16 Gen Bonaccini (Pd): Ue deve diventare un gigante anche politico
“Sul tema della libertà di informazione, l’Europa deve tutelarsi e garantire che il diritto alla privacy, alla libertà di informare, e soprattutto non essere ostaggio di utilizzo dei nostri dati o di piattaforme per influenzare addirittura le decisioni demografiche è un fatto prioritario”. Lo ha detto Stefano Bonaccini, eurodeputato del Pd (S&D), a margine dell’evento ‘Il sistema Italia nella nuova legislatura UE’, primo annual meeting di Connact, la piattaforma di eventi che favorisce il confronto tra soggetti privati e istituzioni attraverso momenti di incontro e networking, che si è svolto a Bruxelles. “Abbiamo visto cosa è accaduto per la prima volta nella storia dell’Unione Europea in Romania – ha aggiunto – dove la Corte ha dovuto bloccare l’elezione del presidente di quel Paese, in quanto pare accertato che vi siano state influenze attraverso l’utilizzo di piattaforme, in questo caso Tik Tok, e non sono e non devono essere consentiti. Nel momento in cui l’uomo più ricco del mondo consigliere persino del nuovo presidente degli Stati Uniti Trump si permette di dire certe cose di minacciare di farle io credo che una certa inquietudine debba arrivare”.
L’Europa, ha aggiunto Bonaccini, “si è dotata di recente dell’European Freedom Act, che è un fatto molto importante, ma deve pretendere reciprocità nel rapporto con gli altri Paesi per evitare che, appunto, ci sia chi utilizza i nostri dati, intervenga sulla nostra privacy e soprattutto – ed è questo il rischio più grande – condizioni i processi di decisione democratica”.
In merito alle priorità dell’Ue, ha detto Bonaccini, “io penso che l’Europa, che oggi ancora il primo spazio commerciale ed economico del mondo, debba diventare un gigante anche politico. Noi abbiamo bisogno di poter avere finanziamenti che servono per migliorare la qualità della vita e la competitività dei propri territori”, risorse che passano dall’Unione Europea”. E’ necessario, ha concluso Bonaccini, “che si lavori per diventare uniti, non solo dalla moneta, ma anche da politiche fiscali, commerciali, di difesa, ambientali comuni, altrimenti rischiamo, tra vecchie e nuove economie, tra vecchie e nuove potenze di soccombere e nessuno Stato, neanche quelli dove i sovranisti volano, da solo può permettersi di competere a livello globale”.





La presidente del Consiglio Giorgia Meloni segue la situazione a distanza, dal Giappone dove sta partecipando al G7. E sta condividendo la sua apprensione con i colleghi, mostrando loro le immagini della situazione disastrosa in corso nel nostro Paese. Intanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, nel corso della missione in Slovacchia, contatta telefonicamente l’Assessore allo sviluppo economico della Regione Emilia-Romagna, Vincenzo Colla, per avere informazioni dirette sull’entità dei danni alle imprese e sulle prime necessità del tessuto produttivo del territorio. Le direzioni del ministero effettuano una prima ricognizione con le organizzazioni di rappresentanza delle aziende della Regione, per avere un quadro complessivo su quali sia l’entità dei danni subiti dal sistema produttivo e sui primi interventi necessari a fronteggiare la crisi in corso. Sabato sul posto il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. L’appuntamento sarà poi martedì, con il Consiglio dei ministri che sarà dedicato in larga parte ai primi urgenti provvedimenti relativi all’alluvione. Oltre alla rimodulazione dell’ordinanza di Protezione civile, che aveva già dichiarato nei giorni scorsi lo stato di emergenza, con l’estensione del perimetro della relativa area, all’ordine del giorno ci sarà un decreto-legge con i primi stanziamenti e con la sospensione o proroga dei termini fiscali, contributivi, giudiziari e di altro tipo. Al termine del Cdm Meloni e i ministri competenti per l’emergenza incontreranno Bonaccini.