
Stellantis, dazi pesano per 1,5 miliardi. Filosa: “A inizio 2026 nuovo piano strategico”
Ricavi netti a 74,3 miliardi di euro, in calo del 13% rispetto ai primi sei mesi dell’anno e perdite nette a 2,3 miliardi di euro. I conti del primo semestre 2025 di Stellantis non sono una sorpresa e confermano quanto già annunciato dal gruppo lo scorso 21 luglio, in occasione della diffusione delle stime preliminari. ‘Colpa’ della flessione su base annua in Nord America e nell’area Europa allargata, parzialmente compensata dalla crescita in Sud America, ma anche dell’impatto dei cambi sfavorevoli, del calo dei volumi del settore dei veicoli commerciali leggeri in Europa e, naturalmente, dei dazi che nel 2025 impatteranno sul gruppo per circa 1,5 miliardi di euro, di cui 300 milioni sostenuti nel primo semestre.
Su questo punto il ceo Antonio Filosa assicura che “stiamo conducendo un dialogo molto serrato con le istituzioni e i responsabili politici americani nonché con le istituzioni e i responsabili politici messicani e canadesi” pur “continuando a pianificare scenari a lungo termine”. Allo stesso tempo, però, l’amministratore delegato ricorda che “sin dal primo giorno comprendiamo e sosteniamo la strategia generale dell’amministrazione del presidente Trump volta a promuovere la creazione di posti di lavoro e la produzione statunitense sia nel settore automobilistico sia in quello dei fornitori, utilizzando anche i dazi come strumento, e desideriamo sostenere questa strategia”.
La semestrale è la prima di Filosa, entrato in carica a giugno e chiamato a sostituire Carlos Tavares. A lui spetterà il compito di risollevare le sorti del gruppo in un momento complesso per tutto l’automotive europeo. “Il nostro nuovo team dirigenziale – assicura – pur essendo realistico riguardo alle sfide da affrontare, continuerà a prendere le decisioni difficili necessarie per ristabilire una crescita redditizia e migliorare significativamente i risultati”. Ed è lui ad annunciare, durante la call con gli investitori, che “stiamo aggiornando il nostro piano strategico a lungo termine, che avremo il piacere di presentarvi in occasione del Capital Markets Day all’inizio del 2026”.
Intanto il gruppo guarda alla seconda parte dell’anno, con un obiettivo chiaro, cioè posizionarsi “attivamente per un futuro più solido”. Il ripristino della guidance – sospesa il 30 aprile scorso a causa, tra le altre cose, dell’incertezza creata dall’imposizione dei dazi doganali statunitensi – lascia ben sperare. Il ceo e il cfo, Doug Ostermann, puntano a “un miglioramento sequenziale”, con un aumento dei ricavi netti, una redditività AOI a una cifra sola e un miglioramento dei risultati FCF industriali nel secondo semestre dell’anno.
Filosa si mostra ottimista e, pur riconoscendo che il 2025 “è stato e sarà un anno difficile”, conferma che “stiamo facendo progressi con la nostra gamma di prodotti e cominciamo a vedere i primi segni di un miglioramento incoraggiante”. I Kpi commerciali, dice il ceo “sono molto più solidi rispetto a sei o dodici mesi fa”.
Il secondo semestre vedrà il lancio di nuovi prodotti “che catalizzeranno la crescita”, assicura Filosa. Complessivamente sono 10 quelli del 2025, di cui tre su piattaforma Stla Medium negli ultimi sei mesi dell’anno: Jeep Compass, Citroën C5 Aircross e DS N°8, che si aggiungono ai recenti lanci dei modelli Peugeot 3008, 5008 e Opel/Vauxhall Grandland basati su Stla Medium. In risposta al feedback dei clienti, Ram ha annunciato il ritorno del motore Hemi V-8 da 5,7 litri nel Ram 1500 del 2026. I primi pickup arriveranno nei concessionari nella seconda parte del 2025, quando torneranno in produzione molti altri prodotti iconici: la Jeep Cherokee ibrida e la Dodge Charger Sixpack con motore a combustione interna, entrambe in pausa produttiva dal 2023. Si unisce alla famiglia anche la Charger Daytona a quattro porte. Peugeot ha annunciato il ritorno della sua gamma GTi con la nuova 208 GTi, presentata alla 24 Ore di Le Mans lo scorso giugno 2025. Inoltre, il pick-up Fiat Titano è stato lanciato nel mercato argentino, con un nuovo motore e una nuova trasmissione, ed è adesso prodotto nel nostro stabilimento di Córdoba, in Argentina.
La posta in gioco è alta e Filosa lo sa. “Non mi piacciono le colpe. Mi piacciono la responsabilità e la trasparenza”, dice il ceo, assicurando che “siamo qui per rimediare. Rimbocchiamoci le maniche. Affrontiamo le decisioni difficili e puntiamo più in alto”.