Zaupa (TEHA Group): “Mutuo riconoscimento di eccellenze è chiave per un mercato unico”

“TEHA Group insieme a Conai ha realizzato uno studio che mira a riconoscere il valore creato dalla filiera della circolarità e della materia prima seconda, riconoscendola come vero e proprio settore industriale, con una capacità di creazione di valore in termini di PIL, di occupazione e di contributo in termini netti a beneficio per la società e i cittadini europei. È proprio questo il punto di partenza da cui secondo noi la Commissione e l’Unione Europea dovrebbero partire: passare da una logica prescrittiva basata su requisiti ambientali e obiettivi meramente ambientali – che sono certamente importanti e hanno permesso di costruire una filiera così importante – a una vera e propria logica di politica industriale. Questo avrebbe un beneficio win-win: un beneficio per l’ambiente, un beneficio nel continuare a perseguire gli obiettivi di sostenibilità e un beneficio economico in termini di competitività per l’Unione Europea. Non solo competitività, ma anche sicurezza strategica, benessere economico e sociale per i cittadini e capacità di catalizzare investimenti in un settore che, auspichiamo, possa essere sempre più crescente e competitivo, anche alla luce dei particolari stravolgimenti e stress in termini economici, di commercio e di volatilità di prezzo e domanda”. Così ha dichiarato a GEA Matteo Zaupa, Project Leader and Business Developer di TEHA Group, durante Ecomondo.  

L’Italia è un paese avanzato e la frontiera per questo tipo di tematiche e di approccio alla sostenibilità in chiave industriale. Il modello Conai è sicuramente un’eccellenza che è riconosciuta anche dalla Commissione. Nel percorso di estensione di questo studio le istituzioni europee sono state coinvolte: l’advisorship dello studio ha visto il coinvolgimento di Enrico Letta, Marcus Kerber e Nicola Pedde, oltre alle personalità intervistate e coinvolte nelle varie fasi della ricerca. Bisogna però dire che quello che noi auspichiamo non è soltanto il prendere a modello l’Italia, ma è il riconoscere l’eccellenza che ciascun Paese ha, ciò che ogni paese fa bene e poterlo inserire in un’ottica di mutuo riconoscimento, che dovrebbe essere il prerequisito per poi arrivare alla creazione di un mercato unico della materia prima seconda. Questo è ciò che permetterebbe al sistema della materia prima seconda europea e all’industria sottostante di avere successo, essere competitiva ed essere catalizzatrice di investimenti. E soprattutto di riagganciare domanda e offerta di materia prima seconda europea, che oggi viene un po’ a mancare e viene un po’ messa in crisi da volatilità di prezzo ed elementi d’importazione legati a vulnerabilità di competitività di quelle che sono l’industria e le imprese europee”, ha concluso Zaupa.