INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio del gas in Ue: l’Italia cala al 91,81%

Nell’infografica interattiva di GEA, l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 5 dicembre), sono in calo le quote di tutti i Paesi. L’Italia cala al 91,81%, mentre la media Ue è al 92,73%. Il Portogallo è la sola nazione che ha i serbatoi pieni, con un surplus di +0,53%. Croazia in ultima posizione preceduta dalla Lettonia.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio di gas, Italia cala a 92,37%

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 4 dicembre) l’Italia ha diminuito il proprio livello fino al 92,37%; le riserve totali del Unione Europea sono piene al 93,31%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio di gas: Italia cala a 92,90%

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 3 dicembre) l’Italia ha diminuito il proprio livello fino al 92,90%; le riserve totali del Unione Europea sono piene al 93,90%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio di gas: in calo le riserve di quasi tutte le nazioni

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 4 dicembre). Quasi tutte le riserve risentono di un trend negativo causato dall’arrivo dell’inverno: rimangono stabili quelle di Spagna, Svezia e Italia, il cui livello
si assesta al 93,50%. Le riserve totali del Unione Europea sono piene al 94,39%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio di gas: riserva Italia cala al 94,52%

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 29 novembre) l’Italia ha diminuito il proprio livello fino al 94,52%; le riserve totali del Unione Europea sono piene al 95,93%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio di gas: l’Italia cala al 95,9%

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Unione europea. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 26 novembre) quasi tutti i Paesi mostrano un trend negativo (stabili solo Portogallo, Spagna e Svezia). L’Italia scende al 95,93%: le riserve totali dell’Unione europea sono piene al 97,43%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Stoccaggio di gas: Italia al 97,3%

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Unione europea. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 22 novembre) quasi tutti i paesi mostrano un trend negativo. Solo le riserve di gas di Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia sono rimaste sostanzialmente stabili. L’Italia ha diminuito il proprio livello fino al 97,3%; le riserve totali del Unione Europea sono piene al 98,6%.

INFOGRAFICA INTERATTIVA Lo stoccaggio di gas nell’Unione europea

Nell’infografica interattiva di GEA si mostra l’aggiornamento degli stoccaggi di gas nei Paesi dell’Ue. Secondo la piattaforma Gie Agsi-Aggregated Gas Storage Inventory (aggiornata al 21 novembre). Quasi tutti i paesi mostrano un trend negativo, causato dell’arrivo dei primi freddi: solo le riserve di Germania, Svezia, Spagna e Portogallo sono rimaste essenzialmente stabili. L’Italia ha diminuito il proprio livello fino al 97,63%; le riserve totali del Unione Europea sono piene al 98,88%.

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L’Antitrust fa le multe ma ci saranno ristori per famiglie e imprese?

Scattano le sanzioni dell’Antitrust per gli aumenti delle bollette. Quindici milioni di multa, in totale. Verrebbe da dire bruscolini rispetto al giro di affari ma tant’è. Nel mirino sono finite quasi tutte le multiutility: a noi, onestamente, non interessa né puntare il dito su chi ha sgarrato, né coccolare chi eventualmente non l’ha fatto, né – infine – elogiare l’atteggiamento dell’Autorità garante della concorrenza che, a ben considerare, ha svolto solo il suo dovere. A noi interessa mettere in evidenza come 1) la tutela nei confronti di cittadini e imprese abbia ancora tempistiche troppo lente perché, a ben considerare, il tutto risale al decreto Aiuti bis di Mario Draghi, poi prorogato al 30 giugno di quest’anno 2) come sia possibile che attraverso “pratiche commerciali aggressive” siano stati modificati ‘sic et simpliciter’ i prezzi di energia elettrica e gas 3) cittadini e imprese, nel caso tutti i prevedibili ricorsi dovessero essere respinti, dovranno essere ristorati.

Ci sofferiamo sul punto 3 non perché sia più importante degli altri due ma perché sicuramente ha un’incidenza diretta sulle tasche di imprenditori e famiglie. La domanda è semplice: sanzione a parte, chi ha subito un ingiusto aumento di bolletta sarà ricompensato? La risposta – forse – sta in questa dichiarazione del Codacons: Siamo stati i primi a denunciare la violazione dell’art. 3 del decreto Aiuti bis attraverso una raffica di esposti presentati sia all’Antitrust, sia a 104 procure della Repubblica di tutta Italia, in cui si chiedeva si intervenire per sanzionare quelle società che applicavano modifiche unilaterali ai contratti di luce e gas nonostante i divieti previsti dalla legge. Ma non basta: chiediamo indennizzi in favore di tutti gli utenti coinvolti dagli aumenti illegittimi delle tariffe di luce e gas”.

Ma la sensazione, con 104 procure di mezzo, è che di ricorsi si riempiranno le aule di giustizia. E cosa è stato speso inopinatamente verrà restituito – sempre forse – quando magari ci si riscalderà solo con pannelli solari e l’elettricità sarà generata solo da pale eoliche. Insomma, tra qualche lustro…

Snam chiude i primi 9 mesi dell’anno con ricavi per 2,8 miliardi. Emissioni di metano giù del 25%

Ricavi totali in crescita, investimenti sempre più green, riduzione delle emissioni climateranti e una finanza sostenibile in crescita. Si chiudono in positivo per Snam i primi novi mesi dell’anno, con ricavi totali pari a 2,8 milioni di euro, in crescita del 17% rispetto ai primi nove mesi del 2022. Crescita, spiega il gruppo, dovuta ai “ricavi regolati collegati alla realizzazione degli investimenti e agli incentivi “output-based” e per “il significativo contributo del business dell’efficienza energetica”. L’utile netto adjusted è stato di 942 milioni di euro, in aumento di 10 milioni di euro (+1,1%), rispetto all’utile netto adjusted dei primi nove mesi del 2022, per effetto della solida performance operativa in parte assorbita dall’aumento degli oneri finanziari e delle imposte sul reddito.

APPROVVIGIONAMENTI AL SICURO. Risultati che, come ricorda l’amministratore delegato Stefano Venier, “mostrano la solidità del gruppo e il ruolo di primo piano svolto nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti in uno scenario globale incerto e in costante evoluzione. Abbiamo incrementato i nostri investimenti tecnici su progetti infrastrutturali fondamentali per contribuire alla resilienza e alla transizione del sistema energetico del Paese, che oggi è in una condizione adeguata ad affrontare la stagione invernale”.  Anche se – è il timore –  la guerra in Medioriente “potrebbe dar luogo ad ulteriori tensioni a livello internazionale, con il loro conseguente impatto sui prezzi dei beni energetici per i quali l’Italia, ed in generale l’Europa, sono fortemente dipendenti dalle importazioni estere”. Turbolenze che “potrebbero pesare sull’economia mondiale, aumentando i costi di produzione e influenzando ulteriormente la stabilità economica e la crescita nazionale ed europea, oltre che determinare ulteriori sfide nella gestione delle fonti di approvvigionamento energetico”.

INVESTIMENTI SOSTENIBILI. Nei primi 9 mesi dell’anno, Snam ha investito 1,32 miliardi di euro (erano 1,3 nei primi 9 mesi del 2022, compreso l’acquisto della nave rigassificatrice Golar Tundra), di cui 1,14 miliardi per investimenti tecnici (+29,4%). Il 53% degli investimenti totali è allineato ai Sustainable Development Goals e il 37% alla Tassonomia Europea. A questi investimenti, si aggiungono 410 milioni di euro relativi all’acquisizione del 49,9% di SeaCorridor. “La nostra strategia volta ad una transizione energetica giusta e credibile – dice Venier – ci vede impegnati a realizzare investimenti importanti, per oltre il 50% allineati agli SDGs della Unione Europea, e a sviluppare progetti rilevanti come quello di SoutH2Corridor e per la Carbon Capture and Storage, a Ravenna, il cui ruolo chiave è stato riconosciuto anche nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima”. Prosegue anche ” l’impegno nel ricorrere a strumenti di finanza sostenibile e innovativa come il primo EU Taxonomy-aligned Transition Bond convertibile collocato con successo in settembre, che ci ha consentito di raggiungere in anticipo di tre anni l’obiettivo dell’80% di finanza sostenibile sulle fonti di finanziamento disponibili del Gruppo”.

SCENDONO LE EMISSIONI DI METANO. Buoni risultati anche per quanto riguarda l’ambiente. Nei primi nove mesi del 2023 Snam ha ridotto le emissioni di metano – classificate come Scope1 – del 25% rispetto allo stesso periodo del 2022. Proseguono, spiega il gruppo, “gli sforzi” per ridurre le emissioni e “l’impegno a supporto della transizione energetica”.

 

 

 

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