Scopel (Clivet): “Clivet Smart Living, elemento intelligente per gestire l’energia”

“Abbiamo una novità di prodotto: si tratta della nuova versione della soluzione per l’accumulo di energia elettrica, principalmente pensato per ambito residenziale. Infatti fa parte di una nostra proposta, Clivet Smart Living, che appunto prevede una soluzione sì per portare comfort agli occupanti, ma soprattutto con un occhio di riguardo all’efficienza energetica e al diventare sempre più indipendenti energeticamente, ha dichiarato a Gea Luca Scopel, Product Manager Digital Solutions di Clivet Spa.

“Restando alla novità di prodotto che abbiamo qui, è una gamma completa di soluzioni pensata per l’accumulo di energia elettrica in accoppiamento al sistema fotovoltaico – ha poi approfondito –. Una soluzione disponibile per impianti monofase, per impianti trifase, modulare, che ci permette di andare a fornire la giusta potenza con la giusta capacità a chi, appunto, necessita di avere un valido supporto per andare a ridurre quello che è l’impatto energetico e quello che è appunto uno strumento volto ad aumentarne l’efficienza e l’autonomia energetica. Fa parte di un pacchetto più ampio. Infatti noi, come Clivet Smart Living, abbiamo un elemento centrale che è un coordinatore di impianto Control 4 Energy e di fatto è un dispositivo che ci permette di andare a gestire non solo il comfort degli occupanti delle persone, però coordina proprio il flusso energetico a partire dal sistema di accumulo per arrivare appunto ad efficientare meglio anche la pompa di calore”.

“L’uso dell’energia deve essere fatto in modo intelligente e su questo siamo supportati da soluzioni come Clivet Smart Living, che ci permette di avere un elemento intelligente che sa gestire l’energia giusta per fornire il giusto contributo a quelli che sono gli occupanti”, ha concluso Scopel.

Cattaneo (Manni Energy): “Impegno concreto su efficientamento per ridurre sia costi sia emissioni”

Key– The Energy Transition Expo si conferma anche quest’anno uno dei principali appuntamenti dedicati all’innovazione nel settore energetico. Tra le realtà presenti anche Manni Energy, società del Manni Group attiva nello sviluppo di soluzioni per l’efficienza energetica e la transizione sostenibile.

“Le novità che portiamo a Key riguardano innanzitutto una forte verticalizzazione sulla parte dei servizi di advisory nel mondo del fotovoltaico – ha spiegato ai microfoni di Gea Michele Cattaneo, direttore generale di Manni Energy e Mobility manager di Manni Group –. Assistiamo i clienti nell’ambito dell’owner engineering e della direzione lavori, con l’obiettivo di garantire da una parte un efficientamento della committenza sugli Epc e dall’altra mantenere un elevato livello di qualità e controllo sull’operato degli installatori”.

Accanto ai servizi di consulenza tecnica, l’azienda sta ampliando la propria offerta anche sul fronte delle tecnologie per la gestione dell’energia. “Un’altra importante novità è quella legata allo storage. Abbiamo messo a terra un’offerta di ‘Storage-as-a-service’ che permette oggi di fare arbitraggio energetico sullo stesso impianto e che a breve, ci auguriamo, potrà includere anche la valorizzazione dei servizi di flessibilità sui mercati dei servizi di dispacciamento”.

Secondo Cattaneo, il tema dell’efficienza energetica deve essere interpretato in una prospettiva più ampia rispetto alla sola riduzione dei costi. “L’efficientamento non significa solo abbattere le spese energetiche, ma anche ridurre le emissioni. Si tratta quindi di un impegno concreto verso i requisiti e gli indirizzi della comunità europea in materia di decarbonizzazione”.

Nonostante le complessità del contesto energetico, la direzione del mercato appare chiara. “La domanda rimane e la traiettoria è quella tracciata negli anni precedenti. Le aziende serie con cui ci piace lavorare – e che rappresentano anche la linea che seguiamo come Manni Group – continuano a perseguire la riduzione delle emissioni in linea con obiettivi strutturati, come quelli previsti dal framework dei Science Based Targets”.

Dellomonaco (City Green Light): “Città come ecosistemi smart a beneficio dei cittadini”

“City Green Light oggi è il primo operatore italiano nella gestione degli impianti di illuminazione pubblica. Gestiamo circa 350 comuni e 1 milione di punti luce, e quindi i cittadini ai quali, diamo il nostro servizio sono circa 6 milioni, che siamo al 10% dei cittadini in Italia. La nostra visione è quella di rendere le città un ambiente confortevole per i cittadini e, confortevole, significa anche creare valore condiviso. Valore condiviso, quindi, significa avere impatti ambientali e impatti sul sociale. Però la nostra visione oggi va oltre quella che è l’illuminazione pubblica, ed è quella di vedere le città come degli ecosistemi dove sono integrati sia gli impianti a servizio dei cittadini, ma anche i cittadini stessi, quindi creare benefici per i cittadini”. Così, intervistato da GEA, Marco Dellomonaco, corporate affairs director di City Green Light, in occasione di KEY – The Energy Transition Expo a Rimini. “Oggi il nostro obiettivo è quello di avere anche una piattaforma unica di gestione di tutti i servizi, che possono essere i servizi che noi offriamo alla cittadinanza che spaziano dalla gestione degli impianti e della riqualificazione energetica degli impianti di illuminazione pubblica, ma anche alla creazione di una città smart e stiamo anche cercando di spingerci oltre quello che è il concetto di smart city”.

“Il nostro obiettivo è quello di offrire servizi a 360°, supportiamo le amministrazioni anche su situazioni da gestire che impattano su quella che è la vita degli abitanti. Vediamo ad esempio le alluvioni: abbiamo creato un sistema di videosorveglianza intelligente che permette di monitorare anche il livello di innalzamento dei fiumi o dei canali per evitare e prevenire quella che può essere un’inondazione. Oggi le inondazioni sono uno dei problemi principali che affliggono le nostre città. Ma non è soltanto questo. Per noi l’efficientamento energetico è anche andare a creare sostenibilità e circolarità. Questo significa anche andare a utilizzare materiali che vengono dal riciclo. Possiamo citare ad esempio il caso di San Pier di Sonzo, dove abbiamo realizzato un impianto di illuminazione pubblica utilizzando materiali riciclati al 95%, che vanno quindi non soltanto dall’utilizzo di corpi illuminanti forgiati con materiali riciclati, ma anche con tratti di linea utilizzando sempre materiali riciclati”, ha concluso Dellomonaco.

Smith (Deloitte): “Competitività da innnovazione, gestione costi e decarbonizzazione”

“Deloitte già da diversi anni offre servizi legati all’efficientamento energetico e alle energie rinnovabili. Quest’anno abbiamo voluto valorizzare queste competenze e l’esperienza maturata: tramite la ESCo ci avviciniamo di più ai bisogni concreti, reali, quotidiani dei nostri clienti”. Così Piercarlo Smith, director di Deloitte Climate & Sustainability, spiega l’evoluzione strategica della Energy Service Company che ha rappresentato a KEY – The Energy Transition Expo.

“Sono tante le imprese italiane che oggi vedono il costo dell’energia come uno svantaggio competitivo, soprattutto quando operano sui mercati europei e internazionali. Come Deloitte conosciamo molto bene quella che è la situazione delle imprese italiane e abbiamo individuato quella che, secondo noi, è la ‘formula della competitività’, che fondamentalmente si basa su: una gestione oculata dei costi per aumentare i margini operativi; la decarbonizzazione, perché il mercato richiede sempre più prodotti a bassa impronta carbonica, e l’innovazione. Queste sono le tre grandi sfide che oggi le imprese si trovano ad affrontare e vediamo come l’efficientamento energetico rappresenti di fatto l’unico grande ‘win-win’ perché permette da un lato di ridurre i consumi e quindi ridurre i costi per le imprese, e dall’altro meno consumi energetici si traduce anche in meno emissioni, e quindi facilita il processo di decarbonizzazione delle aziende”, ha spiegato Smith a GEA.

“Il contesto geopolitico ci sta dicendo chiaramente che l’Italia, come Paese, deve rendersi il più possibile indipendente e autonomo, e questo si può raggiungere solo attraverso un grande sforzo di lavoro sul mix energetico, quindi sul diversificare. Ci aspettiamo che nei prossimi anni torni sul tavolo la questione del nucleare perché aiuterebbe l’Italia a rendersi indipendente dalle oscillazioni e dalla volatilità del mercato”.

Fornasari (Gewiss): “Transizione energetica senza punto di fine”

“Quest’anno a Key Energy stiamo presentando un ecosistema che si compone di tre parti fondamentali. La parte di mobilità elettrica: con la nostra piattaforma JOINON abbiamo un portfolio completo dalla parte di AC alla parte di DC. Quest’anno presentiamo l’estensione della parte DC, quindi non solo 30 e 60 kw e 90-180 espandibili ma anche un’estensione alla parte di 320-480, quindi riusciamo ad avere, a partire dai 3 kw in AC fino a 480 in DC un portfolio completo che si applica a qualsiasi tipo di verticale”.  Così Luca Fornasari, chief product officer di Gewiss, spiega le novità presentate a Rimini Fiera dal 4 al 6 marzo in occasione di KEY – The Energy Transition Expo.

“Molto importante anche la parte di distribuzione di energia elettrica: con il nostro portfolio di quadristica QDX, tutta la parte di scatolati MSX e gestione dell’energia, che comprende anche la parte di restart, quindi per le soluzioni degli impianti più sostenibili e più efficaci, andiamo a dare tutto quello che è il core, il back bone di un impianto elettrico tradizionale e moderno”, ha poi raccontato Fornasari.

“Oggi lanciamo a Key Energy Rimini anche l’offerta di Dynamo Energy. Quindi lanciamo due prodotti che sono il Mini e il Cubo, due fotovoltaici tridimensionali che hanno quindi delle caratteristiche particolari che permettono l’utilizzo in ambiti che sono anche protetti dalla paesaggistica, quindi in ambiti di residenze storiche, di dimore storiche, per permettere la transizione energetica anche in contesti in cui questa ad oggi non può entrare. Oggi siamo in una fase di consolidamento della transizione energetica. Vediamo che c’è sempre più coscienza sia da parte dei privati che da parte di aziende del fatto che la gestione sia dell’energia elettrica che il controllo di quelli che sono i costi da un punto di vista energetico diventi una leva molto importante per il business, sia di competitività che anche di presenza sul mercato. Sicuramente è una transizione energetica che non ha un punto di fine, è un processo che è qui per rimanere. Quello che ci teniamo a fare come gruppo industriale italiano è cercare di prendere questa complessità che si inizia a vedere negli edifici, negli impianti, quindi questa integrazione di diverse tecnologie; cerchiamo di prendere questa complessità e con l’innovazione che ha caratterizzato sempre Gewiss dall’inizio del suo percorso, di andare a rendere questa complessità semplice e fruibile da parte di tutti”, ha concluso lo chief product officer di Gewiss.

Malagoli (Hera Comm): “Energie rinnovabili e autoproduzione sono leva per competitività”

Cambiare approccio per favorire una reale transizione energetica: anche di questo si è occupata Hera Comm a KEY – The Energy Transition Expo a Rimini.

“Negli ultimi anni e negli ultimi giorni è diventata ancora più chiaro che l’instabilità e l’incertezza, la gestione del rischio sono gli elementi più critici soprattutto per le imprese. Noi siamo un Paese importatore netto di gas e di energia e quindi particolarmente suscettibile alle discontinuità e ai rialzi del prezzo. Oggi le nostre imprese hanno bisogno di strumenti per poter pianificare il costo dell’energia e gestirlo nel medio termine. Per questo una fiera, un’esposizione sulle energie rinnovabili, sull’autoproduzione, può essere una leva strategica per gestire il rischio d’impresa e aumentare la competitività”, ha spiegato a GEA Isabella Malagoli, amministratore delegato di Hera Comm.

“Noi, in questo momento, abbiamo un ruolo importante come Paese, sia per quella che è la nostra posizione, quindi i flussi da Sud del gas, sia per il ruolo che le nostre imprese hanno anche nella gestione degli approvvigionamenti con il GNL. Sicuramente dobbiamo però spingere un po’ di più sulle fonti rinnovabili, sull’autoproduzione e renderci un po’ meno dipendenti dal contesto esterno. E questa fiera, di questo parla: Paesi come la Spagna, che sono più avanti in questo percorso, risentono meno del contesto attuale”, ha concluso Malagoli.

Bianchi (Ansaldo Green Tech): “L’idrogeno come chiave per la decarbonizzazione”

Mario Orfeo Bianchi, responsabile elettrolizzatori di Ansaldo Green Tech, ha partecipato a KEY – The Energy Transition Expo e con GEA ha parlato di decarbonizzazione e transizione energetica. “Ansaldo affronta questo tema sotto diversi punti di vista. Oggi noi siamo qui al Key Energy di Rimini focalizzati sul tema dell’idrogeno e l’idrogeno può sicuramente giocare un ruolo importante sotto questo punto di vista – ha spiegato Bianchi –. Ansaldo non è nuova al tema dell’idrogeno; lo affrontiamo da anni per la combustione nell’ambito delle turbine a gas. L’obiettivo in questo caso è quello di decarbonizzare il nostro prodotto tradizionale e aiutare quindi le centrali elettriche a essere più flessibili, a essere meno inquinanti. E naturalmente, poi, con Ansaldo Green Tech abbiamo affrontato questo nuovo tema della realizzazione di equipment per la produzione dell’idrogeno”.

“L’idrogeno, evidentemente, può essere poi utilizzato come storage e quindi contribuire da questo punto di vista a rafforzare le reti e soprattutto a dare un grosso impulso allo sviluppo, contemporaneamente, di soluzioni decarbonizzate utilizzando le energie rinnovabili – aggiunge Bianchi -. Dal punto di vista poi delle applicazioni è uno dei componenti, una delle soluzioni che insieme ad altre contribuirà alla decarbonizzazione. Dal punto di vista industriale, anche qui il processo è abbastanza lungo. Abbiamo avuto l’occasione di partecipare a degli eventi interessanti qui a Key Energy, dove si è dibattuto e discusso di questo aspetto. È evidente che l’idrogeno, fintanto che mantiene dei prezzi molto alti, viene confrontato da una parte con combustibili sulla mobilità tipici come il gasolio e la benzina e lì, forse, c’è un po’ più di spazio. In ambito industriale, sull’hard to abate (così si definiscono i settori più difficili da decarbonizzare, ndr), dove ci confrontiamo spesso e volentieri col prezzo del gas – ora abbiamo una situazione abbastanza atipica, con crescita rilevante del prezzo del gas – ma in condizioni normali è evidente che c’è un gap ancora notevole, e è evidente che il Decreto Tariffe potrà essere d’aiuto per aiutare a superare il periodo di transizione, e questo è sicuramente importante”.

Iran, Meloni convoca ministri e intelligence. Tajani e Crosetto in Parlamento

Il governo continua a monitorare gli impatti della crisi in Iran e nel Golfo. La premier Giorgia Meloni presiede un nuovo vertice a Palazzo Chigi con i ministri e l’intelligence. Per l’esecutivo, al tavolo siedono i vice Antonio Tajani (Esteri) e in collegamento Matteo Salvini (Infrastrutture e Trasporti), con Guido Crosetto (Difesa), Giancarlo Giorgetti (Economia) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

Dopo aver riferito due giorni fa in Senato davanti alle commissioni Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto torneranno a riferire dell’evoluzione del quadro internazionale alle Camere.

L’attenzione è soprattutto rivolta agli italiani bloccati nelle aree coinvolte negli scontri. Questa mattina sono partiti altri due voli della Oman Air da Mascate in direzione di Roma con a bordo 249 cittadini, assistito dalla Farnesina. Si aggiungono i circa 2500 italiani rientrati nelle ultime ore da Abu Dhabi, Riad e Mascate, utilizzando voli commerciali facilitati dalla Farnesina e voli prenotati privatamente. Nei prossimi giorni altri voli, facilitati dal ministero degli Esteri con l’aiuto delle sedi diplomatico-consolari nella regione, partiranno da Abu Dhabi, Dubai, Mascate, Riad, Malè e Colombo verso l’Italia.

Intanto, a fronte delle turbolenze sui mercati internazionali dell’energia e dei carburanti, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione di Adolfo Urso, ha convocato per venerdì 6 marzo due riunioni della Commissione di allerta rapida. La prima si terrà alle 9.30 e sarà dedicata all’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La seconda, alle 11.30, sarà focalizzata sulle possibili ricadute sull’inflazione, con specifico riguardo al carrello della spesa e al settore agroalimentare. Già da lunedì, su indicazione di Urso, era stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, in particolare sui listini consigliati dalle compagnie, ai margini di distribuzione e ai prezzi alla pompa: i primi esiti sono stati trasmessi, ieri, alla Guardia di Finanza. Il Garante chiede alle principali compagnie petrolifere chiarimenti sulle variazioni dei prezzi, sul rapido adeguamento al rialzo dei listini di benzina e gasolio. Elementi che saranno approfonditi nel corso delle due riunioni della Commissione di allerta rapida in programma.

Quanto agli approvvigionamenti di energia, Gilberto Pichetto Fratin, dopo aver fatto un punto con Eni e Snam a Palazzo Chigi, rassicura: “Siamo il Paese che ha lo stoccaggio più alto d’Europa, abbiamo diversificato, quindi possiamo dire che non c’è una situazione di estrema gravità sui quantitativi di risorse”. L’Italia è in migliori condizioni di altri Paesi, “siamo a oltre il 50%, il più alto livello in Ue”, fa eco Urso rispondendo al Question Time della Camera. In piena emergenza, il ministro dell’Ambiente rivendica la scelta di non aver smantellato le centrali a carbone di Brindisi e Civitavecchia: “In questo momento, le tengo in riserva a freddo”, riferisce, precisando che non saranno riattivate, se non necessario, “a tutela dell’interesse del Paese”.

Iran, Gozzi (Federacciai): “Ue sospenda subito Ets, solo così fermerà i rincari”

Dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran i prezzi di petrolio e gas sono schizzati in alto. Rincari che colpiscono direttamente famiglie e imprese e su cui servono soluzioni immediate e efficaci. Conversando con GEA, è il presidente di Federacciai, Antonio Gozzi, a lanciare un appello: “L’Unione europea sospensione temporaneamente le Ets, anche con un provvedimento emergenziale: è l’unico modo per abbassare i prezzi di colpo”.

Il ragionamento parte dal fatto che la tassa europea sulle emissioni di Co2 dell’industria “vale dai 25 ai 30 euro, sospenderla momentaneamente significa far abbassare il prezzo dell’energia elettrica di 25-30 euro. E’ il solo strumento immediato che l’Europa ha in mano” tamponare l’emergenza. Poi, ovvio, si proseguirà la riflessione generale sulla revisione definitiva, anche se “sarà una discussione difficile – continua Gozzi – perché ci sono sono paesi che seguono la posizione italiana, come Belgio, Polonia o Slovacchia, e altri invece, in particolare quelli del Nord, che non ne vogliono sentir parlare perché non hanno industria e quindi non se ne importano”.

La parola d’ordine è contenere le ricadute delle tensioni in Medio Oriente, sebbene la visione dello Special Advisor per l’Autonomia Strategica Europea, Piano Mattei e Competitività di Confindustria sia legata soprattutto “alla durata del conflitto, su cui c’è incertezza”. Se si protraesse, infatti, le ricadute ci sarebbero eccome: sull’economia, il petrolio, ma soprattutto sul gas. “Dal Qatar esce il 20% del gas liquido mondiale. Venendo a mancare sul mercato globale una quantità di gas così elevata, le ripercussioni sarebbero molto forti e gravi sui prezzi”.

Anche l’export vive giorni incerti, dopo la reazione di Teheran che ha attaccato, di fatto, gli alleati americani dell’area, che sono partner commerciali di primo piano per l’Europa. “I Paesi del Golfo, gli Emirati Arabi Uniti e l’Arabia Saudita stanno diventando mercati molto importanti. Quindi, confidiamo nel fatto che l’economia di questi Paesi non si blocchi”, sottolinea Gozzi. Nel frattempo, nel dibattito politico, si discute della possibilità di frenare (o bloccare, come chiedono alcune categorie produttive) il percorso parlamentare del decreto Energia, temendo che le misure siano superate dagli eventi degli ultimi giorni. Non la pensa così il numero uno di Federacciai: “Chi dice che bisogna bloccare l’iter del decreto Energia, i rinnovabilisti? Al contrario: siccome il cuore di quel decreto è rimettere in discussione il sistema degli Ets, io credo che questo provvedimento sia quanto mai opportuno”. Del resto “l’ho detto in diverse, anche in sede di Consiglio generale di Confindustria: sulla valutazione economica degli effetti di questo decreto si discute molto, ma pure se provocasse poco o nessun risparmio il solo fatto che il governo del secondo paese più industriale d’Europa rimetta in discussione questo sistema è epocale, rispetto a un’Europa per cui le ETS fino a qualche giorno erano un tabù, qualcosa di cui nessuno poteva parlare perché era il ‘trittico religioso’ Greta Thunberg, Green Deal e ETS. Una sorta di ‘Spirito Santo’… e come si fa, quindi, a parlare male dello Spirito Santo?”.

Iran, costo energia preoccupa governo. Meloni convoca a Chigi vertici di Eni e Snam

Il costo dell’energia con la crisi in Medio Oriente è una delle priorità sul tavolo del governo, che valuta dei provvedimenti d’urgenza per le imprese. A Palazzo Chigi, Giorgia Meloni convoca i vertici di Eni e Snam.

Nel dettaglio, la premier presiede due riunioni. La prima (con il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari) sugli ultimi sviluppi, con attenzione alle misure per garantire la sicurezza dei cittadini italiani presenti nelle aree coinvolte. Nel secondo incontro, agli esponenti dell’esecutivo si aggiungono gli amministratori delegati di Eni, Claudio Descalzi, e di Snam, Agostino Scornajenchi, per affrontare il tema della sicurezza energetica, con un’analisi dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia, delle possibili azioni di mitigazione che il Governo potrebbe adottare nel breve e medio periodo.

Il governo sta valutando l’impatto che può avere il nuovo conflitto che dall’Iran viene propagato anche nei paesi vicini“, conferma in conferenza stampa il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “Ovviamente siamo preoccupati delle conseguenze che si possono avere sul costo dell’energia, a prescindere dall’approvvigionamento”, spiega rassicurando sulle forniture, perché, ricorda, “abbiamo i depositi di stoccaggio e comunque altri canali di approvvigionamento”. Il problema è il costo, che avverte: “Potrebbe crescere anche ulteriormente”. Molto dipenderà dal proseguo degli avvenimenti, “se e quando il conflitto sarà concluso“.

A livello europeo, per l’inquilino di Palazzo Piacentini, il conflitto in Iran deve spingere l’Unione a lavorare sull’affrancamento da Paesi terzi: “L’Europa deve ridurre la propria dipendenza dall’estero, nella prospettiva di medio e lungo termine per raggiungere un’autonomia strategica, sia nella produzione di energia – osserva Urso -, sia nell’approvvigionamento di materie prime critiche, minerali preziosi, terre rare e tutto quello che serve al nostro sistema produttivo, tanto più nella duplice sfida digitale e ambientale”. A breve, annuncia, si terrà un confronto tra il governo e il sistema produttivo del Paese per poi “realizzare le misure che possono meglio supportare il nostro sistema produttivo in questa fase così difficile come quella che si è determinata anche da questo nuovo conflitto”.

“Stiamo valutando se si possano avviare dei provvedimenti, soprattutto per le imprese che si occupano di commercio con l’estero“, rende noto Tajani, dopo aver parlato con Simest, Ice e Sace, per valutare “gli aiuti che si possono dare”. Ci sarà una “decisione complessiva del governo”, conferma, per sostenere le imprese che esportano, perché “il mercato dell’area del Golfo è un in forte crescita per le nostre esportazioni, quindi stiamo lavorando anche su questo”.

La premier sarà in Parlamento il 18 marzo per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo, che saranno l’occasione per riferire anche sugli indirizzi di governo a proposito della crisi internazionale.