Poste lancia offerta luce e gas: elettricità da rinnovabili e prezzi bloccati 2 anni

L’offerta è fra le più competitive del mercato. Poste Italiane lancia Poste energia, che prevede una bolletta fissa per due anni sia per energia elettrica sia per il gas. Rata sempre uguale, anzi potenzialmente in diminuzione se dal secondo anno si scoprisse che il cliente ha pagato di più in quanto ha consumato di meno. “Con il lancio di Poste Energia – ha spiegato l’amministratore delegato di Poste Italiane, Matteo Del Fantecompletiamo il processo di ampliamento della gamma di servizi ai clienti di Poste Italiane puntando sulla forza della nostra piattaforma innovativa e omnicanale. Poste Energia è un servizio vicino alla nostra filosofia perché è trasparente, prevedibile, innovativa e sostenibile e fa leva sul fortissimo rapporto di fiducia che lega i cittadini a Poste Italiane. Si tratta di un altro passo in avanti del percorso definito nel Piano industriale 24SI Plus, con il potenziamento della strategia di azienda multi-piattaforma con business diversificato tra servizi postali e logistici, finanziari, assicurativi, di pagamento, telefonia e ora anche energia”.

ENERGIA ELETTRICA 100% GREEN. Oltre al prezzo, la caratteristica di Poste energia è la qualità dell’elettricità venduta. Infatti “vendiamo solo energia elettrica 100% green prodotta in Italia esclusivamente da fonti rinnovabili e certificata da garanzie d’origine”. Inoltre, sottolinea il gruppo, “compensiamo le emissioni di CO2 del gas venduto tramite l’acquisto di crediti di carbonio che attestano il nostro supporto a progetti internazionali volti a ridurre i gas serra e a migliorare le condizioni di vita delle persone”.

PREZZI COMPETITIVI. L’offerta di Poste è destinata a rivoluzionare il mercato per due motivi. Il primo riguarda la presenza capillare della società nel territorio. La soluzione luce e gas è disponibile in tutti gli uffici postali, su Poste.it e sulle app Postepay e BancoPosta. I clienti potenziali sono 35 milioni, ovvero le persone che utilizzano gli sportelli fisici e virtuali della più grande rete di distribuzione di servizi italiana. La seconda ragione è che i costi sono fra i più convenienti. Per chi entro il 7 marzo decidesse di scegliere Poste Energia, l’offerta Luce sarebbe formata da un prezzo componente energia monorario (comprensivo di perdite) di 0,290 euro/kWh  bloccato per 24 mesi, mentre il prezzo componente commercializzazione e vendita (PCV) è pari a 69,8818 euro/anno. L’offerta Gas invece è composta da un prezzo componente materia prima gas di 1,055 euro/Smc bloccato per 24 mesi, un prezzo componente commercializzazione e vendita fissa (QVD fissa) per 67,32 euro/anno, mentre il prezzo componente commercializzazione variabile (QVD variabile) è ora di 0,007946 euro/Smc.

IL CONFRONTO CON IL MERCATO. I prezzi sono fra i più economici confrontando le offerte di oggi dei concorrenti. Nell’elettricità, in base alle stime di www.luce-gas.it, la regina della convenienza sarebbe Next Energy ‘Sunlight di Sorgenia, con una tariffa a prezzo indicizzato rispetto al prezzo unico nazionale (PUN)’, in pratica PUN + 0,030 €/kWh. La convenienza scatta comunque in presenza di determinate condizioni commerciali. “Il prezzo in bolletta cambia ogni mese e segue l’andamento del mercato all’ingrosso, con lo scopo di sfruttare l’eventuale diminuzione dei prezzi nei prossimi mesi”. Tuttavia se i prezzi industriali dovessero crescere, salirebbe anche il costo della bolletta ovviamente. Più simile a quella di Poste è l’offerta di NeN, il nuovo gestore del gruppo A2A che propone un abbonamento mensile a rate costanti tutto incluso. La soluzione prevede un prezzo di 0,299 €/kWh oppure 62 euro/mese. Vale però per 12 mesi. Con Poste Energia invece, “se durante l’anno di fornitura hai pagato di più rispetto all’energia che hai consumato, hai diritto ad un rimborso e potrai scegliere se usarlo per abbassare la nuova rata o se riceverlo in accredito sul Conto BancoPosta o sulla Carta Postepay Evolution. Se hai pagato di meno, distribuiremo l’importo ancora dovuto nelle rate dei 12 mesi successivi”.
Anche sul gas l’offerta di Poste appare fra le più basse nel medio periodo, sempre in base al confronto effettuato da www.luce-gas.it. Le bollette bloccate per un anno partono ora da 88,6 euro al mese, prezzo comunque variabile e legato all’andamento del Psv (il punto di riferimento del prezzo industriale in Italia).

Poste Energia costerà comunque di più rispetto ai prezzi sopra elencati, perché ci sono altre componenti che concorrono alla spesa sono connesse ai costi trasporto gestione del contatore e oneri generali, e sono applicate nella misura definita e aggiornata dall’Arera. Ad esempio, per la luce sono previsti anche i costi di dispacciamento (PD: 0,01993€/kWh e DISPbt: – 18,3418€/anno).
In ogni caso, per i clienti che ritenessero ulteriori possibili ribassi sulle quotazioni di elettricità e gas, Poste Energia offre l’opzione di versare un “importo variabile. Pagherai le bollette di luce e gas in maniera tradizionale, ognuna con un importo diverso in base ai consumi del mese precedente”.

Pichetto in Azerbaigian: “Pronti a sostenere il raddoppio del Tap”

C’è il forte interesse dell’Italia al raddoppio della capacità di trasporto del Tap da 10 a 20 miliardi di metri cubi l’anno. Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, lo ha confermato partecipando alla IX Riunione ministeriale del Consiglio Consultivo del Corridoio Meridionale del Gas (CCCMG), che si compone di tre sezioni tra cui il Tap, che si è tenuta oggi a Baku. “Questo obiettivo – ha aggiunto Pichetto parlando ai suoi colleghi del Consiglio consultivo (Azerbaigian, Albania, Croazia, Montenegro, Bulgaria, Georgia Grecia, Italia, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e Commissione Europea), – rientra perfettamente nella strategia che l’Italia sta mettendo in campo per contribuire sempre di più alla diversificazione delle fonti energetiche che garantiranno la sicurezza dell’Italia anche in un ruolo di fornitore rispetto a molti altri paesi europei”.

Il ministro ha sottolineato che si tratta di una strategia sulla quale è impegnata personalmente la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e che punta ad affermare il ruolo dell’Italia di “hub” verso l’Europa rispetto ai flussi addizionali che vengono dall’Africa ma anche dal corridoio meridionale e per il quale – ha assicurato – “intendiamo realizzare in Italia tutte le infrastrutture necessarie”.

Analogo messaggio il ministro Pichetto ha trasmesso al presidente della Repubblica dell’Azerbaigian Ilham Aliyev che lo ha ricevuto per confermare gli eccellenti rapporti tra i due paesi. Al Presidente Aliyev e agli atri membri del governo azero con i quali ha avuto incontri, Pichetto ha illustrato le misure adottate dall’Italia in risposta alla crisi energetica. A tutti i suoi interlocutori ha inoltre manifestato il forte auspicio di una decisa intensificazione dei rapporti economici tra Italia e Azerbaigian, valorizzando in particolare le eccellenze di livello internazionale che le imprese italiane offrono nel campo delle energie rinnovabili e che potrebbero trovare nuove opportunità dai piani di sviluppo del settore previsti da Baku. Durante la sua missione a Baku il ministro ha incontrato anche il ministro per l’Economia, Mikayil Jabbarov; il ministro dell’Energia, Parviz Shahbazov e il ministro dell’ecologia e delle risorse naturali, Mukhtar Babayev. A margine dei lavori Pichetto ha avuto uno scambio di vedute sui temi più attuali in materia di energia con il Commissario europeo, Kadri Simson anche in vista dei prossimi appuntamenti europei.

In generale il Corridoio Meridionale del Gas è un’infrastruttura strategica che ha realizzato il primo collegamento diretto tra le riserve di gas naturale del Caspio ed il mercato europeo, in un’ottica di diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento per l’Europa. Si compone di tre sezioni tra cui il Tap (Trans Adriatic Pipeline), che attraversa Grecia, Albania e Italia.

Bollette gas in caduta del 34,2%. Pichetto: “Riduzione importante”

Una buona notizia per famiglie e imprese italiane. Come ampiamente previsto, è in deciso calo la bolletta gas ancora in tutela. In base all’andamento medio del mercato all’ingrosso nel mese di gennaio 2023 e per i consumi dello stesso mese, per la famiglia tipo si registra una diminuzione del -34,2% della bolletta rispetto al mese di dicembre 2022.

Soddisfazione per “l’ottima notizia” da parte della premier, Giorgia Meloni. “Siamo già intervenuti in maniera massiccia per affrontare una situazione che chiaramente è molto complessa. Non possiamo far finta di non vedere che la realtà intorno a noi mette in difficoltà tutti“, spiega. Intervenire sui prezzi dell’energia, ricorda, “era l’impegno che ci eravamo presi, ed è dove abbiamo investito la stragrande maggioranza delle nostre risorse, ampliando abbastanza rispetto a quello che era stato fatto in precedenza“. Importante è stato, fa sapere, aver “allargato molto la platea delle famiglie che potevano accedere al sostegno del governo per vedere le bollette scendere“. Poi la battaglia sul tetto europeo, “che siamo riusciti a portare a casa e sta dando risultati“, rivendica Meloni.

La componente del prezzo del gas a copertura dei costi di approvvigionamento (CMEMm), applicata ai clienti ancora in tutela, viene aggiornata da Arera come media mensile del prezzo sul mercato all’ingrosso italiano (il PSV day ahead) e pubblicata entro i primi 2 giorni lavorativi del mese successivo a quello di riferimento. Per il mese di gennaio, che ha registrato una quotazione media all’ingrosso sensibilmente più bassa rispetto a quella del mese di dicembre, il prezzo della materia prima gas (CMEMm), per i clienti con contratti in condizioni di tutela, è pari a 68,37 €/MWh.

“La riduzione per il mese di gennaio, in termini di effetti finali, ancora non compensa del tutto gli alti livelli di prezzo raggiunti nell’ultimo anno, con la spesa gas per la famiglia tipo nell’anno scorrevole (febbraio 2022-gennaio 2023) che risulta di circa 1.769 euro, +36% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (febbraio 2021- gennaio 2022)”, fa sapere l’authority per l’energia.

La discesa del prezzo del gas del 34,2% e dunque dei costi in bolletta, comunicata da Arera, è molto consistente ed è motivo soddisfazione“, dice il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. “Una riduzione di tale entità è importante per i cittadini, per le imprese e per l’intero Paese. Stiamo mettendo in sicurezza i risparmi delle famiglie: con una manovra rivolta a contenere l’impatto della tempesta sui mercati energetici, con il tetto al prezzo del gas ottenuto in Europa, con una strategia energetica che potrà rendere – conclude Pichetto – il nostro Paese l’interlocutore principale in Europa e nel Mediterraneo”.

Energia, Meloni: “Adesso Roma può diventare porta del gas in Europa”

L’Italia ha un’occasione. E Giorgia Meloni, quell’occasione, promette di “giocarsela tutta“. L’Europa ha un problema legato all’energia: non può più guardare a Est, deve guardare a Sud. L’Italia deve sfruttare la sua posizione nel Mediterraneo.

Il progetto di Italia hub del Mediterraneo va avanti. La premier presenterà il suo Piano Mattei per l’Africa anche domani, nel suo viaggio di due tappe in un solo giorno, a Stoccolma prima, a Berlino poi. In Europa, rivendica, “ci vado senza cappello in mano”. In Svezia e Germania porterà le istanze italiane sulla difesa dei confini d’Europa e sul contrasto all’Inflation reduction act americano, sostenendo le imprese.

La situazione energetica è difficile perché il Vecchio Continente ha deciso di dipendere, quasi esclusivamente, da un unico attore, la Russia. “Qualcuno lo diceva da prima che andava fatta attenzione, ma questa è la ragione per cui sto spendendo molto tempo all’estero, ad esempio nel Nordafrica“, puntualizza la presidente del Consiglio. La sfida è diversificare le fonti dalle quali si prende l’energia come dimostrano “gli accordi fatti con l’Algeria o con la Libia”, spiega. L’Italia può diventare non solo “autonoma e forte”, ma anche la porta attraverso la quale passare per avere il gas in Europa.

In casa, la premier raccoglie i frutti della battaglia sul price cap, perché il prezzo del gas si è abbassato (è notizia è che il calo certificato da Arera si attesta al 34,2%) , le bollette sono in caduta. Abbattere i prezzi dell’energia era un “impegno” ed è “dove abbiamo investito la stragrande maggioranza delle nostre risorse, ampliando abbastanza rispetto a quello che era stato fatto in precedenza”. Per me “è molto importante che abbiamo allargato molto la platea delle famiglie che potevano accedere al sostegno del governo per vedere le bollette scendere”, fa sapere.

TAP Melendugno

Pichetto: Raddoppio Tap importante. Contrario l’ex ministro Costa: Decisione abnorme

L’energia resta uno dei temi centrali del dibattito politico europeo e internazionale. L’Italia, sin dall’inizio della crisi ha messo in piedi un piano di diversificazione delle fonti, che ora però ha bisogno della svolta definitiva. Tra le misure su cui punta molto il governo c’è di sicuro il raddoppio del progetto Trans adriatic pipeline, argomento che sarà al centro del nono incontro ministeriale dell’advisory council del Southern Gas Corridor, in programma da venerdì a Baku. “Per noi il Tap è importantissimo“, dice infatti il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin. Spiegando che “attualmente ci dà 10 miliardi di metri cubi di gas”, dunque “poter incrementare” questa capacità “significa raggiungere quell’obiettivo di diversificazione delle fonti che è la sicurezza energetica per il Paese”. Il responsabile del Mase parteciperà ai lavori nella capitale azera, ma non si sbilancia ancora: “C’è l’incontro, valuteremo. Naturalmente ci sono gli equilibri internazionali, al fianco dei quali c’è una parte di investimenti importantissimi”.

Non è solo il nostro Paese a spingere per il potenziamento del gasdotto, perché anche la Commissione europea punta diverse fiches sull’operazione. Non a caso lo scorso mese di luglio la presidente, Ursula von der Leyen, era volata proprio a Baku con questo obiettivo. Alla ministeriale di venerdì sarà presente anche la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, oltre al presidente azero Ilham Aliyev e i ministri di Azerbaijan, Grecia, Albania, Turchia, Georgia, Bulgaria, Croazia, Ungheria, Montenegro, Romania, Usa e Regno Unito. Ma all’incontro sono previsti anche il ministro degli Esteri di San Marino, Luca Beccari, e i rappresentanti delle società coinvolte, tra cui Snam e Tap, con il managing director Luca Schieppati. Non solo, perché tra le associazioni saranno presenti i ceo di WindEurope e SolarPower Europe, Giles Dickson e Walburga Hemetsberger.

Trans Adriatic Pipeline, nel frattempo, è già operativa. Lo scorso 22 gennaio si è chiusa la finestra di presentazione delle offerte vincolanti e ora attiverà il primo livello di espansione, che prevede una capacità aggiuntiva per 1,2 miliardi di metri cubi all’anno, attraverso contratti di trasporto a lungo termine, disponibile a partire dal 2026. Il processo “è strutturato in regolari market test realizzati in modo aperto, trasparente e non discriminatorio – spiega la società –. La capacità iniziale può essere ampliata in fasi successive per raggiungere almeno 20 miliardi di metri cubi all’anno”. Ma “nel corso del 2023 è prevista una seconda fase vincolante in cui gli operatori interessati potranno presentare le proprie offerte“. Perché “con procedure di open season strutturate per testare le esigenze del mercato in un processo graduale”, Tap “punta a raddoppiare la capacità del gasdotto entro il 2027”.

Anche se non tutti sono convinti che questa sia la soluzione ai problemi di approvvigionamento energetico. “Decretare il raddoppio della Tap oggi appare come una decisione abnorme”, dice infatti l’ex ministro dell’Ambiente dei governi Conte 1 e Conte 2, Sergio Costa, a GEA. Per l’attuale deputato M5S e vicepresidente della Camera “rigassificatori, e le altre infrastrutture di distribuzione del gas, impegneranno l’Italia in maniera permanente mentre questa dovrebbe essere una fonte fossile di transizione. In questo modo – sottolinea – ci allontaniamo sempre di più dagli obiettivi fissati per contrastare la crisi climatica”.

Gas, accordo Italia-Libia da 8 miliardi. Meloni: “Passaggio storico”

Tenuto nascosto per motivi di sicurezza, il viaggio in Libia di Giorgia Meloni – accompagnata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani e quello dell’interno Matteo Piantedosi – si è materializzato in un gelido sabato di fine gennaio, pochi giorni dopo la missione in Algeria. Al centro di questo viaggio il tema energetico e la volontà di accelerare i tempi per fare diventare l’Italia l’hub energetico del Mediterraneo. A tripoli, infatti, la premier ha consolidato una partnership che, in concreto, poterà all’Italia circa 8 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Si tratta di un’intesa che è stata sottoscritta dall’Eni e dalla Noc (National Oil Corporation), ufficializzata da un comunicato della stessa Eni: “L’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, e l’amministratore delegato della National Oil Corporation (Noc), Farhat Bengdara, hanno siglato oggi un accordo per avviare lo sviluppo delle ‘Strutture A&E’, un progetto strategico volto ad aumentare la produzione di gas per rifornire il mercato interno libico, oltre a garantire l’esportazione di volumi in Europa. L’accordo è stato firmato alla presenza del Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e del primo ministro del governo di unità nazionale libico, Abdul Hamid Al-Dbeibah”.

L’accordo con la Libia, oltre che in chiave hub Mediterraneo, va inquadrato nella strategia della diversificazione dei fornitori energetici e dell’indipendenza dalla Russia. Ci vorranno circa tre anni perché le estrazioni di gas dal sito a 140 chilometri da Tripoli possano diventare ‘concrete’ ma l’intesa ha durata venticinquennale e quindi a lungo spettro: interessa due pozzi di gas off shore, chiamati rispettivamente “Struttura A” e “Struttura E”, scoperti nel 1970. Era dal 2000 che Italia e Libia non sviluppavano un progetto insieme e questo legame contribuirà alla stabilizzazione del Paese che faticosamente sta cercando un equilibrio dopo la scomparsa del colonnello Gheddafi avvenuta nel 2011.

La presidente del Consiglio ha definito questo accordo “storico” e consentirà di “diversificare le fonti energetiche, lavorare sulla sostenibilità, garantire energia ai libici e maggiori flussi all’Europa”. Per Meloni “La Libia è un partner fondamentale, che può contare sull’Italia nel processo di stabilizzazione politica, per il sostegno all’economia, per le infrastrutture. Una cooperazione a 360 gradi tra due nazioni che da sempre sono amiche”.

Energia, Plenitude: Possibile rateizzare bollette luce-gas del primo semestre

I clienti Plenitude, dal 1° febbraio, potranno chiedere la rateizzazione delle bollette di luce e gas relative al primo semestre 2023, con rate variabili in funzione dell’importo e senza l’applicazione di interessi e spese. Lo rende noto la società – che è una controllata di Eni – spiegando che l’agevolazione riguarda famiglie, condomini e piccole imprese.

L’iniziativa, si legge in una nota, “si pone in linea con quanto già fatto nel 2022”, ed è stata maturata “in considerazione delle difficoltà che i propri clienti potrebbero incontrare nel rispettare le scadenze delle bollette di energia elettrica e gas”. La possibilità di rateizzazione è stata concordata con i rappresentanti nazionali delle Associazioni del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU).

Plenitude è la Società Benefit di Eni che integra la produzione di energia 100% da fonti rinnovabili, la vendita di servizi energetici e un’ampia rete di punti di ricarica per veicoli elettrici. L’azienda fornisce attualmente energia a circa 10 milioni di clienti europei nel mercato retail con l’obiettivo di raggiungere entro il 2025 più di 11 milioni di clienti e di installare oltre 30.000 punti di ricarica per la mobilità elettrica. La Società prevede inoltre di superare i 6 GW di capacità installata da fonti rinnovabili entro il 2025, i 15 GW entro il 2030 e di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040. EFS

Proxigas: “La politica energetica deve essere ripensata”

Una maggiore efficienza energetica, attuata grazie a una nuova strategia nazionale per rendere il sistema italiano più resiliente sicuro e competitivo. Proxigas, associazione di riferimento del settore gas, non si fa trovare impreparata alla sua prima Assemblea pubblica e alla presenza dei maggiori stakeholder dell’energia illustra il suo position paper dal titolo ‘Prospettive e ruolo del sistema gas tra sicurezza e competitività a supporto della transizione energetica’. “L’abbassamento prezzi del gas (tornato ai livelli precedenti alla guerra in Ucraina) non deve farci perdere il senso di urgenza. Il prossimo inverno sarà il banco di prova“, sottolineato il presidente Cristian Signoretto. Partendo da questo assunto, quindi, Proxigas ritiene che vada valorizzato il sistema dei gas anche per salvaguardare il percorso di transizione energetica, e deve essere costruito un nuovo ruolo strategico per l’Italia come hub energetico europeo per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo. Il sistema dei ‘gas’, ovvero l’insieme di metano e dei gas rinnovabili, potrà garantire la flessibilità necessaria a gestire la variabilità insita nel processo di transizione energetica e consentirne la concreta attuazione. Per questo, sostiene l’associazione, serve investire nelle infrastrutture e nella produzione nazionale di gas, biometano ed idrogeno.

E’ d’accordo il ministro Gilberto Pichetto Fratin. “In questo momento storico di grandi conflitti e cambiamenti, la filiera del gas ha assunto una importanza strategica per il nostro Paese e il gas avrà sempre più importanza anche nel futuro”, spiega il titolare dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. “Il gas sarà l’ultima fonte fossile che abbandoneremo perché è la meno inquinante e sarà fondamentale nei prossimi anni per accompagnare il Paese nella transizione ecologica evitando di ricorrere, come sta accadendo altrove, a fonti più impattanti sull’ambiente come carbone e petrolio. Il gas fornisce al sistema energia quella cintura di sicurezza per le fonti rinnovabili che consentono – insieme – di raggiungere gli obiettivi sfidanti di transizione che abbiamo di fronte“.

Nei prossimi mesi, per gestire i fabbisogni energetici italiani in un contesto di evidente complessità, saranno necessariamente da privilegiare misure praticabili e tempestive ma, nel frattempo, è necessario pensare a una nuova politica energetica. Per Proxigas, la soluzione si articola in tre rami: rendere più resiliente il sistema energetico italiano – diversificandolo – per garantire la sicurezza delle forniture energetiche, indispensabile a sostenere lo sviluppo economico e sociale del nostro Paese; promuovere liquidità ed efficienza dei mercati energetici italiani per sostenere la competitività del nostro sistema produttivo ed offrire a tutti i consumatori prezzi accessibili; salvaguardare il percorso di transizione energetica, garantendone l’attuazione.

In Italia, la domanda di gas naturale nel 2021 è stata di circa 75 miliardi di metri cubi, soddisfatta solo per il 4% dalla produzione domestica – circa 3 miliardi di metri cubi, un quinto dei 17 miliardi di metri cubi prodotti nel 2000 – sebbene sul territorio nazionale e nelle relative acque territoriali siano stimate riserve di gas naturale per oltre 110 miliardi di metri cubi. Nel dettaglio per Proxigas, il nostro Paese vanta già la seconda capacità di produzione di biogas a livello europeo e potrebbe beneficiare di una spinta sostanziale alla conversione a biometano, in particolare agricolo, grazie a quanto previsto anche nel Pnrr, arrivando a disporre di circa 6 miliardi di metri cubi al 2030, pari a circa l’8% dell’attuale domanda gas nazionale. Tra i vettori molecolari l’idrogeno può garantire flessibilità al sistema energetico assorbendo l’overproduzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e decarbonizzare i settori ‘hard to abate’. Per questo, sarà da sviluppare in maniera sinergica ed integrata con l’infrastruttura elettrica nazionale, valorizzando anche l’infrastruttura gas. “Nell’attuale congiuntura internazionale ancora delicata, e di cui non si intravede ancora chiaramente una soluzione, deve prevalere il senso di responsabilità da parte di tutti e la determinazione a lavorare assieme per il paese nella consapevolezza che ciascuno, i decisori politici come i player economici, devono fare la propria parte per il bene dell’Italia“, chiosa il ministro Pichetto considerando il comparto “un alleato strategico per la crescita dell’Italia” di cui “difenderemo le ragioni anche in sede europea spingendo per eliminare rigidità normative“. “La strada è tracciata – promette – state pur certi che questa volta, nel Governo e nel Ministero troverete ascolto e una visione chiara per implementare un futuro green e sostenibile per l’Italia“.

Prezzi del gas ancora giù, bolletta verso taglio del 30-35%. Ma Arera resta prudente

Stoccaggi alti e meteo in miglioramento in Europa hanno rimandato sotto i 60 euro per megawattora il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam. Il contratto Ttf con scadenza febbraio 2023, crollato da lunedì, ha ceduto oltre un punto percentuale oggi terminando la seduta a 57,55 euro/Mwh. La quotazione del gas ad Amsterdam risente del forte “aumento nell’utilizzo di fonti di energia fossile a maggiore impatto emissivo, come il carbone”, spiegava al Sole 24 Ore il presidente di Proxigas, Cristian Signoretto, ma anche del boom dell’eolico in particolare in Germania, Paesi del Nord Europa e nella penisola Iberica. “Quella relativa ai prezzi è una buona notizia per le famiglie e le imprese che vedranno le bollette ridursi”, aggiungeva Signoretto. Infatti anche nel mercato italiano il prezzo del gas sta calando: è sceso a 66,182 euro per megawattora. La media di gennaio è così di 68,802 euro/Mwh, il 40% in meno rispetto alla media di dicembre. Una percentuale che ai primi di febbraio, in base al nuovo meccanismo di calcolo, spingerà Arera – l’autorità per l’energia – a ridurre le tariffe del metano nel mercato tutelato di un 30-35%. Una sensibile riduzione, che arriva dopo due mesi di rialzi (novembre e dicembre) legati alla risalita dei prezzi con i primi freddi invernali.

La riduzione “però non deve toglierci il senso di urgenza avuto fino ad ora. A questi prezzi l’Europa paga comunque l’energia un multiplo degli Stati Uniti e della Cina e l’energia è essenziale per sostenere sviluppo industriale, economico e sociale“, puntualizzava il presidente di Proxigas, l’associazione nazionale industriali gas nata dall’aggregazione fra Anigas e Igas, che oggi ha tenuto la sua assemblea. “Vedo un rilassamento complessivo sull’abbassamento dei prezzi e mi preoccupa perché la situazione non è risolta“, ha sottolineato Aurelio Regina, presidente del gruppo tecnico Energia di Confindustria, intervenendo all’evento di Proxigas: “Se nel 2023 dovesse venire a mancare il sostegno pubblico in termini di incentivi per la riduzione dei costi dei consumi noi ci troveremmo esattamente nella situazione del 2022“. “Siamo ancora nel problema, siamo certo in una fase migliore ma elementi di criticità all’orizzonte non mancano. Bisogna tenere una sana e prudente attenzione“, ha ribadito Stefano Besseghini, presidente Arera, perché “abbiamo minimizzato i problemi, ma non li abbiamo risolti e alcuni si presenteranno nelle prossime settimane”.

Rispetto ai timori di settembre però la situazione è migliorata. “Se continua così e se siamo fortunati dovremmo riuscire ad avere a marzo ancora disponibilità di stoccaggi di gas al 60-65%. Poi dovremo incominciare a riempirli e non avremo più il gas russo”, ha ricordato l’ad di Eni, Claudio Descalzi, davanti ai rappresentanti di Proxigas. “Il gas continua a crescere e se noi non siamo veloci questo gas avrà una richiesta sempre superiore e non avendolo lo pagheremo sempre di più. L’obiettivo di tornare a prezzi di 4-5 anni fa mi sembra difficilissimo, in quest’ottica“. La quotazione del gas ad Amsterdam o in Italia è in effetti ancora del 250% rispetto a gennaio 2021. “Difficilmente arriveremo a fine di quest’anno ai prezzi alti di sei mesi fa, i prezzi però resteranno alt. Credo però che in 2-3 anni, quando metteremo a punto tutte le infrastrutture ritorneremo a prezzi ragionevoli“, ha concluso l’ad di Edison, Nicola Monti.

Meloni in Algeria

Meloni in Algeria: obiettivo la messa a terra del Piano Mattei

Secondo giorno di visita in Algeria per Giorgia Meloni. L’obiettivo di questo viaggio strategico della premier è consolidare i rapporti con il Paese che, attualmente, è il nostro principale fornitore di gas, avendo soppiantato la leadership russa nel 2022. La presidente del Consiglio, che ieri sera ha cenato con il primo ministro algerino alla presenza dell’ad di Eni Claudio Descalzi, vuole mettere a terra il ‘Piano Mattei per l’Africa’ in maniera che l’Italia diventi l’hub Mediterraneo per la fornitura di energia agli altri partner europei, in particolare a Germania, Austria e Ungheria. Anche perché, proprio nel Mediterraneo, “viaggia la stragrande maggioranza dei nostri interessi nazionali. Questo per noi è un territorio cruciale“, sintetizza la premier parlando a bordo della nave Carabiniere della Marina militare ormeggiata ad Algeri.

L’intesa con l’Algeria, considerato uno Stato ormai affidabile, non si restringere solo al gas ma coinvolge anche altre fonti di energia pulita, a cominciare dall’idrogeno verde e dalla bioraffinazione. Non sarà facile passare dalla fase teorica a quella pratica, molti tasselli di questo complicatissimo mosaico devono trovare la loro giusta collocazione, però Meloni proprio con questa visita in Algeria dimostra di voler fare sul serio.

Del resto, il problema energetico è stato il nodo cruciale della Manovra e sarà il vero cruccio dei prossimi mesi. La presidente del Consiglio vorrebbe sganciarsi dalla Russia (che ci fornisce ancora il 16% del gas) entro due anni. Per questa ragione, oltre alla liaison fortissima con l’Algeria, verranno intensificati i rapporti con Mozambico, Egitto e Angola, per quanto riguarda il continente Africano; poi c’è l’Azerbaijan che già ci fornisce gas in arrivo in Puglia: e non a caso di si ragiona sul raddoppio del Tap. Infine c’è il discorso legato alla Libia, che potrebbe diventare un ‘cliente’ molto interessante nell’istante in cui all’interno del paese la situazione politica sarà definitivamente stabilizzata.

Il governo, insomma, si sta muovendo. Al netto della politica di espansione delle rinnovabili che a livello burocratico dovrebbe avere meno lacci e lacciuoli nell’immediato futuro. Intanto, però, Meloni tratta con Algeri: oggi è il secondo, importantissimo giorno di dialogo per tornare a Roma non a mani vuote.

Photo Credit: Palazzo Chigi