Stellantis, dopo 2025 nero aumenta produzione nel trimestre: +5% nell’Europa allargata

Si chiude in positivo il primo trimestre di Stellantis sul mercato Ue30 con un incremento delle vendite del 5% rispetto al 2025, pari a 696.676 veicoli. Il gruppo cresce anche in Italia: nei primi tre mesi dell’anno l’aumento è stato del 6,7% con i primi cinque best seller del mercato, cioè Fiat Pandina, Jeep Avenger, Fiat Grande Panda, Citroën C3 e Leapmotor T03. Leapmotor è anche il marchio leader nel segmento Bev. In Francia Stellantis è leader di mercato nel trimestre con una quota che sfiora il 31% e 5 modelli tra i primi 10 best-seller. In Germania, nel trimestre le vendite sono cresciute del 15,2% rispetto all’anno precedente, con una quota di mercato in aumento di 1,2 punti percentuali, al 12,7%.

Come sottolinea Emanuele Cappellano, Coo di Enlarged Europe, “i primi tre mesi del 2026 hanno consolidato il processo di recupero già iniziato da Stellantis verso la fine dell’anno scorso. Continuiamo a costruire una solida dinamica di crescita, grazie al nostro piano di rilancio del business, basato sulla centralità dei bisogni del cliente, cui offriamo una gamma equilibrata tra funzionalità, design e scelta di motorizzazioni”. Risultati, dice, che evidenziano “un traguardo importante” e “un chiaro segnale che i nostri sforzi stanno dando risultati concreti”.

I dati, commenta Ferdinando Uliano segretario nazionale Fim-Cisl ,“evidenziano una ripresa rispetto all’anno nero registrato nel 2025, con un incremento complessivo del +9,5% È prevedibile” che quest’anno “il livello produttivo sarà superiore a quello del 2025, intorno a 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila”. Nel dettaglio, nel I° trimestre sono state prodotte 120.366 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 109.900 dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture registra un aumento del +22%, raggiungendo 73.841 unità, mentre quella dei veicoli commerciali segna una flessione del -5,8%, attestandosi a 46.525 unità. Per Uliano, il 2026 dovrebbe beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della nuova Jeep Compass e della DS8. Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma.

Il prossimo appuntamento sarà con l’Investor Day e la presentazione del piano strategico di Stellantis , fissati per il 21 maggio a Detroit. In quella occasione “ci aspettiamo – dice il segretario Fim-Cisl – scelte concrete e credibili, capaci di garantire prospettive industriali e occupazionali per tutti gli stabilimenti italiani, cogliendo anche le opportunità legate alla revisione del regolamento europeo sulle emissioni”.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stellantis, Fim Cisl: Nel primo semestre 2024 produzione a -25,2%

“I dati della produzione nei primi sei mesi del 2024, dopo tre anni di crescita segnano un’inversione di tendenza negativa rispetto al semestre dell’anno precedente, con una quantità tra autovetture e furgoni commerciali di 303.410 unità contro le 405.870 del 2023”. Lo dichiara il segretario generale di Fim-Cisl, Ferdinando Uliano, che stamattina a Torino ha presentato un report sulla produzione di Stellantis. La produzione di autovetture segna un -25,2%, pari a 186.510, mentre quello relativo ai veicoli commerciali evidenzia una crescita del 2% raggiungendo una quota di 117.000 unità. Nell’infografica INTERATTIVA di GEA i numeri comunicati dal sindacato.

Stellantis, confermato l’impegno per 5 modelli full electric a Melfi

Si riunisce il tavolo per l’analisi degli stabilimenti di Stellantis in Italia, si parte dall’impianto di Melfi, in Basilicata. Una prima risposta, che è una conferma, c’è: saranno cinque i modelli full electric che l’azienda promette di produrre nel sito, impegno che lo stesso Carlos Tavares ha preso al Mimit qualche settimana fa. “Ora attendiamo che questo impegno si tramuti in progetti concreti”, è l’auspicio del ministro, Adolfo Urso.

L’ad non è al tavolo, per policy aziendale legata al periodo di campagna elettorale, che vede il presidente Vito Bardi ricandidato alle prossime regionali. “Saremo al fianco dei sindacati che giustamente chiedono rassicurazioni per tutti i lavoratori dell’indotto“, assicura Bardi, che riconosce la complessità della trattativa perché “Stellantis agisce in regime di monopolio“. A meno di ripensamenti dell’Europa, al momento il piano industriale è indirizzato all’elettrico e “nell’incertezza sugli scenari futuri ad oggi la Regione è fortemente impegnata nel mettere in atto più iniziative possibili per far sì che i lavoratori che perdono il lavoro ne possano trovarne un altro“, garantisce.

Nessuna risposta arriva per indotto ed esuberi. Uilm Basilicata chiede tutele per la componentistica, i servizi e la logistica, che “a ben vedere sono i più esposti ai rischi occupazionali”, osservano Gianluca Ficco, Vincenzo Tortorelli e Marco Lomio, al termine dell’incontro. Il sindacato insiste molto sull’ibrido. Secondo Stellantis, la capacità iniziale dello stabilimento sarà di a 40 vetture per ora, ossia a 260mila vetture all’anno, ma, “un numero del genere sarebbe difficile raggiungerlo con vetture esclusivamente elettriche, che stanno facendo molta fatica ad imporsi fra i consumatori, tanto da indurre a un approccio più equilibrato e gradualista perfino la politica europea”, affermano i sindacalisti che, per questo, chiedono “di prorogare al massimo la produzione degli attuali modelli con motorizzazioni più tradizionali”.

Il governo ha fatto la sua parte, ora spetta all’azienda, avverte Urso: “Capisco che Tavares tuteli gli azionisti ma il governo deve tutelare gli italiani. L’azienda deve adattare il suo piano a quello che il sistema Italia si aspetta”, scandisce. Domani alle 10 il focus sarà su Mirafiori e giovedì alle 13.30 su Atessa, per i veicoli commerciali. Dopodiché si aprirà una seconda fase per comprendere quali siano le strategie che Stellantis vorrà mettere in campo. “Alla fine di questo ‘secondo tempo’ vorremo giungere a un documento conclusivo vincolante sia per l’azienda sia per il governo e per le regioni, e che sia condiviso dalle parti sociali e dall’Anfia”, fa sapere il ministro delle Imprese e del Made in Italy.

Ferdinando Uliano, segretario di Fim Cisl, chiede di non perdere di vista l’obiettivo numerico: “Abbiamo la necessità di arrivare almeno a un milione di vetture, comprensive anche dei veicoli commerciali. Oggi dobbiamo iniziare con lo stabilimento di Melfi ma proseguiremo con gli altri per verificare le piattaforme dedicate allo stabilimento, i modelli che sono destinati, la scansione temporale. Perché solo così, definendo impegni precisi da parte di Stellantis riusciremo a comprendere se ci sono le condizioni per la crescita dei volumi e una tenuta del sistema industriale”.

Più dura la linea della Fiom, che chiede interventi più incisivi e considera il comportamento dell’azienda “irresponsabile socialmente“: “Oggi eravamo qui per parlare dello stabilimento di Melfi e non abbiamo ricevuto garanzie neanche sull’indotto”, lamenta il segretario, Michele De Palma. “Credo sia chiaro anche agli orbi – tuona -: senza l’ad questa discussione non va da nessuna parte. L’ad deve venire in Italia per rispetto di questo Paese”. Attualmente a Melfi si assemblano le Jeep Renegade, la Jeep Compass e la Fiat 500X. Stellantis ha annunciato con l’arrivo della piattaforma STLA Medium 5 nuovi modelli elettrici, i cui tempi non sono secondo il sindacato “allineati rispetto a quelli degli incentivi“.

Con i nuovi esuberi annunciati in questi giorni, circa 500, e gli oltre 700 in trasferta, denuncia De Palma, “stiamo accompagnando un processo di dismissione industriale perché non si stanno prevedendo investimenti in produzione, in nuovi modelli e nella rigenerazione dell’occupazione“. Le parti sociali chiedono unitariamente alla premier Giorgia Meloni un tavolo nazionale a Palazzo Chigi, non tavoli regionali, per “arrivare a una trattativa vera e quindi a un accordo“. Intanto, si preparano a uno sciopero di tutto il settore automotive, il 12 aprile, con manifestazione a Torino.