Bonus ‘caro bollette’ ai collaboratori sportivi

Erogazione del bonus ‘caro bollette’ ai collaboratori sportivi. Sport e Salute S.p.A. ha ricevuto da parte dell’INPS i dati necessari per definire la platea dei beneficiari del bonus una tantum di 200 euro, istituito dall’art.32, comma 12, secondo periodo, del D.L. n.50/2022.

La società ha inoltre fornito le indicazioni che occorre seguire per accedere alla piattaforma dove, ove necessario, è possibile modificare l’Iban comunicato in sede di domanda per le indennità Covid-19.

Qualora non venga effettuata la comunicazione di nuovi riferimenti bancari – evidenzia Paolo Longoni, consigliere d’amministrazione della Cassa dei ragionieri e degli esperti contabili – anche il pagamento verrà effettuato presso quelli precedentemente comunicati”.
L’art.19 del Dl Aiuti-ter ha previsto il riconoscimento di una somma di 150 euro, a titolo d’indennità una tantum, ai pensionati con reddito fino a 20 mila euro, nonché a percettori di prestazioni assistenziali, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, dottorandi e assegnisti di ricerca, collaboratori sportivi, lavoratori stagionali, a tempo determinato e intermittenti, lavoratori domestici, lavoratori agricoli, lavoratori autonomi privi di partita IVA e nuclei beneficiari del reddito di cittadinanza.
“Il comma 12 del citato articolo 19 – prosegue Longoni – prevede la suddetta indennità per i collaboratori sportivi che siano stati beneficiari di una delle indennità connesse all’emergenza Covid-19”.

L’erogazione del Bonus di 150 euro avverrà in un secondo momento, in seguito – come ha comunicato la Società, ad ulteriori procedure in corso di svolgimento da parte dell’INPS.

Papa

Papa a industriali: “La terra non reggerà impatto del capitalismo”

Cambiare il paradigma economico e fare di più, molto di più, per l’ambiente o “la terra non reggerà l’impatto del capitalismo. È la richiesta di Papa Francesco agli industriali italiani ricevuti in udienza, in Aula Paolo VI.

A una platea di circa 5mila industriali in giacca e cravatta, il papa ecologista domanda “creatività e innovazione“, salvaguardia del Creato come “obiettivo diretto e immediato“, per non lasciare alle prossime generazioni un Pianeta “troppo ferito, forse invivibile“.

Il momento non è semplice, ammette: “Anche il mondo dell’impresa sta soffrendo molto“, scandisce Francesco. Le imprese sono state piegate dalla pandemia prima e dalla guerra in Ucraina poi, “con la crisi energetica che ne sta derivando“: “In questa crisi soffre anche il buon imprenditore, che ha la responsabilità della sua azienda, dei posti di lavoro, che sente su di sé le incertezze e i rischi“.

Un allarme che il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, conferma e rilancia: “Oggi, a procurarci grande preoccupazione non sono solo gli effetti della spaventosa guerra in corso in Ucraina, i costi dell’energia e la perdurante bassa occupazione nel nostro Paese, ma l’onda di smarrimento, sfiducia e sofferenza sociale che esprime una parte troppo vasta della società italiana“.

Il presidente degli industriali parla di un Paese “smarrito, diviso, ingiusto con troppi dei suoi figli e con lo sguardo schiacciato sui bisogni del presente“.

Ma il Pontefice assicura che un nuovo modello economico è in costruzione e che l’attenzione è tutta all’uomo, alla dignità, al tentativo di “dare una risposta, insieme a tutti gli altri attori della società, convinti che la direzione verso cui andare è quella di garantire il lavoro, che è certamente la questione chiave“.

Barbie

La prima Barbie ecosostenibile celebra la scienziata Jane Goodall

Dimenticatevi la Barbie in bikini, occupata soltanto a prendere il sole vicino a Ken. La bambola più conosciuta del mondo diventa ecosostenibile e si trasforma in una delle donne più straordinarie del mondo, l’etologa e ambientalista britannica Jane Goodall, 88 anni. La Mattel, infatti, ha annunciato l’arrivo nei negozi di una Barbie ispirata alla scienziata, che fa parte della serie ‘Ispiring Woman’ ed è realizzata con materiali carbon neutral, certificati da Climate Impact Partners, “che dimostra – spiega Lisa McKnight, Executive Vice President and Global Head of Barbie and Dolls di Mattel – il nostro impegno nella creazione di un futuro più sostenibile“. Quella di Goodall si unisce alla schiera di Barbie dedicata a grandi donne, come Eleanor Roosevelt, Ida B. Wells, Billie Jean King e Maya Angelou.

I bambini e le bambine, ha ricordato McKnight, “hanno bisogno di più modelli come la dottoressa Jane Goodall, perché immaginare di poter essere qualsiasi cosa è solo l’inizio: vederlo fa la differenza. Ci auguriamo che il nostro omaggio a una pioniera rivoluzionaria per le donne nella scienza ispirino i bambini a saperne di più sulle carriere green e su come possano proteggere il pianeta nonché a recitare storie di sostenibilità attraverso il gioco delle bambole“.

L’uscita della Barbie arriva quasi in contemporanea con la Giornata mondiale dello scimpanzé, che si svolge il 14 luglio, e in occasione del 62esimo anniversario del primo viaggio di Goodall nella foresta del Parco nazionale di Gombe, in Tanzania, che le ha rivoluzionato la vita. La scienziata britannica è una delle più grandi studiose del mondo di primati; fondatrice del Jane Goodall Institute, che si occupa di ricerca, di educazione e di conservazione, dal 2002 è messaggera di pace dell’Onu e nel 2011 è stata insignita del titolo di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

Durante tutta la mia carriera – racconta Goodall – ho voluto aiutare i bambini a essere curiosi e ad esplorare il mondo che li circonda, proprio come ho fatto io quando ho viaggiato per la prima volta in Tanzania 62 anni fa. Sono entusiasta di collaborare con Barbie e incoraggiare i più piccoli a imparare dal loro ambiente e sentire che possono fare la differenza“. “Attraverso questa partnership – ha aggiunto – spero di ispirare la prossima generazione di eco-leader a unirsi a me nella protezione del nostro pianeta e ricordare loro che possono essere qualsiasi cosa, ovunque: sul campo, in laboratorio e al tavolo“.

In collaborazione con il Jane Goodall Institute, Barbie introduce anche il Career of the Year Eco-Leadership Team 2022, che comprende quattro ‘mestieri’ dedicati alla protezione del pianeta e alla promozione della sostenibilità in diversi modi. Questo set è progettato per incoraggiare i bambini a raccontare le proprie storie di sostenibilità e a saperne di più sulle future carriere con cui potrebbero non avere familiarità, tra cui Chief Sustainability Officer, Conservation Scientist, Renewable Energy Engineer e Environmental Advocate.

La Barbie si aggiunge a un elenco crescente di lanci che permetteranno a Mattel di raggiungere il 100% di materie plastiche riciclate, riciclabili o a base biologica in tutti i prodotti e imballaggi entro il 2030.

(Photo credits: Chris DELMAS / AFP)

eolico

Le nuove professioni ‘verdi’ per lo sviluppo sostenibile

Decarbonation manager, biodiversity project manager o extra-financial reporting manager: i lavori ‘verdi’ sono sempre più ricercati e specializzati, e spesso parte integrante della strategia aziendale non solo per una questione di comunicazione. Misurare l’impronta ambientale della propria azienda e ridurla: questo è il ruolo dei dipartimenti di sviluppo sostenibile, che sono diventati popolari con l’inasprimento della legislazione sul clima.

Ho iniziato come commessa a Londra nel 2004”, dice Ruth Andrade, che gestisce la strategia di sostenibilità per il marchio di cosmetici Lush nel Regno Unito e in Europa. Vegana, ha convinto uno dei fondatori di Lush, Mark Constantine, che si trovava in visita al suo negozio, a dare un’occhiata più da vicino all’impatto ambientale dei suoi prodotti, che all’epoca erano ancora confezionati in plastica. È finito a capo di un dipartimento dedicato a Londra. Uno dei membri del suo team è dedicato esclusivamente all’analisi della catena di produzione. “Ha studiato l’impronta di carbonio di tutti i nostri materiali e tutti i rischi: deforestazione, problemi di diritti alla terra per le popolazioni locali, degradazione del suolo o impatto sulla biodiversità”, spiega Ruth Andrade.

Utilizzando un software di analisi (Markersite, Altruistiq o Maplecroft), il marchio sviluppa un punteggio di rischio e redige una lista di materiali consigliati. Le formule dei saponi e degli shampoo solidi per i quali Lush è conosciuta possono allora essere adattate: meno olio essenziale di rosa, la cui produzione è ad alta intensità energetica, o più olio essenziale di limone, che assorbe più CO2 di quanto ne emetta.

Il ‘greening’ dei posti di lavoro è in gran parte guidato dai cambiamenti legislativi, secondo Dominique Mamcarz, direttore CSR (Corporate social responsibility) di DPDGroup, la rete internazionale di consegna del gruppo La Poste. Questo perché le aziende devono tenere conto della tassonomia ‘verde’ europea, una lista di energie considerate virtuose per il clima e che facilitano certi finanziamenti.

Una direttiva europea del 2014, rivista nel 2020, richiede anche alle aziende di divulgare i loro dati ambientali, sociali e di governance (ESG). Nel 2023, questo obbligo si applicherà a tutte le strutture che impiegano più di 250 persone, invece di 500. “Il nostro ruolo è quello di rilevare i segnali deboli, la direzione in cui i regolamenti si evolveranno e le ultime innovazioni”, spiega Dominique Mamcarz. Per esempio, la sua azienda vuole distribuire veicoli a basse emissioni in 350 città europee entro il 2025. Ma per bilanciare la sua impronta di carbonio nel 2021 e compensare gli 1,5 milioni di tonnellate di CO2 che ha emesso nel 2020, DPDGroup è stata costretta ad acquistare crediti di carbonio, in particolare attraverso i parchi eolici in India.

A breve termine, “le società di consulenza vogliono raddoppiare i loro team di sostenibilità”, dice Caroline Renoux della società di consulenza francese Birdeo. L’anno scorso, la multinazionale di consulenza PwC ha annunciato di voler assumere 100.000 persone entro cinque anni nel campo del cambiamento climatico e dell’intelligenza artificiale. “Abbiamo una corsa incredibile di talenti e riceviamo chiamate ogni giorno dai clienti”, dice Harco J. Leertouwer, che gestisce Acre, una delle più grandi agenzie di reclutamento di manager della sostenibilità in Europa.