
Olivari (Jakala): “Sposare intelligenza umana e artificiale per sconti tariffe”
Con l’intelligenza artificiale potremmo arrivare a degli sconti per le bollette e i vari servizi, con offerte personalizzate? “Sì, dal punto di vista tecnico-tecnologico, il punto vero è mettere insieme con l’intelligenza umana tutta una mole di dati. Sono veramente tanti, bisogna capire come aggregarli e creare il giusto profilo senza disturbare il cliente, in modo che tutti questi dati si trasformino in informazioni capaci di costruire una offerta personalizzata”. A dirlo a GEA è Alessandro Olivari, senior partner di Jakala, è intervenuto al digital coffee organizzato questa mattina da Jakala – player globale specializzato in dati, Ai ed esperienze personalizzate – dedicato all’impatto dell’intelligenza artificiale sul mondo delle imprese nei settori telco, media ed energy.
Con più servizi offerti potremmo avere più sconti?
“Si va in questa direzione, aggregando più servizi sullo stesso operatore c’è anche la capacità di ristornare un po’ più di valore sul consumatore finale e di conseguenza avere un prezzo più basso. Va un po’ contemperato questo beneficio col fatto che spesso chi ha fa energia non fa connettività o assicurazione, quindi è molto probabile oggi eroghi questo servizio attraverso una partnership per cui all’interno di questo ecosistema allargato a più aziende va verificato che tutti i margini poi facciano stare in piedi questo tipo di offerta considerando poi lo sconto da applicare al cliente”.
Visto che andiamo verso un invecchiamento rapido della popolazione, e di solito chi ha più anni meno consuma, c’è un problema di affollamento offerte commerciali multiservizi sempre agli stessi clienti?
“È chiaro che se prendiamo una famiglia tipo da tre o quattro persone, questo significa avere più esigenze energetiche, più esigenze di connettività, più device mobile, più sim, quindi è evidente che lì c’è una componente di consumo maggiore rispetto a una persona magari più anziana”.
Una famiglia su tre è composta da una sola persona.
“Infatti oggi la tendenza chiaramente è in calo, però i nuclei familiari da tre persone in su, quindi una coppia con un figlio per esempio o addirittura più di uno, ha delle esigenze di servizi e di prodotti chiaramente maggiore di una singola persona, magari più anziana o di una coppia anziana: questo è innegabile”.
Servirebbe una mentalità completamente diversa per salvare la marginalità e i servizi offerti?
“L’invecchiamento della popolazione apre sicuramente degli scenari rispetto ai servizi della Silver Age, che peraltro oggi rispetto a venti, trent’anni fa ha anche una propensione alla connettività, alla mobilità, ai servizi, all’awareness e a un tipo di mentalità comunque molto diversi e molto più attivi. Una persona che oggi ha 70-75 anni rispetto a una persona che aveva 70-75 anni 30-40 anni fa vive una vita molto più attiva, molto diversa, compatibilmente con il passare degli anni e con le condizioni di salute. E questo però apre uno scenario di prolungamento della vita di determinati servizi. Oggi, complice anche Whatsapp e una maggiore connettività, chiaramente i servizi di streaming digitale vedono assolutamente molto attiva una persona più in là con l’età, con chiaramente la tv connessa piuttosto che con internet, con il telefonino, le app e quant’altro. E’ abbastanza normale. Quindi questo apre sicuramente degli scenari per prodotti e servizi magari anche più targettizzati verso di loro”.







