Avvio di settimana con temporali e grandine, poi torna anticiclone Azzorre

La settimana appena iniziata aprirà subito all’insegna di un tempo fortemente instabile a causa di un’insidiosa perturbazione temporalesca in grado di innescare anche delle grandinate su alcune delle nostre regioni. Col passare dei giorni, tuttavia, è attesa una svolta che ci accompagnerà poi per tutta la prima parte di luglio: l’anticiclone delle Azzorre tornerà ad espandersi su gran parte del nostro Paese.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, comunica che tra oggi e domani dovremo ancora fare i conti con una marcata instabilità atmosferica: la causa è da ricercarsi nella particolare configurazione sinottica in atto a livello europeo che vede ancora una vastissima area di bassa pressione centrata tra Isole Britanniche e Scandinavia che continua ad inviare impulsi instabili verso il bacino del Mediterraneo. A causa della tanta energia in gioco (umidità e calore nei bassi strati dell’atmosfera) e dei forti contrasti tra masse d’aria completamente diverse, si verranno a creare le condizioni ideali per lo sviluppo di imponenti celle temporalesche in grado di scatenare, localmente, forti colpi di vento e grandinate. Eventi sempre più frequenti anche nel nostro Paese, come testimoniano gli eventi del 29 e 30 giugno in Piemonte e Valle d’Aosta.

Stando agli ultimi dati a nostra disposizione le regioni più a rischio saranno ancora una volta quelle settentrionali: attenzione, in particolare, a Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Successivamente un secondo impulso instabile è previsto tra la notte di martedì 2 e la giornata di mercoledì 3 luglio con il rischio di forti rovesci temporaleschi questa su buona parte del Centro Nord, Puglia e Campania. Questo fronte temporalesco sarà accompagnato da aria più fresca in discesa dall’Europa settentrionale, ragion per cui ci aspettiamo un calo dei valori termici che si porteranno fin sotto le medie attese in questo periodo.

Come annunciato però ecco la svolta prevista da giovedì 4 luglio in avanti: a livello europeo tornerà in auge l’anticiclone delle Azzorre che, di fatto, si sostituirà, almeno temporaneamente, al suo ben più opprimente “parente” africano. Dopo tanto tempo tornerà ad apparire l’alta pressione protagonista delle estati italiane di una volta che dall’oceano Atlantico, con il suo massimo di pressione mediamente in prossimità delle Isole Azzorre (da qui il nome), si allungava tipicamente fino ad abbracciare l’Europa centro-occidentale.

In Piemonte stato di emergenza per maltempo: danni per 25 milioni. Domani allerta in 9 regioni

Italia nella morsa del maltempo. Se infatti nel week end a essere piegate da piogge e frane sono state Piemonte e Valle d’Aosta, per la giornata di domani il dipartimento di protezione civile ha diramato l’allerta gialla in 9 regioni,  con precipitazioni, in prevalenza temporalesche, in particolare sulle aree interne ed adriatiche del centro-sud. Attenzione dunque su  Veneto,parte di Toscana e Umbria, sull’intero territorio di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basificata e su parte della Calabria. Previsto, inoltre, un rinforzo dei venti da nord-ovest, con effetti maggiori su Sardegna, Sicilia ed estreme regioni meridionali, associata a un generale calo delle temperature.

In Piemonte intanto è il giorno della conta dei danni. Il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha firmato la richiesta dello stato di emergenza destinato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro della Protezione civile Nello Musumeci e capo dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, a causa delle violente precipitazioni che hanno colpito soprattutto le province del Verbano Cusio Ossola, Torino e Vercelli. In particolare è stato coinvolto il territorio della Valle Anzasca e Valle Divedro della provincia del Verbano-Cusio-Ossola, dell’Alta Val Sesia in provincia di Vercelli e dell’Alta Val Susa, Valli di Lanzo, Valli Orco e Soana e Canavese della Città Metropolitana di Torino. È stata anche completata una prima stima degli interventi necessari per le somme urgenze e per il ripristino immediato dei danni provocati dalla perturbazione che ammontano a circa 25 milioni di euro, sulla base dei sopralluoghi operati in queste ore dai tecnici della direzione opere pubbliche della Regione e dalle squadre della Protezione civile. “Voglio ringraziare quanti da giorni con il loro lavoro sono in campo a supporto delle località colpite dalle piogge e per consentire il ripristino della sicurezza di strade e fiumi. In tempi molto rapidi abbiamo inviato al governo la richiesta dello stato di emergenza per poter avere da subito risorse per le opere di somma urgenza da mettere a disposizione e dei Comuni. Siamo stati colpiti da un fenomeno violentissimo, che per fortuna non ha provocato vittime e che siamo riusciti a contenere grazie alla professionalità delle nostre squadre e anche grazie alle opere di messa in sicurezza del territorio realizzate in questi anni” dichiara Cirio.

In Valle d’Aosta le criticità persistono soprattutto nella valle di Cogne dove 250 persone risultano ancora isolate a causa dell’interruzione della strada, sul cui ripristino non è al momento possibile fare delle previsioni di breve periodo. Colpito anche l’abitato di Breuil-Cervinia, fortemente danneggiato. “È una situazione difficile, ma gestita con unità”, ha spiegato Fabrizio Curcio, capo del Dipartimento della Protezione civile nazionale. “Il monitoraggio e la chiusura della strada che collega Aosta a Cogne ha permesso di evitare situazioni peggiori”, ha detto Curcio. Sulle tempistiche di ripristino del collegamento stradale tra Cogne e il fondo valle ha detto: “I tecnici oggi verificheranno i danni, finora il livello del torrente era molto alto. La strada è parecchio compromessa. Ci vorrà tempo, per il ripristino della viabilità ci potrebbero volere settimane”. Si ipotizza circa un mese. La Giunta regionale, che ha espresso vicinanza ai cittadini coinvolti, ha voluto rassicurare i turisti intenzionati a venire in Valle d’Aosta sull’agibilità delle località turistiche e sullo sforzo che sarà intrapreso per rendere accessibile la Valle di Cogne nel minor tempo possibile.

Nella giornata di domenica, per le abbondanti piogge che hanno colpito l’area settentrionale del Piemonte, squadre dei vigili del fuoco hanno operato nelle province del Verbano e di Torino per frane, smottamenti e soccorsi a persone in difficoltà. A Locana (TO) sono state trasferite ieri in una zona sicura 37 persone che erano rimaste bloccate in un ristorante a causa di una frana. A Mathi, sempre provincia di Torino, sono state evacuate precauzionalmente due famiglie residenti in abitazioni minacciate dall’esondazione del fiume Stura di Lanzo. Nella notte fra sabato e domenica i vigili del fuoco sono intervenuti tra Montanaro e San Benigno Canavese per il salvataggio di due adulti e di una neonata di 3 mesi bloccati in auto per l’innalzamento dell’acqua del torrente Orco. A Noasca (TO) esperti nella conduzione di mezzi per il movimento terra sono stati al lavoro per tutta la domenica per liberare da frane la strada che porta a Ceresole Reale. Nell’alto Verbano a Macugnaga per l’esondazione in più punti del torrente Anza squadre hanno operato per evacuare e portare in zona sicura di diverse persone. Dalle ore 5.30 di domenica l’elicottero Drago del reparto volo Piemonte ha effettuato ricognizioni aeree sulle aree interessate dal maltempo.

Indonesia, si usa la semina delle nuvole per accelerare la costruzione della futura capitale

L’Indonesia sta utilizzando la semina delle nuvole intorno al sito della sua futura capitale per ridurre le forti piogge che ne hanno ostacolato la costruzione. Nusantara, sorta nel bel mezzo della foresta pluviale, dovrebbe succedere ufficialmente a Giacarta, l’attuale capitale congestionata che sta sprofondando inesorabilmente sotto il livello del mare, dopo l’inaugurazione da parte del presidente Joko Widodo il 17 agosto, anniversario dell’indipendenza dell’arcipelago.

Ma gli appaltatori, i cui lavori di costruzione della città sono stati ostacolati dalle piogge quotidiane, hanno chiesto alle autorità di effettuare una “operazione di modifica del tempo”, ha dichiarato Tri Handoko Seto, un alto funzionario dell’agenzia indonesiana di meteorologia, climatologia e geofisica (BMKG). “Hanno presentato una richiesta per effettuare un’operazione di modifica del tempo in modo che la pioggia che cade ogni giorno possa essere deviata in un altro luogo, eliminata in una certa area o almeno ridotta”, ha detto Seto all’AFP.

Questa tecnica, nota come cloud seeding, che prevede l’introduzione di minuscole particelle nelle nuvole per indurre precipitazioni in piccole aree geografiche, ha guadagnato popolarità in tutto il mondo come metodo per combattere la siccità o aumentare le riserve idriche locali. Tuttavia, gli scienziati affermano che non è in grado di creare il clima, né di scatenare piogge della portata di quelle osservate in Paesi come la Germania e gli Stati Uniti.

L’operazione di cloud seeding intorno a Nusantara è iniziata la scorsa settimana e dovrebbe terminare domenica, seguita da una valutazione per stabilire se continuare, ha detto Seto. È la prima volta che le autorità utilizzano questa tecnica intorno al sito per ridurre le precipitazioni.

Inondazioni e frane sono comuni durante i sei mesi di stagione delle piogge nel vasto arcipelago e il BMKG prevede che le piogge torrenziali intorno a Nusantara dureranno fino ad agosto. L’obiettivo del governo indonesiano è quello di insediare una popolazione di 1,9 milioni di persone entro il 2045 e di concentrare le attività umane e industriali proprio nel cuore del Borneo. L’insediamento della nuova capitale è fortemente criticato dagli ambientalisti, che denunciano la deforestazione di una delle più grandi distese di foresta pluviale tropicale del mondo.

maltempo

Breve tregua dal maltempo: in arrivo forte perturbazione con nubifragi

Questa fase di maltempo non vuole finire, anche nei prossimi giorni e addirittura fino a fine mese, l’Italia dovrà fare i conti con una serie di impulsi perturbati forieri di precipitazioni a tratti molto forti.

Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it pone l’attenzione alla fase di intenso maltempo in arrivo nelle prossime ore e che colpirà il Centro-Nord fino a martedì 21 maggio. La perturbazione atlantica, collegata a un semi stazionario ciclone attivo tra le Isole Britanniche e la Francia, sarà sospinta da intensi venti di Libeccio e Scirocco. Da lunedì il tempo peggiorerà via via più diffusamente e intensamente dalla Sardegna verso Toscana, Umbria, Lazio, quindi Nordovest e infine Nordest. Ma sarà martedì 21 la giornata clou del maltempo. Sin dalle prime del giorno piogge abbondanti o abbondantissime e locali temporali con grandine, si abbatteranno su Liguria, alta Toscana, Lombardia, Veneto e infine Friuli Venezia Giulia. Le precipitazioni intense potrebbero causare allagamenti improvvisi e dato che il livello dei fiumi in Lombardia e Veneto è ancora piuttosto alto, non sono da escludersi nuove esondazioni.

Da mercoledì 22 l’alta pressione tornerà ad avanzare verso il Centro-Sud dove il tempo tornerà a essere soleggiato. Non sarà così al Nord. Sulle regioni settentrionali continuerà a imperversare il flusso instabile proveniente dall’oceano Atlantico e così dopo mattinate relativamente tranquille e soleggiate, nel pomeriggio scoppieranno numerosi temporali con grandine.

Sotto il profilo termico invece è da segnalare il temporaneo aumento dei valori sia massimi sia minimi a causa dei venti meridionali, successivamente (da mercoledì) il clima sarà mite su gran parte delle regioni.

Dopo il freddo torna il caldo nel weekend. Ma per il 1° maggio il tempo sarà instabile

Weekend dal sapore quasi estivo con temperature che tornano a sfiorare i 30 gradi centrigradi. Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma un netto e repentino miglioramento rispetto al freddo che ha colpito in modo intenso il Paese: tra lunedì e mercoledì scorso si registravano temperature massime 10-12°C sotto la media del periodo.

Durante questo weekend torneremo ad assaporare il lato più caldo della Primavera, ma non ovunque. Correnti di Scirocco porteranno piogge, frequenti rovesci e nevicate oltre i 1500-1800 metri sul Nord-Ovest. In questa stretta fascia del nostro Paese avremo purtroppo un weekend in parte rovinato dal Meteo.

Il ritorno dell’anticiclone nordafricano favorirà pieno sole al Sud, cieli poco nuvolosi al Centro con massime fino a 24-25°C (picchi di 27°C in Sardegna) ma non riuscirà ad impedire una certa instabilità al settentrione ed in Toscana con qualche piovasco sparso. L’ultima domenica di aprile chiuderà un cerchio anomalo: i primi 15 giorni sono stati caldi, a tratti caldissimi per il periodo, poi è avvenuto il tracollo scandinavo con il picco del freddo verso il 22-24 aprile; adesso arriviamo alla fine di questo mese ‘altalenante’ con picchi di 30 attesi fino al 30 (del mese). La domenica vedrà infatti un ulteriore aumento delle temperature con valori massimi di 28°C a Caserta, 26°C a Napoli e 25°C a Firenze.

In questo contesto sereno e felice dovremo però ricordare il maltempo previsto all’estremo Nord-Ovest dove troveremo ancora rovesci intensi, abbondanti nevicate oltre i 1900-2000 metri e anche la sabbia del deserto in sospensione: non si esclude quindi la possibilità domenica di un nuovo episodio di Neve Rossa in montagna, tra Piemonte e Valle d’Aosta. Le temperature in aumento faranno anche fondere la neve caduta a quote basse negli scorsi giorni e contribuiranno alla piena dei fiumi. La nuova settimana vedrà invece il ritorno del sole ovunque con caldo fino a 31°C in Sicilia. Sembra un’ottima notizia, e in parte lo è: ma in modo malizioso e dispettoso, un ciclone arriverà dal pomeriggio del 30 aprile sulla Sardegna e rovinerà almeno la prima parte del 1 maggio sul nostro Stivale, da Ovest verso Est. Un ‘pesce d’aprile’ in ritardo, per l’ultimo giorno di un mese che sarà ricordato per l’altissima ‘altalena Meteo’ che ha portato i termometri da 33°C a 7°C in pochi giorni, e poi di nuovo su oltre i 30-31°.

Entrando nel dettaglio, oggi, 27 aprile, al nord sono previste piogge al Nord Ovest, scarse altrove. Al centro piogge sull’Alta Toscana e nubi sparse altrove, al Sud bel tempo e clima mite. Domani, 28 aprile, al nord più soleggiato e mite; maltempo all’estremo Nord Ovest. al centro sole e clima mite, al sud soleggiato e caldo. Lunedì aprile al nord soleggiato e mite, al centro sole e clima caldo per il periodo e al sud soleggiato e caldo. La tendenza tendenza sarà: da martedì pomeriggio-sera arriva il ciclone del 1 maggio.

Il maltempo flagella il Veneto. Zaia: “Siamo salvi grazie a opere idrauliche e manutenzione”

Diciassette evacuati, allagamenti, esondazioni, frane e smottamenti. E’ il bilancio dell’ondata di maltempo che ha colpito il nord Italia e che nelle prossime ore interesserà anche le regioni del Sud e del medio versante adriatico, con pioggia intensa e forti raffiche di vento. La protezione civile nazionale ha emesso allerta rossa per rischio idraulico su alcuni settori del Veneto e arancione su parte di Emilia-Romagna e Veneto. Allerta gialla, invece, in Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e sull’intero territorio di Trentino Alto Adige, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Al momento il bilancio è di una vittima: si tratta di una donna travolta da una valanga a Racines di Dentro, in Alto Adige. Con lei altre due persone, estratte vive ma in gravi condizioni da sotto la neve.

La situazione più complicata è nel Vicentino, dove a preoccupare di più è il fiume Retrone, esondato in diversi punti. I vigili del fuoco hanno evacuato 17 persone: sette erano rimaste isolate in un maneggio a Montebello nella zona del bacino di laminazione e sono state portate via con un elicottero e un gommone. Evacuati con un gommone dalle squadre Speleo Alpino Fluviali dei vigili del fuoco, 10 impiegati delle poste rimaste bloccate al centro di smistamento di via Marosticana per l’innalzamento dell’acqua avvenuta dopo l’inizio dell’orario di lavoro. A causa di allagamenti sono stati chiusi la tangenziale sud tra Campedello e Vicenza ovest e il nodo dello Stadio. La circolazione dei treni rimane sospesa su tre linee (Vicenza-Padova, Vicenza-Schio fino a Cavazzale, Vicenza-Treviso da San Pietro in Gù), con la presenza sul posto da parte dei tecnici di Rfi.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ha chiesto lo stato di emergenza per far fronte alla situazione, “poi non so se Roma ci darà gli ‘schei'”, ha spiegato in conferenza stampa. In ogni caso, assicura, il territorio si presenta “come modello nazionale perché dove siamo intervenuti ce la giochiamo fino in fondo con la natura. Il nostro Paese, invece di tirare fuori 2-3 miliardi per i danni, dovrebbe investire nel Piano Marshall delle opere idrauliche”. “Quella che finisce nei bacini – ha aggiunto – è tutta acqua che togliamo dagli scantinati delle case. Non ci va un genio per capire che questa è la strada”. E solo in quelli di Caldogno e dell’Orolo sono stati raccolti 1,6 milioni di metri cubi di acqua.

I dati relativi alle precipitazioni, ha spiegato il governatore, “sono ai livelli della tempesta Vaia o dell’alluvione 2010, però Vicenza non va sott’acqua perché le opere che abbiamo fatto sono servite. Abbiamo invasato almeno 3 milioni di metri cubi d’acqua che altrimenti ci troveremmo in giro” per la città. Per questo, ha rilanciato, al Veneto “serve almeno un altro miliardo per le opere idrauliche”, che dovranno aggiungersi, ad esempio, a quelle realizzate a partire dal 2010, come i 13 bacini sui 23 previsti. Come ha ricordato poi l’assessore regionale alla protezione civile, Gianpaolo Bottaccin, dopo il 2020 sono state realizzate opere di difesa idrogeologica per 3,5 miliardi di euro, “2.527 sono i cantieri di difesa del suolo aperti solo negli ultimi 3 anni. E abbiamo investito anche in manutenzione con 40 milioni di euro l’anno dedicati”.

“Che sia Piano Invasi o Piano Laghetti – commenta Massimo Gargano, direttore generale di Anbi è comunque indispensabile dotare il territorio di infrastrutture multifunzionali, destinate a calmierare regimi idrici, ormai condizionati dall’estremizzazione degli eventi meteo, conseguenza della crisi climatica”.

piogge al sud/imago

Il Ciclone Pulcinella porta forte maltempo: pioggia e neve in tutta Italia per Carnevale

E’ confermato: dopo 20 giornate dominate dall’alta pressione subtropicale, arriva il Ciclone Pulcinella con forte maltempo per tutto il Carnevale. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, ricorda che le ultime piogge significative in Italia sono state registrate tra il 17 ed il 20 gennaio. Da allora, la potenza di Zeus, l’anticiclone subtropicale disteso su gran parte dell’Europa meridionale, ha portato giornate primaverili con massime fino a 24-26 gradi in Piemonte e Valle d’Aosta (complici i venti di Foehn) e picchi di 25°C diffusi sulle Isole Maggiori.

In tutto questo contesto anticiclonico non sono mancate le nebbie in Val Padana e forti inversioni termiche, con periodi più caldi in montagna che in pianura: lo zero termico ha infatti raggiunto a più riprese la quota di 3500 metri, valore tipico di fine giugno.

Ma tutto questo è quasi alle spalle. Da Giovedì Grasso in poi, un ciclone, in avvicinamento dall’Atlantico, ci traghetterà verso una fase pienamente autunnale con tanta pioggia e vento. Questo ciclone, chiamato ‘Pulcinella’, vista la coincidenza temporale della sua azione con il periodo dei coriandoli colpirà l’Italia fino a martedì prossimo.

Sono, quindi, in arrivo, pioggia, vento e neve. Il vento principale sarà lo Scirocco quindi si attendono temperature ancora miti, con la neve che cadrà solo sulle Alpi oltre i 1500 metri; sugli Appennini sarà ancora un miraggio e la pioggia cadrà anche sulle cime più alte.

Prima di entrare sotto le spire di Pulcinella, però, vivremo ancora qualche ora di alta pressione: in particolare oggi ci saranno momenti soleggiati a carattere sparso in un contesto molto variabile. Al centro-sud il sole accompagnerà la giornata con massime fino a 23 gradi in Sicilia, 20 gradi in Calabria, Sardegna e Puglia.

Nella giornata del Giovedì Grasso si inizieranno a sentire gli effetti dell’avvicinamento del Ciclone Pulcinella: sono previste deboli piogge sul Nord-Ovest, in particolare dalla tarda serata, precedute però da un anticipo instabile pomeridiano in Liguria ed Alta Toscana. Il clou del peggioramento è previsto però venerdì e, soprattutto, nel weekend.

Maltempo in arrivo: attesi nubifragi, vento forte e neve a bassa quota

Meteo scatenato: tre stagioni in quattro giorni. Prima l’autunno, poi un anticipo di primavera con 25°C e, infine, il ritorno dell’inverno con neve in pianura. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma quattro giorni di ‘rivoluzione’ meteo, di movimenti estremi, di ribaltoni bizzarri e in parte inquietanti. Passeremo, in alcune regioni, da temperature massime oltre i 20 gradi alla possibilità di neve in pianura.

Inizialmente, nelle prossime ore, il tempo sarà prettamente autunnale al Centro-Sud con piogge anche forti sull’Alta Toscana, precipitazioni che non saranno nevose neanche sulle cime più alte degli Appennini; con temperature di 5-6 gradi a 1500 metri, la neve fonderà dando luogo ad un’equazione pericolosa: acqua dal cielo più acqua fusa della neve, uguale attenzione alle piene fluviali tra Liguria, Toscana, Emilia ed Umbria. Nel frattempo al Nord resisterà uno scampolo di inverno con neve sulle Alpi oltre i 600-800 metri e con piogge moderate in pianura. Attenzione poi nella giornata di oggi ai venti forti meridionali soprattutto al Centro-Sud.

Giovedì 18 gennaio segnerà un Anticipo di Primavera in alcune zone italiane, con 25°C in Sicilia, ma con oltre 20°C di massima anche in Puglia e Calabria; degni di nota anche i 18 gradi a Chieti a circa 350 metri di quota. Qui si scenderà a 6°C in 48 ore con la possibilità anche di qualche fiocco di neve nel weekend.

Venerdì 19, infatti, è prevista un’irruzione di aria polare in ingresso dalla Porta della Bora: in giornata avremo l’arrivo di venti taglienti sul Nord-Est che porteranno un crollo termico specie verso le adriatiche e possibile neve in serata-notte fino in pianura tra Emilia Romagna e Marche. Sarà un’irruzione che ci riporterà nel pieno Inverno.

La terza stagione (inverno) inizierà venerdì pomeriggio e ci accompagnerà fino a domenica. Durante il weekend sono attesi dei ‘blizzard’, delle bufere di neve, al Centro fino a quote di bassa collina: se la previsione venisse confermata potremmo avere fino a 70 cm di neve fresca sull’Appennino Centrale anche a quote collinari. Una vera tempesta sabato 20 gennaio non è dunque esclusa sulle regioni centrali.

Domenica 21, infine, il maltempo si attarderà solo al Sud, favorendo ampie schiarite al Centro-Nord con gelate molto intense. Sono previste minime fino a -7°C in pianura al Nord.

Ci aspettiamo dunque un periodo di estrema altalena termica, tipico delle aree continentali, con variazione di +15°C/-15°C come se niente fosse; ricordiamo che un clima così ‘ballerino’ è più tipico delle Montagne Rocciose in America, più tipico del Colorado dove a Denver spesso passiamo da 25°C a 0°C: anche la Puglia potrebbe passare da 20°C a 0°C ricordando le continentali Montagne Rocciose.

Meloni firma il patto con Emilia-Romagna: 687 milioni pro-alluvione. Oggi a Forlì con Von der Leyen

Prima Davos, poi Strasburgo, poi ancora l’Italia. Agenda impegnata quella della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che oggi tornerà in Emilia Romagna, in uno dei luoghi simbolo delle devastanti alluvioni che lo scorso maggio hanno colpito il centro Italia.

Von der Leyen in giornata sarà a Forlì, città toccata dalle inondazioni che hanno colpito la regione lo scorso anno, insieme alla premier Giorgia Meloni. Nel pomeriggio è prevista una conferenza stampa. Un incontro per discutere di fondi europei per le zone colpite dalle alluvioni, a cui parteciperanno anche il governatore della Regione, Stefano Bonaccini, e il ministro per gli Affari europei, il Sud e il Pnrr, Raffaele Fitto.

Il governo ha presentato a Bruxelles il 24 luglio la domanda di sostegno attraverso il Fondo europeo di solidarietà, per contribuire a ripristinare le infrastrutture principali, finanziare i servizi di soccorso e le operazioni di pulizia generale, e attuare misure di protezione del patrimonio culturale della regione. A novembre la Commissione europea ha deciso di concedere all’Italia un anticipo di 94,7 milioni di euro dal Fondo europeo di solidarietà per alleviare l’onere finanziario causato dal disastro naturale.

Il Fondo di solidarietà è un dispositivo fuori bilancio che permette di mobilitare fino a 500 milioni di euro all’anno – oltre ai fondi non spesi dell’anno precedente – per coprire parte dei costi per la ricostruzione. Gli Stati membri colpiti da disastri naturali possono richiederne l’attivazione alla Commissione entro 12 settimane dalla data dei primi danni rilevati, allegando alla domanda una stima dei danni. Questo dispositivo ammette interventi d’emergenza come il “ripristino immediato del funzionamento delle infrastrutture nei settori dell’energia, delle telecomunicazioni, dei trasporti, della sanità e dell’istruzione”. Dalla sua attivazione nel 2002 quasi un terzo degli 8,2 miliardi di euro complessivi – circa 3 miliardi – sono stati destinati all’Italia, quasi in doppio della Germania seconda beneficiaria con 1,6 miliardi.

Intanto in mattinata la premier ha firmato il nuovo accordo sui Fondi di sviluppo e coesione con il governatore Stefano Bonaccini e il ministro Raffaele Fitto.  “Arriviamo a una cifra di 687 milioni di euro che viene mobilitata oggi con questa firma. Complessivamente 92 progetti, poche grandi priorità: non risorse che vengono spese in centinaia di microprogetti, ma scegliere sulle priorità che rappresentano un volano” ha affermato la premier. “Non avremmo potuto non occuparci dell’alluvione, torna Von Der Leyen che si era presa responsabilità e impegni, quelle risposte sono arrivate – ha aggunto Meloni – grazie alla revisione del Pnrr, difesa idraulica, ripristino del patrimonio pubblico, delle scuole e delle infrastrutture sportive: 1,2 miliardi. Con il Fsc invece la Regione ha proposto, e il governo ha condiviso, 137 milioni per la manutenzione stradale, con rilevazione annuale del fabbisogno delle province. Sono risorse che si aggiungono a quelle che la Regione aveva già destinato a viabilità e trasporti, ci sono anche 27 milioni destinati a manutenzione straordinaria di opere idrauliche che insistono sui bacini idrografici della Regione, ma c’è anche molto altro”.

Maltempo, 100 milioni di euro per le imprese della Toscana ed Emilia Romagna

Dallo scorso 9 gennaio è online il portale Simest per la presentazione delle istanze relative alla richiesta di contributi a fondo perduto riservati alle imprese esportatrici colpite dall’alluvione che ha colpito la Toscana nel novembre 2023. “Possono accedere alle risorse le imprese di tutte le dimensioni – evidenzia Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili – che abbiano sede operativa o unità locali nei comuni e nelle frazioni colpite dall’alluvione e che abbiano registrato nell’ultimo esercizio un fatturato export di almeno il 3%”.
“Il beneficio è stato esteso anche alle aziende colpite dagli eventi alluvionali di maggio 2023 in Emilia Romagna e territori limitrofi – prosegue Buselli – ed alle imprese non direttamente esportatrici ma afferenti a una filiera produttiva a vocazione esportatrice e il cui fatturato derivi da comprovate operazioni nei confronti delle imprese operative nei mercati esteri”. I contributi saranno erogati secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande con documentazione completa, nei limiti delle risorse finanziarie disponibili.

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