Al via produzione Nuova Jeep Compass a Melfi. Stellantis: “Impianto cruciale”

Il ceo Antonio Filosa lo aveva ribadito due giorni fa: “L’impegno di Stellantis con l’Italia non è in discussione” e “lo stiamo dimostrando con fatti concreti”. Alla vigilia delle presentazione dei conti trimestrali del gruppo, l’avvio della produzione della Nuova Jeep Compass a Melfi va proprio in questa direzione. Nel 2014 l’impianto è diventato il primo sito di produzione Jeep al di fuori del Nord America, producendo inizialmente la Renegade e successivamente la Compass, comprese le pionieristiche versioni ibride plug-in 4xe. Da allora, oltre 2,3 milioni di veicoli Jeep sono usciti dalle sue linee.

“Questo impianto, con i suoi oltre 30 anni di storia e 8,3 milioni di vetture prodotte ad oggi, gioca un ruolo di primo piano per le nostre attività italiane”, dice Antonella Bruno, Managing Director di Stellantis in Italia, durante l’evento che si è svolto proprio all’interno del sito per lanciare la produzione. “Quello che avevamo promesso in questo impianto lo abbiamo realizzato”, ha aggiunto. Il prossimo anno qui arriveranno anche un nuovo modello DS e la nuova Lancia Gamma, modelli che appartengono al segmento CSuv, che oggi in rappresenta il 25% delle vendite totali in Europa, “che garantiranno un futuro importante allo stabilimento”. Per il governatore della Regione Basilicata, Vito Bardi, l’avvio della produzione a Melfi“è un segnale di fiducia, di continuità e di prospettiva per l’intero territorio lucano”.

Le unità prodotte qui saranno commercializzate in 60 Paesi in tutto il mondo in Europa, Medio Oriente e Africa, Asia, Australia e Nuova Zelanda.

La decisione di portare la nuova Compass a Melfi “rafforza ulteriormente l’impegno di Jeep verso una produzione europea localizzata”, spiega Luigi Barbieri, Melfi Plant Manager di Stellantis. Importante, ha spiegato, sono “l’automazione all’avanguardia” e “le attività che facciamo per la sostenibilità, mettendo in evidenza il ruolo strategico di Melfi nella roadmap di riduzione delle emissioni”. Qui, grazie a una linea di assemblaggio ultra-flessibile, l’impianto è capace di adattarsi in tempo reale alla domanda del mercato, adeguando il mix di veicoli prodotti, fino al 100% Bev se necessario.

Per la Fiom-Cgil l’avvio della produzione “è indubbiamente una notizia positiva, ma che ancora non risponde in maniera definitiva alle richieste da noi avanzate nel corso degli ultimi mesi per dare risposte concrete ad un territorio che vive da anni una profonda crisi che coinvolge oltre al sito anche tutto l’indotto”, spiega il segretario nazionale, Samuele Lodi.  Anche per la Uilm si tratta di “un primo segnale di speranza per il futuro dello stabilimento“, ma “ci aspettiamo – dicono  Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, e Gianluca Ficco, Segretario nazionale e Responsabile del settore automotive – che Filosa traduca in fatti concreti gli impegni che si è assunto nell’ultimo incontro a Torino”.

Sul piatto, infatti, resta il tema della decarbonizzazione del settore e delle norme europee, “troppo rigide” e non in linea con il mercato, come ribadito più volte da Filosa e dagli stessi sindacati. La sfida dell’elettrificazione, ricorda Antonella Bruno, “nei termini in cui è stata posta, appare insostenibile perché gli obiettivi di decarbonizzazione sono disallineati rispetto alle dinamiche di mercato e dell’industria europea”. Il nostro Paese, assicura “è in prima linea in Europa per indirizzare al meglio queste sfide, ma molto è ancora da fare e il fattore tempo è tutt’altro che secondario. Abbiamo bisogno di regole chiare e pragmatiche”. 

 

Stellantis accelera su robotaxi: nuova collaborazione con Nvidia, Uber e Foxconn

Stellantis ha annunciato una nuova collaborazione con Nvidia, Uber Technologies, Inc. e Foxconn per esplorare insieme lo sviluppo e la futura implementazione di veicoli autonomi di livello 4 (cioè senza conducente) per i servizi di robotaxi in tutto il mondo. Questa iniziativa, si legge in una nota, che fa seguito all’accordo recentemente annunciato con Pony.ai per testare i veicoli autonomi in Europa, rappresenta un progresso significativo nella strategia globale di Stellantis in materia di robotaxi.

Insieme, queste due iniziative pongono Stellantis in una posizione strategica per svolgere un ruolo di rilievo nella transizione verso una mobilità autonoma sicura, efficiente e sostenibile. Di fatto, “l’intenzione delle aziende è unire i relativi punti di forza, come l’esperienza globale di Stellantis nell’ingegneria e nella produzione di veicoli, il software di guida autonoma e l’intelligenza artificiale di NVIDIA, le competenze di Foxconn nell’elettronica e nell’integrazione di sistemi, insieme alla leadership di Uber nelle operazioni di ride-hailing, per esplorare una nuova generazione di veicoli autonomi di livello 4”. 

La collaborazione si baserà sulle piattaforme AV-Ready di Stellantis, in particolare la K0 per i van di medie dimensioni e la Stla Small, gestite dall’architettura per veicoli autonomi Nvidia Drive Agx Hyperion 10, che integra il sistema operativo Nvidia DriveOS, certificato per la sicurezza, e la suite completa di software Nvidia Drive Av (Ndas), sviluppata appositamente per supportare l’autonomia di Livello 4. Le piattaforme AV-Ready di Stellantis sono progettate con la massima flessibilità per adattarsi a molteplici casi d’uso di mobilità commerciale e passeggeri.

Uber ha in programma di lanciare i veicoli autonomi di Stellantis in alcune città selezionate nel mondo, iniziando con 5.000 unità e con le prime attività operative negli Stati Uniti. La previsione è che i programmi pilota e i test aumentino nei prossimi anni, con l’inizio della produzione (SOP) previsto per il 2028.

Le piattaforme AV-Ready di Stellantis sono progettate per supportare le funzionalità di Livello 4 attraverso aggiornamenti tecnologici che integrano in modo efficiente tutti i componenti chiave, tra cui ridondanze di sistema, suite di sensori avanzati e calcolo ad alte prestazioni, in un’architettura flessibile e scalabile. Il risultato è una delle piattaforme più competitive del settore, ottimizzata per la sicurezza e l’affidabilità, e il costo totale di proprietà per gli operatori dei servizi. ”

La mobilità autonoma apre le porte a nuove scelte di trasporto più convenienti per i clienti. Abbiamo realizzato le piattaforme AV-Ready per soddisfare la crescente domanda e, insieme ai leader nei servizi di intelligenza artificiale, elettronica e mobilità, miriamo a creare una soluzione scalabile che offra una mobilità più intelligente, sicura ed efficiente per tutti”, ha dichiarato Antonio Filosa, ceo di Stellantis.

Per Dara Khosrowshahi, ceo di Uber, “Nvidia è la colonna portante dell’era dell’intelligenza artificiale e sta ora sfruttando appieno questa innovazione per abilitare l’autonomia di Livello 4 su larga scala, con Stellantis tra i primi a integrare la tecnologia Nvidia per l’implementazione su Uber. Siamo entusiasti di lavorare con Stellantis per portare migliaia dei loro veicoli autonomi ai conducenti di tutto il mondo”. Come spiega Jensen Huang, fondatore e ceo di Nvidia, “l’autonomia di livello 4 non è solo una pietra miliare per l’industria automobilistica, ma un salto di qualità nella capacità dell’intelligenza artificiale. Il veicolo diventa un robot, che vede, percepisce, pianifica e guida con precisione sovrumana. Combinando la scala globale di Stellantis con Nvidia Drive e l’integrazione dei sistemi di Foxconn, stiamo creando una nuova classe di flotte di robotaxi appositamente costruite, rendendo i trasporti più sicuri, più accessibili e più convenienti per tutti”.

La mobilità autonoma, conclude Young Liu, presidente di Foxconn, “è una priorità strategica all’interno del programma EV di Foxconn. Le partnership strategiche e i punti di forza di Nvidia, Stellantis e Uber accelerano l’implementazione della tecnologia robotaxi di livello 4, con Foxconn che fornisce HPC e integrazione di sensori per consentire un’implementazione globale”.

Le vendite di auto in Ue aumentano a settembre per il terzo mese consecutivo

Le immatricolazioni di auto nuove nell’Ue, sempre sostenute dai modelli ibridi, sono aumentate del 10% a settembre rispetto all’anno precedente, terzo mese consecutivo di crescita dopo il netto calo di giugno, secondo i dati pubblicati martedì dall’associazione dei costruttori Acea.

Nel solo mese di settembre, nei 27 paesi dell’Ue sono stati venduti circa 888.700 veicoli nuovi, il 10% in più rispetto a settembre 2024. Nei primi nove mesi, il numero di immatricolazioni ha raggiunto poco più di 8 milioni, con un aumento dello 0,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Le auto ibride rimangono le più popolari tra gli acquirenti europei e rappresentano il 34,7% delle vendite totali nel periodo da gennaio a settembre. Sono stati venduti quasi 2,8 milioni di veicoli ibridi nuovi (+16,4% rispetto allo stesso periodo del 2024). E quasi 723.000 ibridi ricaricabili (+31,1%), che ora rappresentano il 9% delle immatricolazioni totali nell’Ue, contro il 6,9% di un anno fa. Gli ibridi ricaricabili hanno un motore a benzina e una batteria di dimensioni modeste che si collega per ricaricarla.

Le auto elettriche vedono crescere la loro quota, raggiungendo il 16,1% delle vendite nel periodo, contro il 13,1% alla fine di settembre 2024. Una percentuale tuttavia “ancora inferiore al ritmo attualmente richiesto per la transizione”, osserva l’associazione dei costruttori europei. La scorsa settimana l’Acea ha nuovamente chiesto una “ricalibrazione pragmatica” della normativa europea, che prevede il divieto di vendita di auto nuove termiche e ibride dopo il 2035.

Tre dei quattro principali mercati nazionali dell’Ue hanno registrato un aumento delle immatricolazioni di veicoli completamente elettrici nei primi nove mesi: +38,3% in Germania, +12,4% in Belgio e +3,9% nei Paesi Bassi. In Francia hanno registrato un leggero calo (-0,2%), ma hanno recuperato nel solo mese di settembre (+11,2%).
Le vendite totali di veicoli elettrici nuovi hanno raggiunto 1,3 milioni di unità in nove mesi, il 24% in più rispetto ai primi nove mesi del 2024. La quota di vendite di auto nuove con motore a benzina o diesel continua a diminuire, attestandosi al 37% alla fine di settembre, contro il 46,8% di un anno prima.

Nei primi 9 mesi dell’anno in Italia sono state vendute 1.167.995 autovetture, in calo del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando le immatricolazioni erano state 1.202.483. Le ibride plug in hanno registrato la crescita maggiore: +72,6% con 68.871 immatricolazioni rispetto alle 38.895 dei primi 9 mesi del 2024. Le elettriche a batteria crescono del 26,6% con 61.055 auto vendute, a fronte delle 48.218 dei primi nove mesi del 2024. Aumentano anche le ibride elettriche (+9,2%). Calano, invece, le auto a benzina (-16,6%) e a diesel (-31,7%).

Il Gruppo Volkswagen, primo costruttore europeo, ha venduto 241.368 auto nel settembre 2025 (+11,1% su base annua) e 2,214 milioni di unità nei primi nove mesi (+4,8%), pari al 27,5% della quota di mercato totale (rispetto al 26,5% di un anno prima).
Il numero due, Stellantis, ha aumentato le vendite del 10,5% a settembre, raggiungendo le 133.305 unità, trainato dai marchi Citroën e Fiat, ma le vendite sono diminuite del 7,2% nei primi nove mesi (a 1,276 milioni). Rappresenta il 15,8% del mercato delle auto nuove nei nove mesi, contro il 17,2% di un anno prima.

Le vendite del Gruppo Renault hanno registrato un aumento del 14,4% a settembre su base annua (con un +27,6% solo per il marchio Dacia), raggiungendo le 100.817 unità, e del 6,6% nei nove mesi (+6,9% per il marchio Renault), con circa 915.000 auto nuove. Ciò rappresenta l’11,4% del mercato, contro il 10,7% alla fine di settembre 2024. Tesla continua a registrare un calo (-18,6% nel mese e -38,7% nei nove mesi, con circa 111.000 veicoli).

Auto, Filosa striglia l’Ue: “Il vero problema non è la Cina, ma le regole di Bruxelles”

“La nostra parte la stiamo chiaramente facendo. Abbiamo bisogno della seconda parte. Abbiamo bisogno di un’urgente revisione delle regolamentazioni a Bruxelles”. L’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ospite della puntata di ‘Cinque minuti’ di Bruno Vespa, torna a strigliare l’Europa e lo fa puntando il dito contro le regole ancora troppo “restrittive” che “devono essere urgentemente” riviste. Un ragionamento, quello del ceo, che ricalca gli annunci fatti la scorsa settimana in occasione dell’incontro con i sindacati a Mirafiori, a cui aveva chiesto collaborazione proprio per fare pressione su Bruxelles, affinché la normativa torni a riflettere “la realtà del mercato” per “restituire ai clienti europei la libertà di scegliere la macchina che vogliono, come negli Stati Uniti”.

E la differenza tra la due sponde dell’Atlantico, dice a Vespa, è proprio questa. Negli Usa, “un mercato che esprime 16 milioni di vetture vendute all’anno” spiega, “abbiamo annunciato un investimento di 13 miliardi di dollari in 4 anni”. Qui, infatti, “la nuova amministrazione hanno trasformato le regole con un pragmatismo unico e rapidissimo e quindi hanno restituito agli americani la scelta di comprare la vettura che vogliono. In Europa le regole sono ancora restrittive e devono essere urgentemente” riviste.

Quattro le richieste lanciate da Stellantis all’Ue. La prima, rimarca Filosa, “è aprire al concetto di neutralità tecnologica”. La seconda è quella di puntare al rinnovamento del parco circolante. In Europa oggi, spiega, “ci sono 256 milioni di vetture; 150 milioni hanno più di 12 anni, quindi inquinano di più di quelle moderne”. Inoltre, il gruppo chiede un focus specifico sulle vetture piccole “per le quali l’Italia è il leader mondiale e la quarta cosa, abbiamo bisogno che i target sui veicoli commerciali siano modificati urgentemente perché sono irraggiungibili”. 

Il vero problema, insomma, non sono i costruttori cinesi “per quanto agguerriti nella loro concorrenza”, ma le regolamentazioni “che partono da Bruxelles, che non sono realistiche e che stanno indebolendo quello che di meglio abbiamo, ovvero l’industria automobilistica europea ed italiana. Se cambiano queste regolamentazioni, noi abbiamo di tutto per tornare a quello che eravamo prima: design, innovazione, tecnologia, progettualità”. 

Ma i target previsti nel nostro Paese restano quelli annunciati nei mesi scorsi. L’impegno di Stellantis con l’Italia “non è in discussione”, assicura, perché “è al centro del progetto strategico che abbiamo del nostro futuro. E lo stiamo dimostrando con fatti concreti”. Mercoledì, infatti, sarà lanciata la Jeep Compass a Melfi in Basilicata e fra un mese  la Fiat 500 ibrida a Mirafiori a Torino. Progetti che non prevedono “ridimensionamenti”, anzi:  “il nostro piano – dice Filosa – assegna a ciascuno stabilimento in Italia una chiara missione produttiva, per tutte le fabbriche, senza nessuna esclusione. Noi stiamo investendo 2 miliardi di euro in un anno solo in Italia, stiamo acquistando 6 miliardi di euro in componenti e servizi da fornitori tutti italiani. Stiamo facendo la nostra parte”. 

Certo, a pesare sulla competitività italiana – che comunque “su alcuni fattori è assolutamente imbattibile” –  è anche il costo dell’energia. “Nel 2024 – spiega Filosa – in Spagna 1 MW ci costa dai 70 agli 80 euro. In Italia nello stesso anno la stessa quantità di energia costa più del doppio, 182 euro”. Ecco perché “stiamo parlando col governo italiano, sono ricettivi, stiamo intrattenendo con loro un dialogo costruttivo, speriamo di arrivare a conclusioni favorevoli”.

Stellantis, Filosa incontra i sindacati: “Piano Italia confermato, Paese resta strategico”

“Oggi con voi voglio ribadire con fermezza il nostro impegno nei confronti dell’Italia, un Paese al centro della nostra visione strategica. Il Piano Italia è solido e confermato. Sta rispettando le tempistiche annunciate: lo dimostrano i prossimi lanci della Fiat 500 ibrida, la cui produzione inizierà a novembre a Mirafiori, e della nuova Jeep Compass che inizieremo a produrre nelle prossime settimane a Melfi”. Lo ha detto il ceo di Stellantis, Antonio Filosa, durante l’incontro con i sindacati che si sta svolgendo a Mirafiori. Insieme all’amministratore delegato partecipano, per il gruppo, anche Emanuele Cappellano (Head of Enlarged Europe and European Brands), Xavier Chereau (Human Resources) e Giuseppe Manca (responsabile delle Relazioni istituzionali e delle Risorse umane di Stellantis Italia). Per i sindacati partecipano Ferdinando Uliano e Stefano Boschini della Fim, Michele De Palma e Samuele Lodi della Fiom, Antonio Spera e Circo Marino di Uglm, Roberto Di Maulo e Sara Rinaudo per la Fismic, Rocco Palombella e Gianluca Ficco della Uilm, Giovanni Serra e Fabrizio Amante per Aqcfr.

Nel corso dell’incontro, Filosa, ha chiesto il supporto dei sindacati e di “tutti gli stakeholder” per fare pressione sull’Ue. “Serve rivedere la regolamentazione europea – ha spiegato – che non tiene in debito conto della realtà del mercato e del contesto industriale. Questo obiettivo è collettivo: stiamo lavorando intensamente con l’Acea e direttamente con la Commissione Europea, ma per fare tutto questo abbiamo bisogno del supporto di tutti gli stakeholder, e in particolare delle organizzazioni sindacali di tutte le aree in cui operiamo, a partire da voi qui in Italia dove abbiamo un grande piano che si chiama Piano Italia”.

“Aver imposto obiettivi così stringenti in un così breve lasso di tempo – ha detto Filosa – ha spiazzato sia la domanda che l’offerta. Dobbiamo cambiare le regole per riuscire a offrire ai nostri clienti l’intera gamma di veicoli che desiderano e che possono acquistare: solo così sarà possibile rilanciare la produzione. Per raggiungere questo obiettivo, serve aprire al concetto di neutralità tecnologica, servono misure che incoraggino il rinnovo del parco auto, serve sostenere il segmento delle piccole auto, serve rivedere i target imposti sui veicoli commerciali, che non sono raggiungibili”.

Ferrari presenta il primo modello elettrico: autonomia di 530 km. Prime consegne a fine 2026

(Copyright foto: Ferrari S.p.a)

Frutto di un lungo percorso di ricerca tecnologica nel campo dell’elettrificazione iniziato con le prime soluzioni ibride derivate dalla Formula 1 del 2009, Ferrari ha svelato il suo primo modello elettrico, le cui consegne inizieranno alla fine del 2026. Un progetto con il quale “affermiamo ancora una volta la nostra volontà di progredire”, ha detto il presidente John Elkann, durante il Capital Markets Day.

Il progetto è ora pronto per la produzione e integra oltre 60 soluzioni brevettate. Per la prima volta, il telaio e la scocca impiegano il 75% di alluminio riciclato, contribuendo a una riduzione di ben 6,7 tonnellate di CO2 per ogni vettura realizzata.

Il modello elettrico è capace di raggiungere i 100 km in appena 2,5 secondi e ha una velocità massima di 310 Km/h, con un’autonomia di 530 km.

L’architettura della vettura prevede sbalzi ridotti, una posizione di guida avanzata vicina all’asse anteriore e un’integrazione totale della batteria nel pianale. I moduli sono installati tra gli assi anteriore e posteriore, con l’85% concentrato nel punto più basso possibile, a beneficio del baricentro e della dinamica di guida. La Ferrari elettrica, infatti, beneficia di un’altezza del baricentro inferiore di 80 mm rispetto a un equivalente modello Ice.

Al posteriore, Ferrari introduce per la prima volta un sottotelaio meccanico smorzato, progettato per ridurre rumore e vibrazioni percepite in abitacolo, mantenendo al contempo rigidezza e dinamica di guida ai livelli attesi da una vettura di Maranello. La terza generazione della sospensione attiva a 48 V già introdotta su Purosangue e perfezionata su F80 migliora ulteriormente comfort, controllo e dinamica veicolo, distribuendo le forze in curva in modo ottimale.

La prima Ferrari elettrica è equipaggiata con due assali elettrici progettati e prodotti interamente in-house, ciascuno con due motori sincroni a magneti permanenti e rotori Halbach, derivati dalla tecnologia F1 e industrializzati per la produzione di serie. L’assale anteriore sviluppa una densità di potenza di 3,23 kW/kg con un’efficienza del 93% alla massima potenza, mentre quello posteriore raggiunge i 4,8 kW/kg con gli stessi valori di efficienza. L’inverter anteriore, completamente integrato nell’assale, genera una potenza di 300 kW e pesa solo 9 kg.

I motori sincroni a magneti permanenti che equipaggiano gli assali sono stati sviluppati spingendo al limite la tecnologia attuale. E’ estremamente compatto e ad altissime prestazioni, con tecnologia derivata dal mondo racing, ma industrializzata con processi tali da renderlo applicabile sia sulle vetture elettriche Ferrari sia sull’assale anteriore della Supercar F80, da cui trae origine.

La batteria, progettata e assemblata a Maranello, raggiunge una densità energetica di quasi 195 Wh/kg – la più alta tra le vetture elettriche – e adotta un sistema di raffreddamento che ottimizza la distribuzione termica e le prestazioni. E’ stata progettata per essere smontabile e riparabile in caso di necessità.

Tre modalità di guida – Range, Tour e Performance – configurano la strategia energetica, la potenza disponibile e la trazione. I paddle al volante permettono di modulare coppia e potenza su cinque livelli progressivi, offrendo una sensazione di accelerazione graduale e coinvolgente

La Vehicle Control Unit aggiorna i parametri dinamici 200 volte al secondo, gestendo in modo predittivo sospensioni, trazione e sterzo, per garantire agilità, stabilità e precisione senza pari. Infine, il suono – elemento distintivo di ogni Ferrari – è stato sviluppato valorizzando le caratteristiche uniche del propulsore elettrico. Un sensore ad alta precisione cattura le vibrazioni meccaniche dei componenti e le amplifica, creando un’esperienza sonora autentica che comunica la dinamica di guida e restituisce feedback diretto al pilota.

All’inizio del 2026 ci sarà un’anticipazione del design degli interni. In primavera il viaggio di scoperta della Ferrari elettrica culminerà con la World Premiere.

Mercato dell’auto europeo cresce ad agosto. Ma in Italia è a -2,7%

Le immatricolazioni di auto nuove nell’Ue hanno continuato a crescere in agosto (+5,3% su base annua), dopo un rimbalzo in luglio (+7,4%). Lo scorso mese sono stati venduti circa 678.000 veicoli, contro i circa 643.000 di agosto 2024. Il mercato dei 27 rimane tuttavia stagnante nei primi otto mesi dell’anno (-0,1%). Secondo i dati diffusi dall’Acea, l’associazione europea dei costruttori di automobili, nello stesso mese nell’Europa Occidentale (Ue + Efta + Regno Unito) sono state immatricolate 791.349 auto, in crescita del 4,7%% rispetto ad agosto 2024.

Nei Paesi Ue, le auto ibride rimangono le più popolari tra gli acquirenti, con il 34,7% delle immatricolazioni nel periodo da gennaio ad agosto. Le ibride ricaricabili hanno rappresentato l’8,8% del mercato. Benzina e diesel continuano a registrare un calo, rappresentando insieme il 37,5% del mercato, contro il 47,6% di agosto 2024.

Il numero di veicoli a benzina venduti in Europa tra gennaio e agosto è diminuito del 19,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È in Francia che il calo è stato più marcato nei primi otto mesi del 2025, con un crollo del 33,5% delle vendite. Gli acquisti di auto diesel sono diminuiti del 25,7% nello stesso periodo.

La quota delle auto elettriche si è mantenuta al 15,8% del mercato nei primi otto mesi dell’anno, “un ritmo ancora inferiore a quello richiesto in questa fase della transizione”, mentre le vendite di questo tipo di motorizzazione in Europa dovrebbero raggiungere il 100% nel 2035. Le immatricolazioni di veicoli elettrici nell’Ue sono aumentate del 30,2% tra agosto 2024 e agosto 2025 e del 24,8% nei primi otto mesi dell’anno.

Ad agosto in Italia sono state immatricolate 3.298 auto elettriche a batteria, in aumento del 27,3% rispetto alle 2.590 immatricolate ad agosto 2024. Le ibride plug in vendute sono state 4.669, in crescita del 94,7% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (erano 2.398). Crescono anche le ibride elettriche: nello scorso mese ne sono state immatricolate 30.415, registrando una crescita dell’8,9% rispetto ad agosto 2024 (erano 27.932). Calano, invece, le immatricolazioni di auto a benzina: sono state 16820, in calo del 13,9% rispetto al 2024 (erano 19.530). Cala del 40,2% anche il diesel: 5.634 auto registrate ad agosto, a fronte delle 9.416 dello stesso mese dello scorso anno. Complessivamente, nel nostro Paese, ad agosto sono state immatricolate 67.322 auto, in calo del 2,7% rispetto alle 69.160 registrate nello stesso mese dello scorso anno.

Per quanto riguarda i costruttori, le vendite di Stellantis (Peugeot, Citroën, Fiat, Jeep…) sono aumentate del 3,4% tra agosto 2024 e 2025. Le vendite dell’americana Tesla continuano a calare (-36,6% su base annua), mentre quelle della cinese Byd sono triplicate (+201,3% in un anno, +244% dall’inizio del 2025), anche se restano molto marginali (circa 9.000 veicoli venduti nell’Ue ad agosto).

Per Anfia, i dati di agosto parlano di un mercato “stagnante”. “L’Europa ha urgente bisogno di adottare una vera strategia di decarbonizzazione”, dice il presidente, Roberto Vavassori perché “l’immobilismo dell’Unione a fronte delle sfide dell’automotive rischia di causare danni irreversibili. Non possiamo più attendere: è necessario passare dalle parole ai fatti perché l’industria sta già pagando un prezzo altissimo – complessivamente, tra costruttori e componentisti, sono andati persi più di 100mila posti di lavoro”.

Stellantis appoggia l’Ue sulle piccole e-car: “Ora trasformare ambizione in azione”

“Stellantis accoglie con grande favore l’annuncio della presidente von der Leyen relativo a un’iniziativa per la promozione di auto piccole e convenienti in Europa. Auto piccole e convenienti significano aria più pulita, strade più sicure, aumento della produzione industriale e decarbonizzazione più rapida”. Lo afferma il gruppo, commentando l’annuncio della presidente della Commissione europea, durante il suo discorso sullo Stato dell’Unione in plenaria a Strasburgo. Von der Leyen ha parlato di una collaborazione con l’industria nell’ambito di una iniziativa “per le auto elettriche piccole ed economiche”, che siano “pulite, efficienti e leggere”, ma anche accessibili per le persone”.  Auto, ha ricordato von der Leyen, che devono essere “costruite in Europa, con catene di fornitura europee. Perché non possiamo permettere alla Cina e ad altri di conquistare questo mercato”

Ma oggi l’Europa, dice Stellantis, “si trova ad affrontare una sfida: le auto piccole e convenienti (con un prezzo inferiore a 15.000 euro) sono quasi scomparse dal mercato, con un conseguente forte calo della produzione (da 1 milione di unità e 49 modelli disponibili sul mercato nel 2019 a meno di 100.000 unità e un solo modello nel 2025) e un parco auto sempre più vecchio che circola sulle strade europee”.

Inoltre, “l’eccessiva regolamentazione ha fatto aumentare i costi, rendendo quasi impossibile la produzione redditizia di queste auto”.
Ecco perché, per Stellantis, l’iniziativa della presidente von der Leyen “è sia visionaria che urgente. Ora è il momento di trasformare l’ambizione in azione”. Da qui una serie raccomandazioni presentate dal gruppo, a partire dai supercrediti per i piccoli veicoli elettrici a batteria (BEV), per “adeguare la regolamentazione che favorisce i veicoli elettrici a batteria di grandi dimensioni e premiare quelli con un impatto ambientale minore”. Inoltre, il gruppo chiede una regolamentazione semplificata: “eliminare i vincoli inutili per migliorare l’accessibilità economica senza compromettere la sicurezza e la connettività”. Infine, come già ribadito da Stellantis in passato, si chiede la creazione di “una nuova categoria di auto piccole europee: ispirata al concetto giapponese di kei-car, ma con un design e un fascino europei, costruita su piattaforme comuni per garantire scalabilità e competitività”. Per il gruppo, infatti, “non si tratta solo di automobili, ma di garantire che nessun europeo venga lasciato indietro nella transizione verso la mobilità verde. Stellantis non vede l’ora di continuare a plasmare il futuro della mobilità europea”.

Trump riduce al 15% i dazi doganali sulle automobili giapponesi. Tokyo: “Attuazione fedele dell’accordo”

Il presidente americano Donald Trump ha firmato un decreto che riduce i dazi doganali sulle automobili giapponesi al 15%, invece del 25% applicato finora, e prevede che quelli applicati alla maggior parte dei prodotti giapponesi non superino questa nuova aliquota. Queste sovrattasse entreranno in vigore sette giorni dopo la pubblicazione del nuovo decreto nella Gazzetta ufficiale americana, che non è ancora avvenuta, e confermano l’interpretazione che il governo giapponese aveva dato dell’accordo firmato con Washington a luglio.

Tokyo ha accolto con favore il decreto, con il segretario generale del governo Yoshimasa Hayashi che lo ha definito “l’attuazione fedele e concreta dell’accordo” concluso tra i due paesi, che prevede un tetto massimo del 15% dei dazi doganali per la maggior parte dei prodotti giapponesi esportati negli Stati Uniti, mentre quelli già soggetti a una sovrattassa superiore a questo limite vedranno le loro aliquote invariate. Alcuni settori, come l’aeronautica, le materie prime non disponibili negli Stati Uniti o i farmaci generici, sono esenti da questa aliquota del 15%, precisa il decreto.

Con l’imposizione di una sovrattassa del 15% sulle automobili, contro il 25% applicato alla maggior parte dei veicoli che entrano negli Stati Uniti, il Giappone ottiene un trattamento simile a quello concesso all’Unione Europea.

Il documento, pubblicato sul sito della Casa Bianca, chiarisce i dubbi sulle condizioni dell’accordo firmato alla fine di luglio tra Tokyo e Washington. Il governo giapponese assicurava che quest’ultimo prevedeva un’aliquota massima del 15%, simile a quella firmata successivamente tra Washington e Bruxelles, mentre gli Stati Uniti sostenevano che questo 15% si aggiungesse invece ai dazi doganali già esistenti sui vari prodotti giapponesi. Il decreto conferma quindi la versione di Tokyo.

Firmato il 22 luglio, l’accordo prevede alcune contropartite da parte delle imprese giapponesi, in particolare attraverso investimenti per un importo di “550 miliardi di dollari”, di cui “il 90% dei profitti generati rimarrà negli Stati Uniti”, aveva assicurato il presidente americano. Nonostante la firma dell’accordo, Washington ha tardato a pubblicare il decreto che lo formalizza, suscitando l’inquietudine del governo giapponese. Il negoziatore incaricato dei dazi doganali si è quindi recato giovedì nella capitale americana per spingere Donald Trump a firmare il testo, sei settimane dopo la fine dei negoziati. “È necessario che gli Stati Uniti pubblichino un decreto presidenziale il prima possibile per modificare i dazi doganali reciproci e ridurre le sovrattasse sulle automobili e sui ricambi automobilistici”, aveva dichiarato Ryosei Akazawa prima del suo viaggio.

Tuttavia, alcuni punti rimangono in sospeso, in particolare per quanto riguarda gli investimenti giapponesi annunciati da Trump: secondo Tokyo, infatti, si tratterà principalmente di prestiti e garanzie. Oltre a questi investimenti, il Giappone si è anche impegnato ad acquistare “otto miliardi di dollari di prodotti americani”, senza specificare un calendario, e i due paesi devono studiare le condizioni di acquisto del gas naturale liquefatto (GNL) proveniente dall’Alaska. Infine, Tokyo ha promesso di acquistare “aerei commerciali di fabbricazione americana, in particolare 100 Boeing”, secondo la Casa Bianca, nonché di “revocare le restrizioni di lunga data” che impedivano l’accesso delle automobili americane al mercato giapponese. L’accordo non prevede invece alcuna modifica dei dazi doganali americani applicati all’acciaio e all’alluminio, che sono ora pari al 50%. Il Giappone sta cercando allo stesso tempo di diversificare i propri mercati: il 29 agosto Tokyo si è impegnata a investire 68 miliardi di dollari in India, con cui ha concordato di approfondire le relazioni sia commerciali che in materia di sicurezza.

auto elettriche

A luglio cresce il mercato auto Ue. In Italia +83,2% le vendite di ibride plug in

Cresce il mercato dell’auto nell’Unione europea. Nei primi sette mesi dell’anno le immatricolazioni di nuove auto sono diminuite dello 0,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ciononostante, le immatricolazioni di luglio su base annua sono aumentate del 7,4%. Lo rende noto Acea, l’associazione europea dei costruttori di automobili.

A luglio la quota di mercato delle auto elettriche a batteria nell’Unione europea si è attestata al 15,6%, in aumento rispetto al minimo del 12,5% registrato a luglio 2024. Le immatricolazioni di auto ibride elettriche continuano a crescere, conquistando il 34,7% del mercato e rimanendo la scelta preferita dai consumatori dell’Ue. Nel frattempo, la quota di mercato combinata delle auto a benzina e diesel è scesa al 37,7%, rispetto al 47,9% registrato nello stesso periodo del 2024.

Tre dei quattro mercati più grandi dell’Ue, che rappresentano oltre il 60% delle immatricolazioni di auto elettriche a batteria, hanno registrato incrementi: Germania (+38,4%), Belgio (+17,6%) e Paesi Bassi (+6,5%). La Francia, invece, ha registrato un calo del 4,3%, nonostante un aumento positivo del 14,8% su base annua a luglio 2025. I dati di luglio 2025 mostrano anche un aumento delle immatricolazioni di nuove auto ibride-elettriche nell’Ue, che hanno raggiunto quota 2.255.080 unità, trainate dalla crescita nei quattro mercati principali: Francia (+30,5%), Spagna (+30,2%), Germania (+10,7%) e Italia (+9,4%). I modelli ibridi-elettrici rappresentano il 34,7% del mercato totale dell’Ue. Nello stesso periodo, le immatricolazioni di Auto elettriche ibride plug-in hanno raggiunto le 561.190 unità. Questo risultato è stato trainato dall’aumento dei volumi in mercati chiave come Spagna (+94,5%) e Germania (+59,2%), ma anche in Italia (+60,3%). Di conseguenza, le auto elettriche ibride plug-in rappresentano ora l’8,6% delle immatricolazioni di auto nell’Ue, in aumento rispetto al 6,9%. La variazione su base annua di luglio 2025 ha mostrato un aumento del 39,1% per le elettriche a batteria e del 14,3% per le elettriche ibride, mentre le elettriche ibride plug-in hanno registrato il quinto mese consecutivo di forte crescita continua con un aumento del 56,9%.

Nel nostro Paese a luglio le immatricolazioni di auto ibride plug in sono state 8798, in aumento dell’83,2% rispetto allo stesso mese del 2024. Crescono anche le elettriche a batteria: 5864 quelle immatricolate a luglio, a fronte delle 4263 dello stesso mese del 2024 (+37,6%). Anche le ibride elettriche sono in crescita: 52496 quelle immatricolate lo scorso mese, in aumento del 5,3% rispetto a luglio 2024. Calano, invece, le auto a benzina: -22,4% rispetto a luglio 2024.

“I dati del cumulato 2025 mostrano un mercato auto europeo sostanzialmente piatto, ancora distante dai volumi pre-Covid e incapace di svecchiare un parco circolante che ha ormai un’età media di 12,5 anni – afferma Roberto Vavassori, Presidente di Anfia – Questa situazione pregiudica un sano rinnovo del parco veicolare che, da un lato, ridurrebbe in modo significativo le emissioni di CO2 e, dall’altro, darebbe nuova linfa occupazionale all’industria europea, oggi in costante perdita di posti di lavoro”.