Ue, Bei: Nel 2025 quadruplicati a 4 miliardi i fondi per la difesa

Record di 11,6 miliardi di euro dedicati alle reti europee; un terzo degli investimenti totali per la transizione energetica; risorse quadruplicate per la difesa. Sono i dati della relazione sui risultati annuali del gruppo Banca europea per gli investimenti (Bei) per il 2025 da cui emerge che è stato rispettato l’obiettivo di mantenere il 60% di finanziamenti in sostenibilità e che alla difesa sono andati quattro miliardi di euro: pari al 5% delle attività annuali del Gruppo Bei nell’Ue e a quattro volte le risorse messe in campo nel 2024. Questo è da ricondurre anche al fatto che, a metà dell’anno scorso, la Banca europea per gli investimenti aveva deciso di espandere il proprio raggio d’azione nel comparto grazie ad un aumento complessivo di spesa fino a 100 miliardi di euro. Al di là di ciò “abbiamo fatto meglio del previsto, avendo già raggiunto lo scorso anno l’obiettivo che ci eravamo prefissati per il 2026”, ha sottolineato la presidente della Bei, Nadia Calviño. Che si è detta “fiduciosa di poterlo confermare anche alla fine di quest’anno” dal momento che “non c’è dubbio che l’Unione europea debba accrescere la propria capacità di difesa”.

Dai dati della relazione emerge che quasi il 60% dei finanziamenti totali del Gruppo Bei nel 2025 è stato destinato a progetti verdi, dalle grandi reti e interconnessioni energetiche alla realizzazione di sistemi di stoccaggio e di energie rinnovabili, alle tecnologie pulite per la decarbonizzazione dell’industria pesante, nonché agli investimenti per l’adattamento, come le infrastrutture idriche, rafforzando la resilienza delle economie e delle società ai cambiamenti climatici e al loro impatto. Un importo “record” di 11,6 miliardi di euro è stato destinato a progetti di reti e stoccaggio, a sostegno della sicurezza dell’approvvigionamento elettrico. E si stima che il finanziamento firmato lo scorso anno contribuirà alla costruzione o all’ammodernamento di 56 mila km di linee elettriche, dall’interconnessione storica del Golfo di Biscaglia tra la Penisola Iberica e la Francia, passando per un cavo sottomarino che collega due regioni dell’Italia centrale, fino alle reti locali e alle infrastrutture elettriche municipali in Germania. I finanziamenti del Gruppo Bei hanno sostenuto un quinto di tutta la nuova capacità solare installata, un progetto eolico onshore su tre, e la stragrande maggioranza di tutti i progetti eolici offshore nel 2025.

Nel campo della salute, dell’intelligenza artificiale e delle biotecnologie, l’anno scorso si è avuto il lancio di TechEU, “il più grande programma di finanziamento per l’innovazione di sempre”, con cui il Gruppo Bei prevede di mobilitare almeno 250 miliardi di euro di investimenti entro il 2027, puntando a trattenere in Europa le idee, le aziende e le tecnologie. I calcoli prevedono che i finanziamenti erogati solo lo scorso anno mobiliteranno oltre 100 miliardi di euro di investimenti, dalle reti 6G basate sull’intelligenza artificiale alla produzione di semiconduttori. Mentre, in qualità di finanziatore fondamentale dell’innovazione, il Fondo europeo per gli investimenti (Fei), la filiale della Bei dedicata al finanziamento del rischio, ha erogato quasi 16 miliardi di euro in garanzie e finanziamenti azionari per piccole imprese e startup in tutta l’Ue.

Infine, il Piano per un’edilizia abitativa accessibile e sostenibile del Gruppo Bei, lanciato nel 2025 insieme alla Commissione europea, ha portato i finanziamenti per l’innovazione, le ristrutturazioni e le nuove costruzioni a oltre 5 miliardi di euro, con un aumento di quasi il 50% su base annua, con un ulteriore incremento previsto per il 2026. Mentre i finanziamenti per l’agricoltura e la bioeconomia hanno raggiunto la cifra record di quasi 8 miliardi di euro e quelli per l’Ucraina hanno toccato “un nuovo record e ora superano i 4 miliardi di euro dall’inizio dell’invasione russa, con un nuovo progetto firmato o inaugurato ogni due settimane, da scuole, ospedali e strutture comunitarie al teleriscaldamento e alla fornitura di energia elettrica”.

Si parlerà anche di questi temi nell’edizione 2026 di Connact Annual Meetingorganizzato dalla Fondazione Articolo 49 con l’Ufficio di Collegamento del Parlamento europeo in Italia, che si svolgerà a Bruxelles il 4 febbraio.

Tags:
, ,
BEI

La Bei rilancia il green italiano: 5,52 miliardi nel 2022, aumento del 32%

Verde, bianca e rossa. Ma soprattutto verde. L’Italia preme sull’acceleratore del ‘green’, grazie al contributo europeo che arriva dalla Bei, la Banca europea per gli investimenti, che nel 2022 aumenta del 32% i finanziamenti per investimenti in sostenibilità rispetto all’anno precedente. Un totale di 5,52 miliardi di euro garantiti a governo e sistema Paese solo per l’attuazione dell’agenda eco-compatibile dell’Unione europea. In altri termini, il 55% degli oltre 10 miliardi di euro complessivamente erogati per lo Stivale, è stato indirizzato per l’azione climatica.

Il rapporto annuale della Bei, contenente il resoconto dell’attività svolta nell’anno da poco passato, contiene tutta una serie di esempi di spesa virtuosa. Sul fronte dei trasporti la Bei ha fornito un prestito da 100 milioni di euro per consentire a Poste Italiane di sostituire la sua flotta tradizionale di veicoli a combustibili fossili con con veicoli a zero emissioni. Si stima che si potranno avere in circolazione fino a 4.150 veicoli elettrici per la consegna della posta nelle città e nelle periferie circostanti. Capitolo efficienza energetica: l’Italia si è aggiudicata un finanziamento da 150 milioni (forniti a Italgas) per migliorare le performance di 4.500 abitazioni, più un altro da 500 milioni (al ministero dell’Economia) per sostenere la ricostruzione di edifici danneggiati o demoliti dal terremoto che ha colpito il Centro Italia nel 2016, “con l’obiettivo di migliorare significativamente l’efficienza energetica e la sicurezza sismica dei nuovi immobili”.

Non finisce qui. Sempre il 2022 ha visto la firma della prima tranche da 500 milioni di euro dei 1,9 miliardi approvati dalla Bei per la costruzione del Tyrrhenian Link di Terna, progetto di collegamento sottomarino Sicilia-Sardegna-Italia peninsulare attraverso un doppio cavo lungo 970km e con 100MW di potenza, “contribuendo a migliorare la capacità di scambio elettrico, favorire lo sviluppo di rinnovabili e l’affidabilità della rete”. Non un caso. “Per contrastare la crisi energetica in atto, nel 2022 il Gruppo Bei ha aumentato significativamente i finanziamenti a favore della transizione ecologica in Italia”, spiega Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti, presentando i risultati annuali. Questi investimenti “contribuiscono a produrre energia rinnovabile, garantire la sicurezza energetica, promuovere la mobilità sostenibile, e a decarbonizzare le nostre aziende”.

Il contributo per il green in Italia si inserisce in un’azione a più ampio raggio. Nel 2022 la Banca europea per gli investimenti (Bei) sostenuto la sicurezza energetica nell’Ue con finanziamenti complessivi per 17,06 miliardi di euro. Nello specifico, 6,71 miliardi di euro sono stati destinati a interventi di efficienza energetica, di cui 5,35 miliardi dedicati all’edilizia. L’istituto di credito di Lussemburgo ha inoltre finanziato progetti per sviluppo di energie rinnovabili per un totale di 5,53 miliardi di euro. Più in dettaglio, circa 1,46 miliardi di euro sono stati destinati nel settore dell’eolico (offshore e su terra), e poco più di 2,4 miliardi di euro per il solare fotovoltaico. Tutte decisioni che rispondono a uno stesso fine: l’azzeramento delle emissioni clima-alteranti. La Bei “non intende sostenere più progetti per i combustibili fossili e dedicherà il 50% dei propri investimenti in sostenibilità e lotta ai cambiamenti climatici entro il 2025”. Vero è che, numeri alla mano, i finanziamenti per la green economy e la sostenibilità “sono aumentati in modo significativo, raggiungendo i 36,5 miliardi di euro, pari al 58% del totale” erogato. “Complessivamente il gruppo sta rispettando le previsioni di raggiungere i 1000 miliardi di euro in finanziamenti verdi per la fine del decennio, avendo già sostenuto investimenti per 222 miliardi di euro negli ultimi due anni”.

Ma alle sfide già atto, quelle dei cambiamenti climatici, se ne pongono di nuove. Una su tutte: l’Inflation Reduction Act dell’amministrazione Biden. “Nel momento in cui gli Stati Uniti varano il più vasto programma di sussidi verdi della storia, è imperativo che l’Ue continui il suo percorso per la sicurezza del pianeta e la competitività della nostra economia”, il monito di Werner Hoyer, presidente del gruppo Bei. Assicura che “la nostra banca farà la propria parte per finanziare l’innovazione domestica che porta alla neutralità” climatica e di emissioni, ed esorta i capi di Stato e di governo a non restare a guardare. Al contrario, “i leader dell’Ue devono produrre una risposta forte all’Inflation Reduction Act”. Ad ogni modo, “noi faremo parte di quello che sarà deciso. Occorre mobilitare il settore privato, e noi in questo possiamo giocare un ruolo importante”.

Clima, Vigliotti (Bei): Diventare banca ‘green’ dell’Ue, scelta strategica

La nuova missione è quella della sostenibilità, quella vera. Tanto da ripensare il mandato di un organismo sempre strategico, e oggi ancora di più. “Quella di diventare la banca per il clima dell’Ue è una scelta strategica”. Così Gelsomina Vigliotti, vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (Bei), porta alla nona edizione di ‘How Can We Govern Europe’, l’evento organizzato da Eunews e GEA, la questione della green economy e del suo finanziamento, perché non più rinviabile. Oggi più che mai sono “sempre più urgenti azioni per tutela dell’ambiente, il cui degrado può essere fonte di nuove malattie”. La pandemia di Covid ha acceso i riflettori sull’aspetto della salute legato ai modelli di vita e di produzione. Mentre il conflitto russo-ucraino ricorda che “sono sempre più urgenti azioni per una maggiore efficienza energetica e per le rinnvoabili”.

La Bei tutto questo l’ha compreso molto bene e non è rimasta a guardare. Vigliotti tiene a sottolineare come la scelta di promuovere finanziamenti verdi “è condivisa dai nostri azionisti”, vale a dire i 27 Stati membri. L’obiettivo che si è posto l’istituto di credito di Lussemburgo è quello di raggiungere “investimenti per mille miliardi per il clima entro il 2030”, e già oggi la Bei “è la principale fonte di finanziamento di progetti verdi in tutto il mondo”. Un impegno che, a detta della vicepresidente, non è che l’inizio di un percorso. “Eventi come desertificazione, alluvioni, siccità, sottolineano la necessità immediata di strutture di difesa” al fenomeno dei cambiamenti climatici e ai fenomeni meteorologici estremi che ne derivano. Una sfida non semplice né scontata, poiché serviranno “ingenti risorse finanziare per evitare che i costi del cambiamento climatico si traducano in rischi per la stessa sopravvivenza”. Diventare la banca europea per il clima è dunque una scelta per certi aspetti obbligata, che la Banca europea per gli investimenti ha preso prima di molti. Vigliotti ricorda che la Bei ha già iniziato a emettere Green Bond, che in Italia sono serviti, tra le altre cose, a potenziare l’alta velocità ferroviaria.

L’impegno della Bei per la sostenibilità non finisce qui. “Neutralità climatica vuol dire indipendenza energetica”, sottolinea, e non a caso. Il riferimento è ai fatti che dal 24 febbraio di quest’anno restano di continua attualità. “Dobbiamo uscire dalla dipendenza che abbiamo avuto dalla Russia”. Qui, voler essere la banca per il clima dell’Ue vuol dire “contribuire agli obiettivi di RepowerEu”, il piano per l’indipendenza energetica lanciato dalla Commissione von der Leyen. In tal senso “i nostri finanziamenti saranno destinati a rinnovabili, efficienza energetica, strutture di ricarica elettrica e nuove tecnologie come l’idrogeno”.

Fs, collocati 200mln green bond per acquisto Frecciarossa 1000

Le risorse serviranno ad acquistare nuovi Frecciarossa 1000 per l’Italia e la Spagna in vista dell’entrata del Gruppo Fs, guidato da Luigi Ferraris, nel mercato dell’Alta Velocità iberica a fine anno. Il green bond da 200 milioni di euro, collocato oggi in private placement da FS Italiane e interamente sottoscritto dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI), è a tasso variabile ed ha una durata pari a 17 anni. La sottoscrizione – si legge su Fsnews – rappresenta la seconda tranche dell’ammontare di 550 milioni di Euro, approvato dalla BEI nel 2021 e destinato ai nuovi acquisti di Trenitalia per convogli ad alta velocità, a valere del proprio Green Bond Purchase Programme e segue l’emissione di euro 350 milioni, sottoscritta nel mese di dicembre scorso, primo corporate green bond mai acquistato dalla Banca.

I Frecciarossa 1000, tecnicamente ETR 1000, rappresentano l’avanguardia dell’industria ferroviaria in fatto di treni ad Alta Velocità e la loro sostenibilità si misura in una maggiore efficienza energetica, e quindi in un risparmio di consumi, e in un’altissima percentuale di riciclabilità dei materiali usati per tutti i suoi componenti.