Meloni in collegamento con i Volenterosi a Kiev: “Mantenere integrità territoriale”
Montecitorio, Palazzo Chigi, il Colosseo. A quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, Roma si illumina di giallo e di blu, i colori della bandiera del Paese aggredito. Giorgia Meloni partecipa in videocollegamento alla riunione della Coalizione dei volenterosi e ribadisce che l’Italia “sostiene e accompagna il processo negoziale promosso dagli Stati Uniti“. Chiede poi garanzie di sicurezza solide per Kiev un lavoro per “creare le condizioni affinché la popolazione ucraina possa vivere in pace nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale“.
In questi quattro anni di “lotta del popolo ucraino per la difesa della propria libertà e indipendenza, l’Italia ha sempre assicurato il proprio costante e convinto sostegno insieme ai propri alleati europei e occidentali“, precisa in una nota Palazzo Chigi, sottolineando che il governo concorre “con determinazione” agli sforzi internazionali per promuovere una pace giusta e duratura. Per Meloni, la risoluzione del conflitto rappresenta un “interesse strategico europeo prioritario“, essenziale per garantire la sicurezza del Continente e quindi dell’Italia.
L’Italia sta lavorando in particolare sulle esigenze umanitarie della popolazione ucraina. Al momento è in corso un programma di fornitura di generatori e caldaie a sostegno del sistema energetico ucraino. Parallelamente, è stata avviata un’iniziativa per la fornitura di apparecchiature sanitarie destinate ai reparti materno-infantili degli ospedali situati nelle aree più colpite dagli attacchi. “Questo impegno umanitario costituisce il presupposto per la futura opera di ricostruzione della nazione, alla quale l’Italia partecipa con un ruolo di primo piano, come testimoniato dall’organizzazione della Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina nel luglio 2025“, ribadisce il governo.
Intanto, a Kiev, una delegazione di Fratelli d’Italia, composta dalla vicecapogruppo alla Camera Elisabetta Gardini e dalla senatrice Cinzia Pellegrino, capogruppo in Commissione Diritti Umani, celebra il quarto anniversario della guerra nella missione organizzata da U4U, rete che raccoglie i parlamentari di diversi Paesi europei. In questi due giorni la delegazione tiene una serie di incontri istituzionali e, come spiegano le due rappresentanti di FdI, “sarà l’occasione per ribadire e rappresentare vicinanza e sostegno al popolo ucraino“. Una presenza significativa, spiegano, anche per ribadire che “qui è in gioco la stabilità e il futuro dell’intera Europa“. In Ucraina ci sono anche Carlo Calenda con Ettore Rosato e Federica Onori. Intervistato dall’Aria che Tira su La7, il leader di Azione lamenta l’assenza dei segretari delle opposizioni: “Non so cosa di meglio avessero da fare. Non c’era nessuno“, accusa, innescando una polemica con il presidente del M5S Giuseppe Conte. “Io non sono andato neppure a Gaza – commenta il pentastellato -, perché non andate anche a Gaza? Perché non andate in Cisgiordania dove ci sono insediamenti abusivi? Cerchiamo di non essere provocatori inutilmente. Applicare un doppio standard non è da Movimento Cinque Stelle, noi abbiamo condannato l’aggressione di Putin però non siamo stati silenziosi davanti al genocidio“.