
Enel cresce ancora, ricavi oltre i 40 miliardi. Acquistato il 62,5% di Cetasa in Spagna
Continua il cammino in terreno positivo per Enel. Un risultato tutt’altro che scontato, nel contesto geopolitico ed economico attuale, frutto di una strategia che sta dando i propri frutti, soprattutto per gli investimenti all’estero, che compensano ampiamente la riduzione dei margini in Italia sia per la scelta di applicare prezzi medi inferiori ai clienti finali, sia per rinnovabili e minori disponibilità idriche.
Tirando le somme, al giro di boa del semestre i ricavi superano i 40,8 miliardi, facendo registrare un incremento di 5,4 punti percentuali rispetto a un anno fa. Mentre il risultato netto ordinario cresce di 160 milioni (+4,4%). Altra voce di sicuro impatto è il costante calo dell’indebitamento finanziario netto, che arriva 55,4 miliardi, riducendosi così di un ulteriore 0,6% rispetto alla fine del mese di dicembre del 2024. Un dato che, combinato in rapporto all’Ebitda (in calo dell’11,6% a 11.092 milioni nel semestre), fa scendere il rapporto alla soglia del 2,5 restituendo “flessibilità al bilancio”, come spiega agli investitori l’ad, Flavio Cattaneo. Che assicura: “Siamo pronti a cogliere opportunità di creazione di valore a lungo termine”. Del resto, da gennaio a giugno gli investimenti sono già oltre i 4,5 miliardi. Lo stesso Cattaneo conferma che “siamo nella fase finale di negoziazione per alcune operazioni brownfield”, chiarendo però che “la strategia resta invariata: nessun accordo di grande entità, solo tecnologie a basso rischio in paesi dell’Ue e degli Usa”.
Il ceo di Enel commenta i dati del semestre mettendo in luce che “confermano ancora una volta l’efficacia della nostra strategia di capital allocation e delle iniziative di advocacy in Europa e nelle Americhe, che ci hanno consentito di migliorare il profilo rischio-rendimento del Gruppo riducendo l’esposizione alla volatilità dei mercati energetici e aumentando la visibilità sull’evoluzione del business”. Sulla base dei risultati ottenuti, l’amministratore delegato prevede “che l’utile netto ordinario di Gruppo si attesterà a fine anno nella parte più alta della guidance”. Che viene confermata, ovviamente, con stime per la fine dell’anno che vanno dai 22,9 ai 23,1 miliardi per i ricavi e tra 6,7 e 6,9 miliardi per l’utile netto ordinario.
Oltre ai conti Enel ha anche due novità di grande rilievo. La prima riguarda Egpe, la società del Gruppo controllata tramite Endesa, che ha perfezionato l’acquisizione da Caja Rural de Soria e Caja Rural de Navarra, rispettivamente, del 37,5% e del 25% del capitale sociale di Cetasa, società che detiene un portafoglio di 99 MW di impianti eolici operativi nella provincia spagnola di Soria, per circa 240 GWh all’anno di produzione, e ulteriori 30 MW di progetti eolici in fase di sviluppo. Il target stimato, a regime, è quello di incrementare il margine operativo lordo di Egpe per circa 10 milioni di euro all’anno. L’altra operazione, infine, è l’avvio, autorizzato dal Consiglio di amministrazione, di un programma di buyback da 1 miliardo, che prenderà il via il 1 agosto e si concluderà il 31 dicembre prossimo, per “riconoscere agli azionisti una remunerazione aggiuntiva rispetto alla distribuzione dei dividendi”. Enel, dunque, non si ferma e lancia nuove sfide.