Iran, Meloni convoca ministri e intelligence. Tajani e Crosetto in Parlamento

Il governo continua a monitorare gli impatti della crisi in Iran e nel Golfo. La premier Giorgia Meloni presiede un nuovo vertice a Palazzo Chigi con i ministri e l’intelligence. Per l’esecutivo, al tavolo siedono i vice Antonio Tajani (Esteri) e in collegamento Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), con Guido Crosetto (Difesa), Giancarlo Giorgetti (Economia) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Dopo aver riferito due giorni fa in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto torneranno a riferire dell’evoluzione del quadro internazionale alle Camere.

L’attenzione è soprattutto rivolta agli italiani bloccati nelle aree coinvolte negli scontri. Questa mattina sono partiti altri due voli della Oman Air da Mascate in direzione di Roma con a bordo 249 cittadini, assistito dalla Farnesina. Si aggiungono i circa 2500 italiani rientrati nelle ultime ore da Abu Dhabi, Riad e Mascate, utilizzando voli commerciali facilitati dalla Farnesina e voli prenotati privatamente. Nei prossimi giorni altri voli, facilitati dal ministero degli Esteri con l’aiuto delle sedi diplomatico-consolari nella regione, partiranno da Abu Dhabi, Dubai, Mascate, Riad, Malè e Colombo verso l’Italia.

Intanto, a fronte delle turbolenze sui mercati internazionali dell’energia e dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione di Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida. La prima si terrà alle 9.30 e sarà dedicata all’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La seconda, alle 11.30, sarà focalizzata sulle possibili ricadute sull’inflazione, con specifico riguardo al carrello della spesa e al settore agroalimentare. Già da lunedì, su indicazione di Urso, era stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, in particolare sui listini consigliati dalle compagnie, ai margini di distribuzione e ai prezzi alla pompa: i primi esiti sono stati trasmessi, ieri, alla Guardia di Finanza. Il Garante chiede alle principali compagnie petrolifere chiarimenti sulle variazioni dei prezzi, sul rapido adeguamento al rialzo dei listini di benzina e gasolio. Elementi che saranno approfonditi nel corso delle due riunioni della Commissione di allerta rapida in programma.

Quanto agli approvvigionamenti di energia, Gilberto Pichetto Fratin, dopo aver fatto un punto con Eni e Snam a Palazzo Chigi, rassicura: “Siamo il Paese che ha lo stoccaggio più alto d’Europa, abbiamo diversificato, quindi possiamo dire che non c’è una situazione di estrema gravità sui quantitativi di risorse”. L’Italia è in migliori condizioni di altri Paesi, “siamo a oltre il 50%, il più alto livello in Ue”, fa eco Urso rispondendo al Question Time della Camera. In piena emergenza, il ministro dell’Ambiente rivendica la scelta di non aver smantellato le centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia: “In questo momento, le tengo in riserva a freddo”, riferisce, precisando che non saranno riattivate, se non necessario, “a tutela dell’interesse del Paese”.

Ex Ilva, Governo ferma Mittal e avvia iter commissariamento. Si cercano soci privati

La partita sull’ex Ilva di Taranto sembra per il momento nelle mani del governo. Un decreto blocca l’istanza di composizione negoziata presentata il 16 gennaio da ArcelorMittal al tribunale di Milano, mentre era in corso la trattativa per arrivare a un “divorzio consensuale”. L’istanza chiedeva tempo, ma il decreto, varato dal Consiglio dei ministri martedì e bollinato giovedì, sarà in gazzetta ufficiale e diventerà legge già venerdì. All’articolo 1, la misura prevede che il socio di minoranza pubblico possa attivare la procedura di commissariamento. Invitalia ha già inviato la lettera che attiva la procedura, operativa tra 14 giorni. Questo è il tempo che servirà ad ArcelorMittal per preparare una contromossa, decidere se sfilarsi consensualmente o, ancora, chiedendo i danni. In questo tempo, l’Ad di Adi dovrà rispondere a eventuali condizioni di insolvenza per accedere all’amministrazione straordinaria. In caso di mancata risposta, Invitalia potrà quindi chiedere al Mimit di attivare il commissariamento. In questo caso, il governo garantisce la liquidità corrente con un prestito ponte di 320 milioni di euro.

A questo punto, quello che chiediamo, è intervenire subito con le manutenzioni per mettere in sicurezza impianti, lavoratori e riprendere la produzione in tutti gli stabilimenti“, spiega il leader della Fiom, Michele De Palma, dopo il tavolo. Nelle intenzioni del governo, la fase di amministrazione straordinaria sarà comunque temporanea perché l’esecutivo è alla ricerca dei “migliori partner privati” con l’obiettivo, garantisce, di “salvaguardare la continuità produttiva, tutelare l’occupazione e garantire la sicurezza dei lavoratori”. Il passaggio è “estremamente difficile”, ma “finalmente vediamo il futuro“, commenta Roberto Benaglia, segretario di Fim Cisl. Le parti sociali saranno riconvocate sul dossier prima che scatti la procedura di amministrazione straordinaria, anche perché il momento è delicato. “Per noi l’amministrazione straordinaria è uno strumento invasivo che creerà problemi”, teme il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella. “I Mittal continuano a utilizzare la stessa tecnica: mettere in atto azioni di disturbo, deleterie per l’Italia e i lavoratori. Questa volta, però, arrivano al capolinea. Dopo questo incontro con il governo abbiamo la compiutezza che la strategia di Mittal è finita“, scandisce.

Produzione, occupazione e ambiente saranno tutelati, continua a rassicurare Palazzo Chigi e informa che già nei prossimi giorni sarà aperto al Mimit e al Ministero del Lavoro un tavolo che riunirà tutti i soggetti interessati: istituzioni locali, sindacati, associazioni datoriali. I ministri delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e del Lavoro e delle Politiche sociali, Marina Calderone incontreranno nelle prossime ore i rappresentanti delle imprese fornitrici e dell’indotto.

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