altre filiere di utilizzo a parte il pneumatico, anche perché in Italia purtroppo non c’è una grandissima produzione di pneumatici. Però fortunatamente ci sono tante altre produzioni e applicazioni. Ne cito tre: i cavi elettrici, che all’interno negli isolamenti hanno della gomma; le guaine bituminose, che servono per l’isolamento nell’edilizia; e anche i bitumi modificati con degli elastomeri che vanno su tutte queste tre filiere. Tutte queste tre filiere possono utilizzare devulcanizzato che arriva dal pneumatico fuori uso, alternativamente al fossile che nel caso italiano comunque importiamo da lontano. Il lato positivo è che a livello di costo non costa più dei vergini importati e soprattutto l’impatto ambientale è estremamente positivo rispetto ai materiali fossili. Risparmiamo fino all’87% di CO₂ per ogni chilo di prodotto. Quindi è un risultato molto interessante che presentiamo qui a Ecomondo”, lo ha detto a GEA Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre, durante Ecomondo.

Mongiello (Regione Basilicata): “Economia circolare come leva di sviluppo industriale”

“Dal convegno è venuto fuori un interessante punto di vista: l’economia circolare non soltanto può dare tutela ambientale e protezione dei nostri territori, ma può essere soprattutto una leva per lo sviluppo industriale. Abbiamo tanti siti dismessi e materie prime seconde che possono essere reinserite nel circuito e messe a valore. L’idea è quella di istituire in Regione Basilicata una cabina di regia che possa mettere a sistema tutti gli attori per sviluppare politiche in materia di economia circolare”, lo ha detto a GEA Laura Mongiello, Assessore all’Ambiente e Transizione energetica della Regione Basilicata durante Ecomondo.

Modrone (SEL): “La Basilicata può essere la vera ‘green region’ d’Italia”

“La Basilicata è ricca di sole, di vento, di acqua, quindi può essere la ‘green region’ d’Italia e lo sta diventando anche grazie al nuovo governo Bardi, all’assessore Mongiello e all’assessore Pepe con la SEL. Stiamo facendo la vera transizione energetica dai fossili, da tutto ciò che è nell’entroterra; la Regione Basilicata parte dal primo giacimento petrolifero di terraferma d’Europa e grazie a questo noi stiamo facendo la vera transizione energetica”, lo ha detto a GEA Luigi Modrone, Amministratore Unico di Società Energetica Lucana Spa (SEL), durante Ecomondo.

Margiotta (Regione Basilicata): “Economia circolare, la sfida dei servizi nei piccoli comuni”

“Nel mio intervento di oggi è stato portato all’attenzione della sala il ruolo della Regione Basilicata e quanto sta facendo, da alcuni anni, in termini di economia circolare. La nostra è una regione fatta di piccoli comuni, di aree vaste e interne con una bassa densità abitativa, dove l’erogazione dei servizi ai cittadini è assai difficoltosa. Ciò richiede un intervento poderoso da parte della Regione, non solo in termini finanziari, ma anche e soprattutto in termini tecnici, perché i comuni con cui abbiamo a che fare hanno difficoltà proprio dal punto di vista tecnico ad attuare quelle che sono le politiche e gli interventi finanziati dalla Regione Basilicata”. Lo ha detto a GEA Salvatore Margiotta, Responsabile Economia circolare, Rifiuti e Bonifiche, SG Ambiente di Regione Basilicata, durante Ecomondo.

Pisani (SEL): “Investimenti per 11 milioni di euro, benefici per il territorio”

“È un momento molto importante, qui a Ecomondo, per riuscire a comunicare quelle che sono le attività, ma anche i risultati della Società Energetica. Abbiamo parlato di impianti, quelli fatti e quelli da fare, con un grosso auspicio soprattutto sulla programmazione 2026-2028, dove abbiamo programmato investimenti per 11 milioni di euro. In questo lasso di tempo vogliamo raggiungere il nostro obiettivo e cercare di spendere queste importanti risorse economiche, che si traducono in un beneficio concreto sul territorio, soprattutto per i Comuni che aderiscono alle nostre iniziative, ma anche in maniera indiretta per imprese e cittadini”. Queste le dichiarazioni che Piernicola Pisani, Direttore generale della Società Energetica Lucana Spa, ha rilasciato a GEA durante Ecomondo.

Fantoni (Assopannelli): “Filiera legno-arredo: la minaccia viene da crisi energetica e rincari materie prime”

“L’industria del pannello, e Assopannelli in generale, soffre nel periodo tutte le gravità derivate dalle crisi geopolitiche che fanno schizzare il prezzo sia dell’energia elettrica che del gas. Nella nostra industria energivora questo ha dei risvolti decisamente rilevanti e ci obbliga a perseguire una rincorsa di aumenti sul mercato per trasferire i costi che a nostra volta riceviamo”. Queste le parole di Paolo Fantoni, presidente Assopannelli, durante Ecomondo.

“Purtroppo, questo rappresenta una perdita di competitività per l’intera filiera del legno e dell’arredo italiano, ma oltre a essere gas ed energia incidenti da un punto di vista diretto, abbiamo anche l’aggravante che la nostra colla, la chimica all’interno del pannello, è una chimica di derivazione piena del gas, essendo l’urea un condensato del gas che a sua volta carica su sé stesso la triplicazione del costo del gas. La difficoltà per finire è legata poi al fatto che i pannelli hanno un valore unitario relativamente basso, per cui l’incidenza dei costi dei trasporti sia in uscita che in ingresso ottiene dall’aumento del costo del gasolio un aggravio non irrilevante in questo periodo. A livello europeo la nostra industria, in questo momento, guarda con molta attenzione alla rinegoziazione della normativa del CBAM, che già a gennaio 2026 ha sofferto un aumento della tassazione sull’urea per 42 euro a tonnellata, e attendiamo di capire esattamente quello che andrà a intervenire con il primo gennaio 2027. Non è escluso che l’urea, invece di ottenere un’esclusione totale, possa avvantaggiarsi di una cosiddetta clausola 27 che dovrebbe intervenire nel momento in cui il prezzo dell’urea a livello europeo dovesse schizzare a livelli eccessivamente onerosi e pericolosi per la competitività complessiva non solo dell’industria del pannello e del mobile, ma anche dell’agricoltura”.