“L’Europa è ad un bivio: deve scegliere se continuare ad investire sulla centralità dell’agricoltura e della sicurezza alimentare, oppure se mettere ai margini un settore assolutamente strategico, sìa per la produzione di cibo, ma anche per l’ambiente e la tenuta delle aree rurali, come lo è da sempre l’agricoltura. Quindi occorre investire maggiori risorse sulla PAC per la prossima programmazione. Occorre soprattutto escludere la PAC dal fondo unico, perché andrebbe a creare una concorrenza sleale e una grande competizione all’interno della stessa Unione Europea, cosa che va contro i principi fondanti europei. Occorre investire maggiormente nelle misure a superficie, ma occorre anche cercare di dare maggiori risorse per quel che riguarda gli investimenti in agricoltura e soprattutto la ricerca. Quindi abbiamo bisogno di un’agricoltura che sia più competitiva all’interno della stessa Unione Europea, ma soprattutto verso l’esterno. Per fare questo servono sì più risorse, ma anche maggiore autonomia alla futura Politica Agricola Comune!”, lo ha detto a GEA Cristiano Fini, Presidente di CIA – Consorzio Agricoltori Italiani, durante Ecomondo.
“L’agricoltura è fondamentale da un punto di vista economico e per la produzione di cibo, ma è anche altrettanto importante per quel che riguarda l’ambiente e la tenuta delle aree rurali a livello europeo. Ricordo a tutti che le aree rurali rappresentano circa il 75% della superficie europea; quindi, occorre investire maggiormente in agricoltura per evitare da un lato il dissesto idrogeologico e dall’altro lato per continuare nella tutela e nella tenuta dell’ambiente, soprattutto per le aree più fragili come lo sono quelle interne, che hanno bisogno di maggiori sostegni e di politiche fiscali affinché si eviti lo spopolamento e si mantengano insediate le persone. Da questo punto di vista l’agricoltura può svolgere un ruolo fondamentale: è l’ultimo baluardo per quel che riguarda la gestione dei boschi, la manutenzione del territorio e ovviamente, attraverso la propria attività, la produzione di cibo e di eccellenze come quelle che ogni giorno produciamo qui in Italia”, ha concluso Fini.