Stellantis, nel primo semestre ricavi preliminari a 74,3 miliardi: perdita netta di 2,3 miliardi

In attesa dei risultati definitivi, che saranno diffusi il 29 luglio, Stellantis ha annunciato di aver registrato una perdita netta di 2,3 miliardi di euro nel primo semestre del 2025, penalizzato dal calo delle vendite in Europa e negli Stati Uniti e dagli oneri legati alla cessazione della produzione di alcuni modelli, secondo risultati ancora preliminari. Risultati, spiega il cfo, Doug Ostermann durante una call con gli analisti, “molto al di sotto del nostro potenziale, anche tenendo conto delle forti difficoltà che hanno caratterizzato il primo semestre dell’anno. Questo perché abbiamo ancora molto lavoro da fare per progredire nella ripresa commerciale”. Nonostante i numeri, permane la fiducia, tanto che il gruppo proprio il 29 luglio ristabilirà “le attuali previsioni finanziarie” che “riflettono” il “miglioramento” registrato dal gruppo nel primo semestre. Stellantis aveva sospeso la guidance il 30 aprile scorso, a causa – tra le altre cose – dell’incertezza creata dall’imposizione dei dazi doganali statunitensi.

Dazi che hanno pesato, e non poco, nel primo semestre. L’impatto, ha ricordato Ostermann, è stato di 300 milioni di euro: un dato “coerente con le stime di 1-1,5 miliardi fornite per l’intero anno”. “Dovremo vedere come evolve la situazione – ha aggiunto il cfo – ma date le prospettive attuali, mi aspetterei di vedere quella cifra probabilmente raddoppiare nella seconda metà dell’anno o anche di più”. In ogni caso “la situazione commerciale sembra evolversi su base giornaliera e settimanale”.

Nello primo semestre del 2024, il gruppo aveva registrato un utile netto di 5,6 miliardi di euro, già in forte calo (-48%) rispetto al livello record del 2023. Nello stesso periodo del 2025, Stellantis ha realizzato un fatturato di 74,3 miliardi di euro, con un calo del 12,5% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Tra i fattori che spiegano questa perdita, per il gruppo ci sono “le interruzioni temporanee della produzione all’inizio del trimestre in risposta ai nuovi dazi doganali in Nord America” e “la transizione dell’offerta di prodotti nell’Europa allargata, dove diversi modelli importanti sono in fase di avvio dopo il loro recente lancio”. Per il gruppo, inoltre, le “misure adottate per migliorare le prestazioni e la redditività, in particolare con i nuovi prodotti” sono ancora in “fase preliminare” e “dovrebbero generare effetti positivi più significativi nella seconda metà del 2025”. Hanno pesato, poi, “circa 3,3 miliardi di euro di oneri netti ante imposte, principalmente legati alla cancellazione di programmi e alla svalutazione di piattaforme”.

Il volume dei veicoli consegnati ai concessionari è sceso del 6% nel secondo trimestre del 2025, attestandosi a 1,45 milioni. In Nord America le consegne sono calate di circa 109 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2024, con una diminuzione del 25% su base annua, per diversi fattori che includono “la riduzione della produzione e delle spedizioni di veicoli importati, maggiormente colpiti dai dazi e delle minori vendite alle flotte aziendali”. Le vendite totali sono diminuite del 10% rispetto all’anno precedente, con quelle al dettaglio negli Stati Uniti relativamente stabili e con i due marchi più importanti della regione, Jeep e Ram, che hanno registrato complessivamente un aumento delle vendite del 13% rispetto all’anno precedente.

Nell’Europa allargata le consegne sono diminuite di circa 50 mila unità, pari a un calo del 6% rispetto all’anno precedente, dovuto principalmente a fattori di transizione dei prodotti. I veicoli del segmento B con piattaforma Smart Car, lanciati di recente, “continuano la salita verso i loro livelli di produzione – spiega Stellantis – e i confronti con l’anno precedente sono influenzati dalla pausa della Fiat 500 con motore a combustione interna in attesa dell’arrivo del suo successore mild-hybrid”. Le consegne delle quattro Smart Car (Citroën C3 e C3 Aircross, Opel/Vauxhall Frontera e Fiat Grande Panda) sono aumentate del 45% su base progressiva nel secondo trimestre 2025, ovvero di 25 mila unità, rispetto al primo trimestre dello stesso anno.

Nelle altre regioni di Stellantis, le consegne sono cresciute complessivamente di 71 mila unità, pari a un aumento del 22% su base annua, grazie soprattutto a un aumento del 30% in Medio Oriente e Africa e del 20% in Sud America. In Medio Oriente e Africa le consegne sono aumentate di 29 mila unità, grazie soprattutto all’aumento dei volumi in Turchia e agli sviluppi positivi in Egitto, Algeria e Marocco. Stellantis continua a detenere la leadership in Sud America, con un aumento di 43 mila unità su base annua, beneficiando della crescita del settore, soprattutto in Argentina e Brasile.

 

L’assemblea degli azionisti ratifica la nomina di Filosa a nuovo ceo di Stellantis

L’assemblea degli azionisti di Stellantis ha ratificato la nomina di Antonio Filosa a ceo del gruppo, con il 99,20% dei voti a favore. Entrato ufficialmente in carica lo scorso 23 giugno, dopo mesi di colloqui interni ed esterni, il 28 maggio l’azienda lo aveva annunciato come nuovo amministratore delegato, nel pieno di un momento definito “difficile” dallo stesso presidente del gruppo, John Elkann. I dati di vendita non certo eccezionali, l’addio dell’ex ceo, Carlos Tavares, questioni dirimenti come dazi Usa e normative Ue hanno complicato un quadro già complesso, tanto da spingere Stellantis a sospendere la guidance per il 2025. Ma oggi, ha ribadito Elkann aprendo l’assemblea “un nuovo percorso con rinnovato spirito imprenditoriale e orgoglio per ciò che possiamo e riusciremo a realizzare insieme”. Il 29 luglio sono attesi i dati semestrali.

Il 52enne resterà a Detroit, in Michigan, da dove dirigeva il gruppo per il continente americano. Proprio qui, ha ricordato Elkann durante l’assemblea, “è stato profondamente coinvolto nell’identificazione di modalità dinamiche e costruttive per affrontare con la nuova amministrazione statunitense i modi in cui possiamo collaborare in modo più efficace in materia di normative e politiche tariffarie”.

Lo stipendio di Filosa è accompagnato da numerosi bonus legati a diversi obiettivi. A partire dal 2026, per il suo primo anno completo come amministratore delegato, potrebbe percepire un massimo di 18 milioni di dollari (15,8 milioni di euro). Importo destinato ad aumentare progressivamente fino a raggiungere i 23 milioni di dollari (20,2 milioni di euro) nel 2028, una somma comunque inferiore a quella percepita da Carlos Tavares nel suo ultimo anno alla guida del gruppo (23,1 milioni di euro).

Nato a Napoli, all’interno dell’azienda dal 1999, formatosi a Milano, dove ha ottenuto la laurea in Ingegneria al Politecnico, a lungo in carica in Brasile e poi negli Stati Uniti, Filosa incarna la svolta radicale intrapresa dalla casa automobilistica dopo l’era del francofilo Carlos Tavares, che si era dimesso lo scorso primo dicembre. “Antonio – ha detto ancora Elkann – ha dimostrato una passione unica per la nostra azienda e un sincero apprezzamento per i nostri dipendenti, che considera giustamente la nostra più grande forza. Nel suo recente discorso alla town hall globale, ha dichiarato: ‘Stellantis è nel mio sangue’. E ha sempre agito di conseguenza”.

Il gruppo intanto ha annunciato nuovi investimenti in Marocco, dove porterà la sua capacità produttiva da 200mila a oltre 530.000 veicoli all’anno, compresi quelli elettrici, a seguito dell’ampliamento dello stabilimento di Kenitra, nel Marocco occidentale, secondo quanto comunicato giovedì dal gruppo. Qui saranno inoltre prodotti 350.000 motori all’anno e si avvierà a produzione di colonnine di ricarica elettriche con una capacità produttiva di 204.000 unità. Gli ampliamenti consentiranno di creare oltre 3mila nuovi posti di lavoro, oltre ai 3500 già esistenti.

Stellantis, Filosa annuncia la squadra: tre nuovi italiani nel team

Una squadra tutta interna, con tre nuovi italiani nel team operativo. Antonio Filosa assume oggi ufficialmente il ruolo di Chief Executive Officer di Stellantis e annuncia, con effetto immediato, il suo nuovo Leadership Team (SLT) formato da figure che “incarnano la profonda competenza nel settore presente all’interno dei team Stellantis a livello globale”. Un team sulla scia di Sergio Marchionne, che nominò proprio Filosa come ultimo executive.

Mentre il ceo Filosa mantiene il suo ruolo di responsabile per il Nord America e American Brands, alla squadra si aggiungono gli italiani Emanuele Cappellano nel suo ruolo di responsabile per il Sud America e assume la responsabilità di Stellantis Pro One, la business unit dei veicoli commerciali, Monica Genovese è stata nominata responsabile dell’area Purchasing e Davide Mele, che entra a far parte della squadra per dirigere l’area Product Planning.  Della squadra fanno parte anche Doug Ostermann, CFO, assume la responsabilità delle fusioni, delle acquisizioni e delle joint venture, Jean-Philippe Imparato continua a ricoprire il ruolo di Responsabile per l’Europa allargata e European Brands, di cui ora farà parte anche Maserati. Philippe de Rovira è stato incaricato di guidare il Resto del Mondo e mantiene la responsabilità per Stellantis Financial Services. Ned Curic continua alla guida dell’area Product Development & Technology. E, ancora, Sébastien Jacquet, nominato all’inizio del mese Responsabile dell’area Quality, si unisce allo SLT, mentre Scott Thiele assume la guida del nuovo ruolo Responsabile dell’area Supply Chain e si unisce allo SLT, riunendo le attività precedentemente svolte nelle aree Planning e Manufacturing, e Arnaud Deboeuf continua alla guida dell’area Manufacturing. Xavier Chéreau continua a dirigere l’area Human Resources e Sustainability e Clara Ingen-Housz entra a far parte dello SLT in qualità di Responsabile dell’area Corporate Affairs & Communications. Oltre al Leadership Team di Stellantis (SLT), i seguenti quattro dirigenti riporteranno direttamente al Ceo: Ralph Gilles come Responsabile dell’area Design, Olivier Francois come Responsabile dell’area Marketing, Alison Jones che sarà ora Responsabile dell’area Parts & Services e della Circular Economy, Giorgio Fossati come General Counsel. Richard Palmer continuerà come consulente strategico della Società.

“Il team che annuncio oggi – dice Filosa – attinge a tutto ciò che di meglio c’è in Stellantis, leader interni che hanno una profonda conoscenza delle nostre persone, dei nostri marchi, dei nostri prodotti e dei nostri clienti, competenza ai massimi livelli e uno spirito imprenditoriale che sarà fondamentale per il nostro successo futuro”. L’ obiettivo, ricorda il ceo, è fare di Stellantis, “uno dei protagonisti vincenti nella nuova era, sia per la nostra azienda che per il nostro settore”.

“Mentre ci avviamo verso questo nuovo capitolo della storia di Stellantis – prosegue il ceo di Stellantis – vorrei cogliere l’occasione per esprimere i miei più sinceri ringraziamenti a Maxime Picat e a Beatrice Foucher per il loro prezioso contributo in Stellantis e per i molti anni di servizio. A nome di tutti, auguro loro il meglio per il futuro e per le nuove sfide che li attendono”.

 

Stellantis, sede Filosa sarà negli Usa. Nuovo ceo resterà a Detroit, ma “lavorerà in tutto il mondo”

Antonio Filosa, nuovo ceo di Stellantis avrà sede negli Stati Uniti. Lo conferma un portavoce del gruppo. Il 52enne, nominato il 28 maggio alla guida del quarto gruppo automobilistico mondiale, rimarrà con sede a Detroit (Michigan), da dove dirigeva il gruppo per il continente americano, dice Stellantis, confermando un’informazione di Les Echos.

Filosa sarà inoltre retribuito in dollari, con uno stipendio base annuo di 1,8 milioni di dollari (1,6 milioni di euro), oltre a numerosi bonus. Si tratta di un cambiamento altamente simbolico per Stellantis, gruppo nato nel 2021 dalla fusione della francese PSA (Peugeot, Citroën, Opel) e dell’italo-americana Fiat-Chrysler. L’Europa è il mercato più grande del gruppo in termini di volume, ma la maggior parte dei suoi profitti viene realizzata in Nord America, dove le difficoltà del 2024 hanno accelerato l’addio di Carlos Tavares. Antonio Filosa “lavorerà in tutto il mondo”, spiega il portavoce di Stellantis. Il nuovo ceo si insedierà il prossimo 18 luglio durante l’assemblea generale degli azionisti del gruppo. Nel frattempo, il consiglio di amministrazione dovrà conferirgli i poteri di amministratore delegato a partire dal 23 giugno. Il suo stipendio è accompagnato da numerosi bonus legati a diversi obiettivi.

A partire dal 2026, per il suo primo anno completo come direttore generale, Antonio Filosa potrebbe percepire un massimo di 18 milioni di dollari (15,8 milioni di euro). Questo importo massimo è destinato ad aumentare progressivamente fino a raggiungere i 23 milioni di dollari (20,2 milioni di euro) nel 2028, una somma comunque inferiore a quella percepita da Carlos Tavares nel suo ultimo anno alla guida del gruppo (23,1 milioni di euro).

Nato a Napoli, all’interno dell’azienda dal 1999, formatosi a Milano, dove ha ottenuto la laurea in Ingegneria al Politecnico, a lungo in carica in Brasile e poi negli Stati Uniti, Filosa incarna la svolta radicale intrapresa dalla casa automobilistica dopo l’era del francofilo Carlos Tavares, che si era dimesso lo scorso primo dicembre. “Daremo inizio a un nuovo, entusiasmante capitolo nella storia della nostra azienda”, ha assicurato, infatti, il nuovo ceo in una lettera ai dipendenti del gruppo subito dopo la sua nomina. Rafforzare ulteriormente “i legami e la fiducia che abbiamo con i nostri partner – i concessionari, i fornitori, i sindacati e le comunità in cui lavoriamo – è essenziale e sarà un obiettivo su cui mi concentrerò nel mio nuovo ruolo”.

Durante il suo mandato come Chief Operating Officer per il Sud America, Filosa ha portato il marchio Fiat in testa al mercato e ha poi sviluppato i marchi Peugeot, Citroën, Ram e Jeep, rafforzando il ruolo del gruppo nella regione. Il suo lavoro nella creazione dello stabilimento di Pernambuco, uno dei più grandi poli automobilistici del Sud America, ha lanciato Jeep in Brasile, che è rapidamente diventato il principale mercato del brand al di fuori degli Stati Uniti. In qualità di Ceo di Jeep, Filosa ha ampliato la presenza globale del marchio anche in Europa. A dicembre 2024 è stato promosso Chief Operating Officer per le Americhe. Sin dalla sua nomina, ha avviato il rafforzamento delle operazioni negli Stati Uniti, riducendo le scorte dei concessionari, riorganizzando il team dirigenziale, guidando il processo di introduzione di nuovi prodotti e propulsori e intensificando il dialogo con i concessionari, i sindacati e i fornitori.

Che gli Usa siano sempre di più nel cuore del gruppo è cosa nota. Elkann ha più volte incontrato il presidente Trump – era con lui anche nella missione negli Emirati Arabi Uniti di un paio di settimane fa – al quale ha assicurato di voler aumentare gli investimenti in suolo americano. E la nomina di Filosa, profondo conoscitore dell’azienda e degli Usa, e la scelta della sede, potrebbe andare in questa direzione.

La decisione di Filosa di restare a Detroit fa storcere il naso alla Fiom. La scelta, dice Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità “è significativa tra l’altro di quale sia considerato il mercato principale per il gruppo“. Anche perché, dopo le comunicazioni relative a Pratola Serra, Pomigliano D’Arco, Termoli e Melfi, lunedì sono state annunciate 610 uscite incentivate a Mirafiori, e oggi è stata la volta di Cassino, dove sono stati comunicati 265 esuberi, gestiti attraverso la volontarietà.

Per la Fiom non solo è, quindi, necessario un incontro al più presto con l’ad, che dovrà dare garanzie e prospettive agli stabilimenti italiani, ma serve anche che “la Presidenza del Consiglio si assuma la responsabilità di convocare le parti a Palazzo Chigi, in modo da affrontare finalmente il problema dell’automotive come non ha fatto fino ad ora”.

Nasce Pioneer, il maxi-sistema stoccaggio Enel-Adr che riutilizza batterie auto elettriche

Un sistema innovativo che immagazzina energia rinnovabile per usarla anche quando il sole non c’è, valorizzando batterie usate di veicoli elettrici e donando loro una seconda vita. Il più grande sistema di stoccaggio energetico italiano che utilizza batterie di auto elettriche è stato presentato questa mattina all’aeroporto internazionale di Roma Fiumicino. Si tratta del progetto Pioneer, realizzato da Enel e Adr con l’obiettivo di applicare concretamente i principi di economia circolare e sostenibilità ambientale nel rispetto della decarbonizzazione dell’hub.

Cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito dell’Innovation Fund, il progetto sfrutta le potenzialità delle fonti rinnovabili e dell’economia circolare riutilizzando 762 batterie esauste, provenienti da tre grandi brand automobilistici (Nissan, Mercedes e Stellantis) grazie all’allacciamento con l’impianto fotovoltaico realizzato in parallelo alla pista 3 dell’aeroporto di Fiumicino.

Pioneer consentirà dunque di alimentare l’infrastruttura con energia pulita prodotta localmente, riducendo la dipendenza dalla rete. I moduli sono stati riconvertiti in un grande sistema di accumulo da 10 megawattora, capace di immagazzinare energia e restituirla quando necessario. Grazie a Pioneer, che sta per ‘airPort sustaInability secONd lifE battEry stoRage’, verranno abbattute 16mila tonnellate di anidride carbonica nell’arco di dieci anni.

Innovazione, sostenibilità ed eccellenza europea sono i tratti distintivi del progetto Pioneer. Gli storage sono infatti ritenuti ormai imprescindibili per la transizione energetica e il sistema realizzato da Enel e ADR accelera il percorso di decarbonizzazione del “Leonardo da Vinci”, recentemente incluso nella Top10 dei migliori scali al mondo da parte di Skytrax, dando nuova vita a batterie ormai inutilizzabili in campo automotive ma ancora molto preziose per applicazioni stazionarie. Il risultato è un progetto di dimensioni industriali che accumula l’energia verde prodotta, per poi rilasciarla quando se ne abbia necessità. “Progetti come questo dimostrano come l’Italia sia in grado di coniugare sostenibilità ambientale e competitività produttiva: una sfida cruciale per il futuro dell’Italia e dell’Europa”, ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Il progetto appartiene ad un modello virtuoso e innovativo di economia circolare riconosciuto anche a livello europeo, che ha visto il progetto Pioneer selezionato tra i vincitori del bando Innovation Fund SSC-2020 promosso dall’Agenzia Europea per il Clima, l’Ambiente e le Infrastrutture (Cinea). Pioneer “mostra che l’innovazione è la prima alleata della transizione energetica, accelera l’elettrificazione su larga scala grazie a un modello di economia circolare che dà nuova vita alle batterie esauste”, ha aggiunto Francesca Gostinelli, Head of Enel X Global Retail di Enel. Si tratta “di un simbolo concreto della nostra strategia – ha dichiarato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma – perché in esso convergono il nostro forte impegno nella sostenibilità ambientale, la capacità di valorizzare l’innovazione tecnologica e la determinazione di fare efficacemente sistema con le eccellenze del Paese, come Enel”.

Stellantis, visita a sorpresa di Filosa a Mirafiori. Sindacati: “E’ un bel segnale”

All’indomani dalla sua investitura, Antonio Filosa, neo amministratore delegato di Stellantis, ha scelto lo stabilimento di Torino Mirafiori per cominciare il ‘viaggio’ nelle sedi italiane del gruppo. Durante la visita, è stato accompagnato da Jean-Philippe Imparato, Chief Operating Officer, Enlarged Europe, da Arnaud Debouef, Chief Manufacturing & Supply Chain Officer e da Xavier Chereau, Chief Human Resources, ESG, ICT & Heritage Office. Una visita, spiegano i sindacati, “imprevista”, ma che va letta come “un bel segnale”. “Se il buongiorno si vede dal mattino – dice Gianni Mannori della Fiom a GEAallora il segnale è positivo”. L’iniziativa, commenta la presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara, “è un gesto che parla il linguaggio della concretezza e dell’ascolto, un messaggio chiaro di attenzione verso la produzione, i lavoratori e il radicamento manifatturiero sul territorio”.

Già mercoledì, poco dopo l’annuncio ufficiale della sua nomina, Filosa aveva visitato il sito di ricerca e sviluppo di Carrières-sous-Poissy e nel pomeriggio quello di Sochaux (Doubs), entrambi in Francia, culla storica della Peugeot, dove il gruppo produce i Suv 3008 e 5008.

La visita di questa mattina a Torino, spiega l’azienda, ha evidenziato “il valore strategico di Mirafiori per il presente e il futuro di Stellantis”. E il ministro delle Imprese del Made in Italy, Adolfo Urso, dal palco di Napoli per il XXI Congresso Fim-Cisl nazionale, sottolinea che la nomina di Filosa “conferma che abbiamo rimesso l’auto italiana sulla strada giusta ed era una scommessa che molti ritenevano impossibile”.

Nel corso della giornata, il nuovo ceo ha incontrato anche il presidente John Elkann, presso il Centro Stile. In mattinata si è recato presso la Carrozzeria di Mirafiori, oggi fulcro della transizione verso la mobilità sostenibile. Qui, infatti, è stata recentemente avviata la produzione della nuova Fiat 500 ibrida, il cui lancio è previsto per novembre sotto la guida di Oscar Puente, Head of Low & Mid Segment Cluster.

Poi tappa nell’impianto di produzione dell’eDCT (electrified Dual Clutch Transmission), una tecnologia ibrida avanzata che rappresenta un pilastro fondamentale nella strategia di elettrificazione del gruppo. Ad attenderlo c’era il direttore del Plant, Domenico Coniglio. Il tour è poi proseguito al Centro Tecnologico Batterie – il più grande in Italia e tra i più avanzati in Europa – dove vengono sviluppati e testati i pacchi batterie per i veicoli elettrici di prossima generazione. Qui Filosa ha incontrato Daniele Esposito, Head of Technical Center South Europe, e Maria Grazia Lisbona, South Europe Propulsion Tech Center Lead. La giornata si è conclusa con una visita all’EDM Lab (Electric Drive Module), un centro di eccellenza per lo sviluppo e il collaudo di moduli di propulsione elettrica.

“Da questa mia visita al complesso di Mirafiori – commenta Filosa, che entrerà ufficialmente in carica il prossimo 23 giugno – sono rimasto colpito, ma non sorpreso, dal livello di totale integrazione e collaborazione che esiste tra i team. Non ho dubbi che, a partire dall’entusiasmo e dalla professionalità che ho percepito incontrando i colleghi oggi nelle varie realtà produttive a Mirafiori, così come ieri in Francia, abbiamo tutte le possibilità di aprire un nuovo capitolo nella storia della nostra azienda”.

Italiano con il cuore in Usa, Filosa nuovo ceo Stellantis. Sindacati: “Ora cambio di passo”

I tempi sono stati rispettati (“Entro la prima metà dell’anno” aveva ripetuto più volte il presidente John Elkann nei mesi scorsi) e la scelta non è stata proprio una sorpresa, visto che il suo nome circolava da tempo. Antonio Filosa, 52 anni, è il nuovo amministratore delegato di Stellantis, nominato all’unanimità dal Consiglio di amministrazione. Entrerà ufficialmente in carica il 23 giugno. Nato a Napoli, all’interno dell’azienda dal 1999 (“Ce l’ho nel sangue”, dice), formatosi a Milano, dove ha ottenuto la laurea in Ingegneria al Politecnico, e a lungo in carica in Brasile e poi negli Stati Uniti, Filosa incarna la svolta radicale intrapresa dalla casa automobilistica dopo l’era del francofilo Carlos Tavares, che si era dimesso lo scorso primo dicembre. “Daremo inizio a un nuovo, entusiasmante capitolo nella storia della nostra azienda”, assicura, infatti, il nuovo ceo in una lettera ai dipendenti del gruppo. Rafforzare ulteriormente “i legami e la fiducia che abbiamo con i nostri partner – i concessionari, i fornitori, i sindacati e le comunità in cui lavoriamo – è essenziale e sarà un obiettivo su cui mi concentrerò nel mio nuovo ruolo”, annuncia Filosa.

Sono stati necessari sei mesi – durante i quali Elkann ha tenuto le redini operative ad interim – per arrivare a un nome capace di conciliare tutte le necessità del gruppo in un momento che lo stesso presidente ha più volte definito “difficile”. “In questo periodo ci siamo concentrati sulla risoluzione dei problemi anziché sull’attribuzione delle colpe”, ha scritto il presidente di Stellantis in una lettera rivolta a tutti i dipendenti del gruppo e ora “portiamo la nostra Azienda su una traiettoria completamente diversa, ascendente, rimuovendo gli ostacoli tra problemi e soluzioni”. Problemi che riguardano, in primo luogo, la difficoltà di mercato anche se “abbiamo lanciato molti prodotti, ci siamo assicurati la leadership nel settore dei veicoli ibridi in Europa e abbiamo riavviato la nostra crescita negli Stati Uniti”. Risultati che “costituiscono la base” da cui Filosa dovrà partire. C’è poi il tema dei dazi imposti dal presidente Usa, Donald Trump, per le auto prodotte fuori dagli Stati Uniti, “tariffe e normative in costante evoluzione”, oltre alla “concorrenza sempre più agguerrita”, proveniente dalla Cina.

Impossibile ignorare il ruolo di Filosa proprio al di là dell’Atlantico dove ha mostrato una “leadership” fuori dal comune. Durante il suo mandato come Chief Operating Officer per il Sud America, ha portato il marchio Fiat alla leadership di mercato e ha poi sviluppato i marchi Peugeot, Citroën, Ram e Jeep, rafforzando la leadership di Stellantis nella regione. Il suo lavoro nella creazione dello stabilimento di Pernambuco, uno dei più grandi poli automobilistici del Sud America, ha lanciato Jeep in Brasile, che è rapidamente diventato il principale mercato del brand al di fuori degli Stati Uniti. In qualità di Ceo di Jeep, Filosa ha ampliato la presenza globale del brand anche in Europa. A dicembre 2024 è stato promosso Chief Operating Officer per le Americhe. Sin dalla sua nomina, ha avviato il rafforzamento delle operazioni negli Stati Uniti, riducendo le scorte dei concessionari, riorganizzando il team dirigenziale, guidando il processo di introduzione di nuovi prodotti e propulsori e intensificando il dialogo con i concessionari, i sindacati e i fornitori.

Che gli Usa siano sempre di più nel cuore del gruppo è cosa nota. Elkann ha più volte incontrato il presidente Trump – era con lui anche nella missione negli Emirati Arabi di un paio di settimane fa – al quale ha assicurato di voler aumentare gli investimenti in suolo americano. E la nomina di Filosa, profondo conoscitore dell’azienda e degli Usa, potrebbe andare in questa direzione.

Ma è comunque un italiano: un dettaglio non da poco che piace – e molto – ai sindacati e alla politica. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, infatti, sottolinea che “tocca a un italiano risollevare le sorti di Stellantis” e chiede di dare “un segnale positivo” ai lavoratori favorendo il rinnovo “della parte economica del Ccsl, arrivato alla stretta finale”. Anche per la segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, “l’auspicio è che la nomina di un manager italiano di grande esperienza rappresenti la volontà del gruppo di rilanciare la produzione nel Paese”. Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità chiede di “aumentare i salari e di confrontarsi sul futuro occupazionale per favorire la rigenerazione”.

I natali italiani di Filosa sono “una buona notizia” anche per il governatore piemontese, Alberto Cirio, che chiede ora “un cambio di passo” all’azienda, affinché vengano rispettati “gli impegni assunti negli ultimi mesi”. Torino, dice il sindaco del capoluogo, Stefano Lo Russo, “è pronta a fare la sua parte: chiediamo che venga riconosciuta come protagonista nelle scelte strategiche del gruppo”.

Vendite di Tesla in Europa dimezzate ad aprile. Volano case cinesi

Aprile nero per le vendite di Tesla in Europa, dove le immatricolazioni si sono più che dimezzate. Buoni risultati, invece, per i costruttori cinesi nel Vecchio Continente. E’ quanto emerge dai dati diffusi dall’Acea, l’associazione europea dei costruttori di automobili. Frenata dalla reputazione del suo amministratore delegato Elon Musk e da una gamma ormai obsoleta, il marchio americano ha visto le immatricolazioni nell’Unione Europea diminuire del 52,6% ad aprile e del 46,1% dall’inizio dell’anno. Tesla è scesa all’1,1% di quota di mercato nei primi quattro mesi del 2025, con 41.677 veicoli venduti contro i 77.314 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Leader nelle vendite di auto elettriche fino al 2024, Tesla è stata superata in questa categoria in Europa nel mese di aprile da un totale di dieci marchi, tra cui Volkswagen (che recupera così il suo ritardo nel settore elettrico), Bmw, Renault ma anche la cinese Byd, secondo la società Jato Dynamics. Il nuovo piccolo Suv elettrico di Skoda (gruppo Volkswagen), l’Elroq, si è posizionato in testa alle vendite. La Tesla Model Y, ex regina del mercato, è nona.

Le auto elettriche continuano tuttavia la loro conquista del mercato europeo (+26,4% su base annua), raggiungendo il 15,3% delle vendite ad aprile, secondo l’Acea. In questo settore l’andamento è molto contrastante nei vari paesi europei, in particolare a seconda dei bonus e dei vantaggi fiscali distribuiti dai governi. Germania, Belgio, Italia e Spagna hanno visto esplodere le vendite di auto elettriche, mentre la Francia è in leggero calo. “Le vendite di veicoli elettrici stanno lentamente prendendo piede, ma la crescita rimane molto graduale e disomogenea tra i paesi dell’Ue”, dice Sigrid de Vries, direttore generale dell’Acea. “Affinché i veicoli elettrici diventino una scelta comune – sottolinea – è essenziale che i governi continuino a creare le condizioni necessarie, come incentivi all’acquisto e fiscali, infrastrutture di ricarica e prezzi (bassi) dell’elettricità”, ha sottolineato Sigrid de Vries.

In questo contesto, con i prezzi di vendita più accessibili, le auto ibride (con una piccola batteria elettrica che si ricarica durante la guida) continuano a dominare il mercato europeo (+20,8% dall’inizio dell’anno), conquistando quote di mercato finora riservate alle auto a benzina (-20,6%). Il gruppo Volkswagen continua a dominare il mercato europeo (+2,9% ad aprile) e il numero 2 Stellantis inizia a limitare i danni dopo mesi difficili (-1,1%), spinto dai suoi marchi Peugeot, Jeep e Alfa Romeo. “I risultati di aprile in Europa – spiega un portavoce di Stellantis – confermano che il gruppo è sulla strada giusta per recuperare il terreno perduto”.

Le auto ibride ricaricabili (con motore a benzina e batteria elettrica che si ricarica collegandola alla rete elettrica) hanno registrato una ripresa (+7,8%), in particolare in Germania e Spagna, e rappresentano il 7,9% del mercato. Secondo l’analisi di Jato, le auto cinesi hanno contribuito “in modo significativo” al successo delle auto elettriche e ibride ricaricabili. I marchi come Byd, MG, Xpeng o Leapmotor hanno registrato un aumento del 59% in un anno in queste categorie, contro il 26% degli altri marchi. “Resta da vedere se l’Unione Europea risponderà al boom delle ibride ricaricabili cinesi imponendo dazi doganali”, come ha fatto per le auto elettriche, osserva Felipe Munoz della società Jato.

Stellantis aumenta quota mercato in Ue30 ad aprile: è prima volta nel 2025

Per la prima volta dall’inizio dell’anno, Stellantis aumenta la sua quota sul mercato totale Ue30 raggiungendo il 17,3% delle vendite in aprile, in crescita dello 0,1% rispetto allo stesso mese del 2024. Non solo. Due modelli del gruppo sono entrati nella top ten delle vendite, cioè Citroën C3 e Peugeot 208, mentre la Citroën ë-C3 si guadagna il podio del segmento B-Bev. Procede inoltre il trend positivo della raccolta ordini, che a metà maggio ha superato 1.000.000 di unità, grazie anche al grande contributo di Citroën C3/Aircross che sfiora le 100.000 unità e Peugeot 3008 (circa 50mila). Risultati che per Luca Napolitano, Commercial Operations Officer per Stellantis, rappresentano “un segnale estremamente promettente per il futuro e ci indicano che siamo sulla strada giusta per recuperare il terreno perduto”.

Ad aprile Stellantis conferma anche la leadership nelle vendite di vetture ibride con una quota del 15,1%, in crescita di 4,7 punti percentuali rispetto allo stesso mese dello scorso anni. Peugeot è il marchio che cresce più di tutti su questo mercato e raggiunge il quarto posto in classifica. Sul mercato totale dei veicoli commerciali, Stellantis Pro One in aprile si conferma prima col 31,1% di quota (+2.3 punti percentuali nei confronti di aprile 2024) e prima in 8 dei 10 mercati maggiori. Per Napolitano, i dati sono ancora più positivi se guardati nell’ottica di tutte le azioni del gruppo “atte ad agevolare la transizione alla mobilità elettrica”.

Sul totale anno, in Francia, Italia e Portogallo Stellantis mantiene saldamente la leadership sul mercato totale e su quello dei veicoli elettrici. In Italia Jeep Avenger è il Suv più venduto, mentre in Germania Stellantis registra una crescita dei volumi del 9.9% nel segmento dei veicoli passeggeri e del 6% sul mercato totale, mentre la Opel Corsa si conferma la prima city car sia in aprile sia sul totale anno. Ancora la Corsa sugli scudi nel Regno Unito, dove è la city car più venduta. Bene anche in Spagna, dove ad aprile Stellantis è prima nel segmento dei Bev, grazie soprattutto alla performance di Citroën ë-C3 e Peugeot e-2008 che sono tra i 10 best seller del mercato Progressi, dice Napolitano, “ottenuti su mercati particolarmente difficili e competitivi come Germania e Uk che hanno conseguito risultati importanti in termini sia di volumi che di quota mercato. A questo aggiungerei le brillanti prestazioni della Citroën C3: lanciata a fine anno scorso, ha velocemente scalato la classifica dei best seller del mercato totale UE30, sia nella sua versione termica che quella elettrica, fino a raggiungere la quinta posizione nel segmento B e la sesta sul mercato veicoli passeggeri in aprile”. Da evidenziare infine la performance di Alfa Romeo in Italia (miglior mese degli ultimi 5 anni, + 43% rispetto ad aprile 2024) e Francia, dove si è affermata tra i brand premium con i migliori risultati.

Dazi, case automobilistiche americane deluse da accordo Londra-Washington

L’Associazione dei costruttori automobilistici americani (AAPC), che rappresenta i tre gruppi storici Ford, General Motors e Stellantis (Chrysler, Jeep, ecc.), ha espresso la propria delusione per l’accordo commerciale annunciato ieri tra Londra e Washington.

L’industria automobilistica americana è strettamente legata al Canada e al Messico, cosa che non avviene tra gli Stati Uniti e il Regno Unito”, osserva Matt Blunt, presidente dell’AAPC, in un comunicato. “Siamo delusi che l’amministrazione abbia dato la priorità al Regno Unito piuttosto che ai partner”, ovvero il Canada e il Messico con cui Washington ha un accordo di libero scambio (ACEUM), ha proseguito.

L’ACEUM, concluso nel 2018 da Donald Trump durante il suo primo mandato presidenziale, è in vigore dal luglio 2020. Ieri Londra e Washington hanno presentato un accordo commerciale definito “storico”. Consente al Regno Unito di sfuggire alla maggior parte dei dazi americani sulle automobili e apre maggiormente il mercato britannico ai prodotti agricoli americani.

Le esportazioni britanniche erano state prese di mira dall’offensiva protezionistica di Donald Trump (+25% su acciaio, alluminio e automobili, +10% sul resto dei prodotti), come gli altri paesi (ad eccezione della Cina, soggetta a tasse più pesanti). I dazi doganali sulle automobili britanniche sono stati “immediatamente” ridotti, passando dal 27,5% – somma del dazio aggiuntivo del 25% e dei dazi doganali precedenti – al 10% per una quota annuale di 100.000 automobili. Secondo Downing Street, ciò corrisponde “quasi” al numero di veicoli esportati nel 2024 dal Regno Unito agli Stati Uniti. “In virtù di questo accordo, sarà ora meno costoso importare un veicolo britannico contenente pochissimi componenti americani rispetto a un veicolo fabbricato in Canada o in Messico nell’ambito del CUSMA con metà dei pezzi di ricambio americani”, afferma Blunt. Questa situazione “danneggerà le case automobilistiche americane, i fornitori e i dipendenti dell’industria automobilistica”, sottolinea, auspicando che questo “accesso preferenziale a scapito dei veicoli nordamericani non costituisca un precedente per i negoziati con i concorrenti asiatici ed europei”.