Piano Mattei, Mattarella: “Collaborazione paritaria con l’Africa. Futuro comune con Ue”

La stabilità dell’Africa resta uno dei temi prioritari dell’agenda internazionale. Un concetto ribadito dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, anche nella seconda tappa del suo viaggio nel continente africano, al termine dell’incontro al Palazzo Presidenziale di Accra con Nana Addo Dankwa Akufo-Add, presidente della Repubblica del Ghana, Paese che l’Italia considera “un esempio virtuoso di democrazia, un modello che può trasmettere anche ad altri l’importanza della democrazia”, soprattutto in questa fase storica in cui alcune nazioni dell’Africa occidentale “il sistema democratico sembra davvero vacillare”.

Mattarella ricorda come “anche grazie alle riforme intraprese, il Ghana sta superando con successo la crisi economica e finanziaria che l’ha messa a dura prova nel periodo passato”. Del resto si tratta di un “partner fondamentale” per l’Italia “nell’ambito del partenariato tra Africa ed Europa, che intendiamo fondato sul reciproco rispetto, sul rapporto paritario e di collaborazione che giova a entrambe le parti”, spiega il presidente della Repubblica. Perché, a suo modo di vedere, “il futuro di Africa ed Europa è necessariamente comune”, dice confermando la visione già espressa più volte.

Sono tanti i temi su cui è possibile unire le forze, ma è necessario coltivare gli stessi valori. Come accade a Ghana e Italia, “che si ispirano a multilateralismo, dialogo fra tutti i Paesi, pace e alla convinzione che la strada intrapresa in alcune parti del mondo, in Europa, in Africa, in Medio Oriente, per la sopraffazione della guerra, è quella sbagliata”, sottolinea Mattarella. Per questo serve “il rafforzamento delle Nazioni Unite” con la “necessaria” riforma del Consiglio di sicurezza. Per affrontare le “sfide che abbiamo di fronte come umanità, anzitutto quella del clima, che richiedono una grande collaborazione internazionale, impossibile in uno scenario di contrapposizione”.

Roma e Accra, però, hanno “anche una tradizionale, grande collaborazione sul versante energetico, che è un aspetto importante del nostro partenariato”, mette in luce Mattarella. Ricordando che l’Eni è presente in Ghana “da tanto tempo e continuerà ad esserlo certamente, una volta superate le difficoltà” per una cooperazione “che si manterrà e si svilupperà”.

In questo quadro si inserisce “il Piano Mattei che il governo italiano ha lanciato, evocando un protagonista dell’amicizia tra Africa ed Europa e dell’amicizia per l’indipendenza allora conseguita dai Paesi africani”, spiega. Un progetto alla cui base c’è “la volontà di collaborare sul piano paritario, secondo le esigenze e le indicazioni dei Paesi africani, cercando di coinvolgere in questo l’intera Europa”.

Nel discorso del presidente della Repubblica c’è spazio per ricordare il comune impegno contro la pirateria e i traffici illeciti nel Golfo di Guinea: “Un impegno che è importante mantenere fermo”. Anche grazie alla presenza del pattugliatore d’altura ‘Bettica‘ della Marina Militare italiana, che collabora a “questo scopo comune, per la sicurezza della libertà di navigazione”.

Rigassificatore

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio gas, l’Italia sale al 58% e media Ue cala al 59,03%

Nell’infografica INTERATTIVA di GEA viene mostrato l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 25 marzo), l’Italia aumenta ancora la propria quota e si porta al 58%, mentre la media Ue è in lieve calo a 59,03%. Francia e Croazia restano nelle ultime posizioni, mentre in testa c’è sempre il Portogallo, in calo a 88,32%.
caro prezzi

INFOGRAFICA INTERATTIVA Inflazione, Eurostat: A febbraio 2,6% in eurozona e 2,8% in Ue

Nell’infografica INTERATTIVA di GEA, l’andamento dell’inflazione nell’eurozona e in Ue. Secondo Eurostat, il tasso annuale dell’area euro è stato del 2,6% nel febbraio 2024, in calo rispetto al 2,8% di gennaio. Un anno prima il tasso era dell’8,5%. L’inflazione annuale dell’Ue è stata del 2,8% a febbraio 2024, in calo rispetto al 3,1% di gennaio. Un anno prima era al 9,9%. I tassi annuali più bassi sono stati registrati in Lettonia, Danimarca (entrambi allo 0,6%) e Italia (0,8%), mentre quelli più alti in Romania (7,1%), Croazia (4,8%) ed Estonia (4,4%). Rispetto a gennaio, l’inflazione annua è diminuita in 20 Stati membri, è rimasta stabile in 5 ed è aumentata in 2.

Le ‘donne della transizione’ rompono il soffitto di cristallo

La parità di genere, quella vera, è ancora lontana. Ma negli ultimi anni la società civile ha fatto comunque dei passi avanti notevoli, così come la politica e il mondo dell’impresa. Dalle istituzioni alle grandi aziende, oggigiorno ci sono molte più donne ai posti di vertice rispetto a un passato anche recente, ma il percorso è lungo. E chissà se il processo che dovrà portare al compimento delle transizioni, ecologica, energetica e digitale, possa dare quella spinta che serve per frantumare definitivamente il soffitto di cristallo. Non solo perché Greta Thunberg è diventata ormai un simbolo mondiale dell’attivismo per il clima e la decarbonizzazione.

La riflessione emerge se, con santa pazienza, si prova a scorrere negli elenchi di Camera, Senato, Palazzo Chigi, management delle imprese chi sono attualmente i vertici. L’esempio più concreto è sicuramente quello del governo, dove Giorgia Meloni è entrata a far parte della storia del Paese come prima donna presidente del Consiglio. Nelle sue mani passano tutti i dossier più importanti, compresi quelli del Green Deal ovviamente. Oltre alla premier, tra le ‘donne della transizione‘ c’è di sicuro Vannia Gava, che per la seconda volta ricopre il ruolo di vice ministro dell’Ambiente, dicastero al quale da questa legislatura viene affiancata anche la delega alla Sicurezza energetica.

In Parlamento, invece, Chiara Braga, capogruppo del Partito democratico alla Camera, e Luana Zanella, presidente dei deputati di Avs, portano avanti la bandiera dell’ambientalismo nelle istituzioni. Tra i banchi di Montecitorio siede anche Elly Schlein, prima segretaria del Pd, sempre in prima linea sulle battaglie per il clima.

In Europa, poi, entra di fatto e di diritto nel pantheon la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen. Non foss’altro perché, anche nel suo caso, la responsabilità dei temi passa comunque tutta dalle sue mani. Nella squadra di Bruxelles, poi, ci sono la vicepresidente esecutiva, Margrethe Vestager, che si occupa di Digitale, Kadri Simson, che ha il compito di gestire la delega all’Energia, e Iliana Ivanova, commissaria a Innovazione, ricerca, cultura, istruzione e gioventù.

Nel mondo economico e finanziario è Christine Lagarde, attuale presidente della Banca centrale europea ed ex direttrice del Fondo monetario internazionale, il volto più conosciuto sul palcoscenico mondiale. Mentre sta iniziando a ritagliarsi il suo spazio anche Nadia Calvino, nominata lo scorso 1 gennaio presidente della Banca europea per gli investimenti: prima donna a ricoprire questo ruolo dalla fondazione della Bei, nel 1958.

Tornando in Italia, la situazione inizia a cambiare anche nei board delle principali società partecipate. Sebbene la strada sia ancora faticosamente lunga, visto che la prima e unica donna (della storia) a capo di una delle più grandi aziende italiane è l’amministratrice delegata e direttrice generale di Terna, Giuseppina Di Foggia, nominata il 9 maggio di un anno fa. Nel gruppo Eni, invece, Rita Marino è presidente di Plenitude, mentre tra i manager figurano Chiara Ficeti per l’Energy Management, Giorgia Molajoni per Digital, Information Technology & Communication, Giovanna Bianchi Health, Safety, Environment and Quality e Simona Napoli Internal Audit.

Rimanendo nel campo energetico, Francesca Gostinelli è Head of Enel X Global Retail, Silvia Fiori direttrice della funzione Audit di Enel, Elisabetta Colacchia è Head of People and Organization, Margherita Mezzacapo, Marina Lombardi e Donata Susca rispettivamente responsabili di Audit, Innovazione e Health, Safety, Environment and Quality di Enel Green Power & Thermal Generation, la business line di Enel che si occupa della generazione di energia elettrica.

Spostando l’obiettivo verso la parte più economica, Silvia Maria Rovere è presidentessa di Poste Italiane dal maggio 2023, Alessandra Ricci è amministratrice delegata e direttrice generale di Sace, che molto spesso investe in progetti relativi alla transizione ecologica e la sostenibilità. Altro nome di rilievo è quello di Silvia Massaro, presidentessa di Sace Srv, la società specializzata nel recupero dei crediti e gestione del patrimonio informativo. Regina Corradini D’Arienzo, inoltre, è ad e dg di Simest e Alessandra Bruni presidentessa di Enav.

Spostando l’attenzione sul mondo associazionistico, le donne con ruoli apicali diventano ancora di meno. Perché tra le grandi sigle ricoprono incarichi di vertice Annamaria Barrile, direttrice generale di Confagricoltura, Maria Letizia Gardoni, presidentessa di Coldiretti Bio, Maria Grazia Mammuccini, presidentessa di FederBio, Barbara Nappini e Serena Milano, rispettivamente presidentessa e direttrice generale Slow Food Italia, e Nicoletta Maffini, presidentessa di AssoBio. Infine, c’è molto da rivedere nel mondo sindacale, se solo Daniela Piras ha un incarico di vertice come segretaria generale della Uiltec.

Ue, Ceccardi: “Assicurare la sicurezza farmaceutica con una transizione più sostenibile”

Negli ultimi cinque anni la strategia sul Green deal ha riformato e colpito diversi settori, tra cui anche quello farmaceutico”. Così la deputata europea della Lega, Susanna Ceccardi, membro della commissione commissione per gli Affari esteri (Afet) del Parlamento Ue, a margine del convegno ‘Europa in salute. Sfide e opportunità per il futuro‘, promosso mercoledì 6 marzo a Roma da Eli Lilly, con il patrocinio di Parlamento e Commissione europea, Regione Lazio, Farmindustria e Sif.

Credo che la sostenibilità sia assolutamente giusta, ma la transizione debba essere fatta considerando anche la sostenibilità economica e sociale dei provvedimenti, che a volte è stata messa in secondo piano nei provvedimenti – aggiunge -. Si parla di aziende che danno moltissimi posti di lavoro in Europa, che ci garantiscono di stare sul mercato in maniera concorrenziale ma anche di preservare la nostra sicurezza farmaceutica”. Per questi motivi “credo che la direzione della Commissione Ue che si rinnoverà dopo le elezioni europee dell’8 e 9 giugno prossimi, debba essere più centrata a proteggere posti di lavoro e competitività delle nostre imprese”, sottolinea ancora Ceccardi.

Che prosegue la riflessione: “Dopo la pandemia il mondo è cambiato e anche l’Europa ha capito che, oltre alla sicurezza energetica e la sicurezza alimentare, è importante investire sulla sicurezza farmaceutica, del Continente e dei cittadini europei”. Per l’eurodeputata italiana “senza una strategia chiara e condivisa, mettiamo a rischio ogni giorno milioni di vite. Sulla proprietà intellettuale, ultimamente, si è concentrato il lavoro della Commissione europea e credo che le istanze che vengono dalle aziende, italiane ed europee, per un aiuto maggiore nel preservarla, sia una richiesta assolutamente giusta. In questo modo – conclude – si permettono maggiori investimenti e anche maggiore competitività delle nostre imprese”.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio del gas: Italia cala a 57,39%, media Ue a 62,78%

Nell’infografica INTERATTIVA di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 28 febbraio), l’Italia cala al 57,39% e la media Ue scende a quota 62,78%. Francia e Croazia restano nelle ultime posizioni mentre in testa c’è sempre il Portogallo, in aumento a 96,15%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio del gas, Italia cala a quota 66,3% e media Ue a 71,13%

Nell’infografica INTERATTIVA di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 29 gennaio), l’Italia cala al 66,3% di riempimento, mentre la media Ue si attesta a 71,13%. Nelle ultime due posizioni Ue, Belgio (60,58%) e Croazia (53,69%) mentre il Portogallo resta in testa, in aumento a 101,79%.

Patto di stabilità, Giorgetti: “E’ un compromesso, vittoria italiana sul Pnrr”. Opposizioni all’attacco

La riforma del Patto di stabilità e crescita europeo continua a infiammare lo scontro politico in Italia. Come richiesto dalle opposizioni, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, si presenta in commissione Bilancio alla Camera per una informativa sulla legge di Bilancio 2024. Ma, a dispetto delle indiscrezioni della vigilia, non si sottrae (sarebbe stato forse difficile fare il contrario) alle domande sull’accordo raggiunto solo pochi giorni fa in Ecofin, dopo un negoziato difficile, durato mesi, dal quale il nostro Paese non sembra essere uscito senza ‘graffi’.

Il responsabile del Mef ricorda che si tratta di un compromesso, senza il quale “dal 1 gennaio sarebbero tornate in vigore le vecchie regole scritte col Fiscal Compact”. Quindi, “da questo punto di vista è stato fatto un passo avanti”. Poi, però, ammette che rispetto alla proposta originaria della Commissione Ue può essere visto anche come un passo indietro, ma “la valutazione la faremo tra qualche tempo”, quando si saranno dispiegati gli effetti. Anche se, chiarisce, “il 2024 non sarà toccato dalle nuove regole”, perché il nuovo Patto “non può che partire dal 2025”.

Alle critiche ricevute risponde a tono: “Abbiamo ottenuto che le spese del Pnrr siano ritenute leggibili a livello europeo, questo è il successo italiano che trovate in qualche modo nel Patto di stabilità”. Ma, avverte Giorgetti, la clausola di allungamento del Patto da 4 a 7 anni è per coloro “che rispettano il Piano in tutto: negli investimenti ma anche nelle riforme“.

Il passaggio che accende lo scontro con le opposizioni, però, è quello sulle misure varate in questi ultimi anni, anche a causa della crisi economica provocata dalla pandemia e che ha imposto interventi drastici e non convenzionali. Quello che Giorgetti lamenta è una mancata visione d’insieme dei suoi predecessori: “Un concetto deve essere chiaro, il dibattito è viziato dall’allucinazione psichedelica che abbiamo vissuto negli ultimi quattro anni in cui abbiamo pensato che gli scostamenti, debito e deficit si potessero fare senza tornare a un sistema di regole”. Parla di disciplina il responsabile del Mef, poi affonda il colpo: “Ci siamo assuefatti a questo ‘Lsd’ preso in questi anni“.

Parole che scatenano la rabbia degli avversari politici. “La premier Giorgia Meloni si renda conto delle parole pronunciate oggi in audizione da Giorgetti”, tuona il presidente dei senatori M5S, Stefano Patuanelli. Per il ministro dell’Economia “la sospensione del Patto di stabilità è stata solo un’allucinazione collettiva e non un’occasione per cambiare in modo strutturale le regole verso una maggiore integrazione e solidarietà europee”, commenta la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga. Che aggiunge: “Ora dà lezioni contro il debito e accetta il Patto di stabilità dopo aver messo l’Italia nelle condizioni di non contare nulla e di far pagare al Paese a breve il prezzo di un compromesso che è passato sulla testa del governo e della Meloni“.

La partita ovviamente non si esaurirà qui. L’impressione è che lo scontro sia solo l’inizio di una lunga campagna elettorale che porterà alle europee del giugno prossimo. In attesa, ovviamente, di vedere che effetti avrà il nuovo Patto di stabilità sull’Italia.

Imballaggi, Giansanti (Confagricoltura): “Successo Italia, agroalimentare ne uscirà rafforzato”

Un grande successo del sistema Italia e va, da parte di Confagricoltura, un ringraziamento a tutti i nostri parlamentari“. Così il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, parlando del Parlamento europeo, che in sessione plenaria a Strasburgo ha adottato con 426 sì, 125 no e 74 astenuti (su 625 votanti) il mandato negoziale sulla proposta di regolamento sugli Imballaggi e sui rifiuti da imballaggio. “Il sistema dell’agroalimentare italiano ne uscirà sicuramente rafforzato, il nostro grande Made in Italy continuerà a correre rispetto a tutte quelle dinamiche volute dalla Commissione che, al contrario, ci volevano far tornare indietro – aggiunge -. Il modello italiano del riciclo risulta vincente e soprattutto andremo adesso a vincere le ulteriori sfide di un mercato che sempre più chiede Made in Italy nel mondo“, conclude.

Giansanti (Confagricoltura): “Bene Ue su fitosanitari, scelta politica nella giusta direzione”

Come Confagricoltura plaudiamo al rigetto della misura della riduzione dei prodotti fitosanitari“. Lo dichiara il presidente di Massimiliano Giansanti, commentando il voto del Parlamento europeo riunito in sessione plenaria a Strasburgo. “Tutti noi siamo consapevoli degli effetti del cambiamento climatico, ma noi agricoltori, più di altri, ahimè, ne siamo le vittime – spiega -. E senza i mezzi, gli strumenti e le medicine delle piante, difficilmente avremmo potuto curare le nostre piante che si ammalano sempre di più. Quindi, questa scelta politica va nella giusta direzione, era quello che come Confagricoltura avevamo chiesto, dunque siamo grati a tutti quei parlamentari che hanno voluto garantire un futuro all’agricoltura, ma soprattutto ai prodotti sani, naturali che i cittadini ci chiedono“, conclude.